Microsoft Azure per rivoluzionare la telematica industriale, il cloud computing, ancora una volta, come “super” eroedigitale che, soprattutto in questa fase di nuova normalità si sta dimostrando una straordinaria leva strategica capace di mettere le ali a sistemi di collaboration, comunicazione e sviluppo software. È il caso di un ecosistema collaborativo di grande prestigio ed eccellenza tutta italiana come quello che unisce due realtà come Ubiquicom e Karrell. Due realtà che collaborano da tempo che, manco a dirlo, proprio grazie all’uso strategico di una piattaforma come Azure hanno messo su strada una piattaforma di monitoraggio e gestione dei macchinari di grande efficacia e utilità per le industrie italiane. Un ecosistema, una filiera che vale la pena di conoscere e studiare grazie alla a viva voce dei manager che l’hanno “accesa”.

I Dati, l’industria 4,0, il ruolo di Ubiquicom

Come sempre però vale la pena di andare con ordine e di conoscere da vicino i protagonisti di una storia prima di raccontarla.

Il fenomeno Industria 4.0 è essenzialmente frutto della disponibilità e dall’analisi di dati che arrivano dai macchinari connessi sia durante il processo produttivo che nella lunga e complicata fase della logistica. Questi dati però vanno in qualche modo raccolti e trasportati ed è un passaggio meno scontato di quello che si potrebbe pensare. Servono competenze specialistiche, come quelle di Ubiquicom, società specializzata nella progettazione e nello sviluppo di prodotti e soluzioni innovative per la localizzazione e tracciamento di persone e asset in contesti non convenzionali. Parliamo dunque di prodotti e soluzioni avanzate per la localizzazione e il tracking in tempo reale, sia indoor che outdoor, di persone, veicoli, merci, apparecchiature e attrezzature mobili, utilizzando le più avanzate tecnologie RTLS (Real Time Locating Systems) e di sensoristica diffusa, in ottica IoT (Internet of Things).

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La telematica per l’ottimizzazione dei processi industriali

Come racconta Stefano Sarasso, Ceo di Ubiquicom, «Ci occupiamo sostanzialmente di due cose: la prima è la localizzazione in tempo reale di asset, la seconda è la telematica industriale. Nel primo caso tracciamo asset all’interno di magazzini e di comparti manufatturieri, ai fini di ottimizzare i processi. Nel secondo, ci occupiamo localizzare e tracciare e telecontrollare macchinari industriali». La grande mole di dati così raccolti permette poi a Ubiquicom di supportare i propri clienti nell’analisi di dettaglio dei processi, mediante appositi strumenti di visualizzazione e di analisi, così da identificare opportunità di miglioramento altrimenti difficilmente rilevabili. «Affrontiamo questa evoluzione essenzialmente con aziende che devono ottimizzare i processi, guadagnando tempi e costi, attraverso l’informazione aggiuntiva garantita dalla localizzazione in tempo reale. Il riferimento è ad attività come la telediagnostica, la manutenzione predittiva, la prevenzione e monitoraggio di usi impropri, come l’utilizzo sbagliato delle batterie o i possibili urti durante l’utilizzo dei macchinari, che possono essere ridotti in maniera molto significativa».

Il ruolo di Karrell

Una collaborazione di successo di questo tipo, ad esempio, è stata avviata con Karrell, società di Bolzano specializzata nel noleggio, vendita e assistenza di carrelli elevatori e dell’intralogistica.

L’utilizzo, sotto il brand TellBox della piattaforma di telematica TrackVision di Ubiquicom si è dimostrato in grado di ridurre i costi operativi, sia del dealer (cioè Karrell) che del cliente finale.  Inoltre, è diventato possibile misurare in maniera molto dettagliata i trend di utilizzo di questi macchinari, spianando la strada a modelli fondati sulla logica del pay per use. «Inoltre con Karrell stiamo ragionando sulla possibilità che questi carrelli elevatori connessi siano equipaggiati con ulteriore tecnologia, per esempio la localizzazione in tempo reale, al fine di rendere assolutamente efficienti dei processi. Un approccio di questo tipo nell’intralogistica intensiva permetterebbe di rendere più efficienti le operations, con vantaggi assolutamente interessanti sui costi operativi, addirittura nell’ordine del 15%».

Il trampolino di Microsoft Azure

Una piattaforma come TrackVision, per sua natura, ha necessità di avere alle spalle un’infrastruttura cloud. Le oltre 10.000 box di campo che sono state installate da Ubiquicom sui macchinari industriali delle imprese italiane, devono infatti poter comunicare 365 giorni all’anno, 24 ore su 24, verso un sistema capace di ricevere senza problemi i volumi crescenti di dati prodotti. Ma anche gli operatori o i decision maker che devono accedere alle informazioni che derivano dalla ricezione di questi dati e dalla loro analisi in termini aggregati, così da accedere a una piattaforma su web in modo molto semplice e fruibile.

Alla moderna telematica industriale, insomma, serve un cloud professionale e la scelta di Ubiquicom è stata chiara, ovvero Microsoft Azure: «Come azienda abbiamo con Microsoft una tradizione molto lunga, siamo nati nel 2004 e abbiamo deciso di utilizzare i loro prodotti fin da subito. Nel momento in cui, nel 2016, abbiamo dovuto scegliere su quale piattaforma cloud sviluppare il nostro software, abbiamo analizzato il mercato e ci siamo accorti che per il nostro campo, ovvero l’IoT, Azure era la soluzione ideale. Abbiamo così fatto questa scelta e ci riteniamo molto soddisfatti», conclude Sarasso.

 

«Così il cloud rivoluziona localizzazione e telematica industriale», il “caso” Ubiquicom e Karrell ultima modifica: 2020-12-29T17:00:24+00:00 da Marco Lorusso

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