Datto, il back up, il cloud, la continuità del servizio e quel successo clamoroso che sta contagiando anche il nostro Paese. Un fenomeno vero fatto di un’idea semplice e un modello di business vincente. Da una parte una soluzione capace di fare la “foto” dell’intero patrimonio informatico aziendale ogni 5 minuti e, in caso di attacco ransomware, disastro acciendlae, errore umano, blocco dei sistemi far ripartire tutto nel giro di pochi minuti, sempre e comunque… Dall’altra un modello di business fatto di service provider che, proprio attraverso tale soluzioni diventano non semplici partner tecnologico a generatoti di business per i propri clienti. Nessuna esagerazione ma solo una realtà concreta che ha infatti convinto oltre 130 service provider ad assieparsi, nelle scorse settimane, all’interno delle prestigiose sale dell’Hotel Gallia di Milano, in occasione di Datto Italy evento fortemente voluto e organizzato da Achab, distributore informatica che ha scoperto e portato in Italia Datto, di cui da circa tre anni è infatti distributore esclusivo.

Datto Italy e il motore degli MSP, Service Provider

«Essere Managed Service Provider è un ruolo sempre meno tecnologico e sempre più strategico, organizzativo… essere MSP oggi vuol dire avere tra le mani i margini dei propri clienti». Andrea Veca di mestiere fa il Ceo di Achab, distributore di software e di serenità (recita il claim aziendale). Una piccola grande azienda del milanese che da oltre venti anni ha il “vizio” di scovare in tutto il mondo le migliori e più innovative piattaforme tecnologiche dedicate proprio a tutti coloro che fanno business con i servizi IT. «Dove un tempo c’era un prodotto, un computer, un server, una casella di posta oggi c’è e ci sarà sempre più un servizio ricorrente, pagato mensilmente, che un fornitore deve avere cura che funzioni, sempre e nella maniera migliore».

E se qualcosa va storto? «Si entra nella sfera del business, dei margini, della salute stessa di una intera organizzazione aziendale, si va nella sfera della continuità del servizio e dunque di Datto e della sua incredibile capacità di permettere ai service provider di far ripartire i sistemi dei propri clienti in pochi minuti e in qualsiasi condizione». Una formula che ha portato la multinazionale americana a raggiungere una valutazione di oltre un miliardo di dollari e a raccogliere importanti risultati anche in Europa, Italia compresa… non a caso nel 2017 proprio Achab è stata premiata come migliore distributore Emea di Datto. Un ruolo chiave per Achab che ha trovato conferma nel successo clamoroso, della prima edizione di Datto Italy e nella presenza stessa, in Italia, per la prima volta a Milano di Austin McChord… il signor “Datto”.

Austin McChord Datto… cosi è nato un prodigio

«Sono partito da un seminterrato nel 2007, non avevamo nemmeno i soldi per acquistare le sedie. Oggi abbiamo un migliaio di dipendenti solo in America, altri duecento nel Regno Unito». A parlare è Austin McChord, 32 anni, un “nerd” – lo ha ammesso lui stesso con orgoglio – oggi a capo di un’azienda valutata un miliardo di dollari (nel 2017 è avvenuta la fusione fra Datto e Autotask) grazie ad un’idea, semplice, che grazie al Cloud permette alla Business Continuity di diventare rassicurante realtà per clienti e fornitori di servizi IT.

«Gli albori di Datto non sono certo stati sensazionali, riuscivamo a mala pena a cavarcela. Eravamo in un seminterrato e per risparmiare avevamo recuperato dei server da eBay, li vendeva un’azienda che aveva subito un incendio, ed erano pieni di cenere. Li abbiamo puliti con un pennellino uno a uno. La prima svolta è arrivata quando, con i primi ordini, siamo riusciti a dotarci di strumentazioni e computer che ci hanno permesso di sviluppare soluzioni e servizi di backup e ripristino sempre più evoluti» spiega McChord. Il prodotto, Datto, si dimostrava dunque da subito valido e performante, ma l’azienda non riusciva ancora ad aprirsi una breccia nel mercato, serviva una strategia commerciale più efficace e strutturata. «Abbiamo iniziato a incontrare gli Msp (Managed Service Provider) per vendere il nostro prodotto e trasmettere loro il valore del nostro servizio, ci siamo però subito resi conto del fatto che erano molto più bravi di me a vendere la soluzione che avevo creato perché ne percepivano immediatamente l’utilità soprattutto a livello di supporto, di valore, per i propri clienti. Da quel momento si è creata un’ottima partnership che continua tutt’ora e che ha dato vita ad un canale di vendita entusiasmante».

La partnership funziona talmente bene da permettere a Datto di spiccare, letteralmente, il volo. «E’ pazzesco quanto siamo cresciuti – ammette McChord -, siamo stati bravi e fortunati a trovare sempre nuove soluzioni. Abbiamo così potuto raggiungere un’enorme scalabilità e oggi non abbiamo ancora raggiunto la fine». Una progressione che ha richiamato inevitabilmente l’attenzione del mercato e, negli anni, ha attirato su McChord diverse offerte di acquisto per Datto: «Anni fa stavamo lavorando ad una joint venture con un’altra azienda, ma ad un certo punto si tirarono indietro preferendo farci una proposta di acquisto. Mi offrirono 100 milioni di dollari. Quando creai quest’azienda non avrei mai pensato che potesse arrivare a valere tanto. Decisi però di rifiutare, perché ero convinto che Datto avesse le potenzialità per crescere ancora lungo la strada che avevamo intrapreso. Così, successivamente, ho trovato degli investitori che mi hanno aiutato nella gestione dell’azienda».

Datto ha così acquistato Backupify, per garantire il proprio servizio anche in cloud, e nel 2017 anche Openmesh, per arrivare poi alla fusione con Autotask.

A cosa serve e come funziona il prodotto creato da Datto?

«Quando accade, in un’azienda si vive sempre un momento critico. E la criticità diventa tanto più consistente quanto più si allungano i tempi di ripresa – racconta Claudio Panerai, CTO di Achab -. Stiamo parlando del downtime, o fermo dei sistemi. Un errore, un incidente, un attacco hacker, un “disastro” possono accadere in qualsiasi momento e, oggi più che mai, creare notevoli danni ad un’impresa, anche dal punto di vista economico. Al tempo dell’informatica come servizio del digitale che entra nei processi più critici, infatti, tanto più è lungo il periodo di fermo della rete (ore o addirittura giorni), tanto più si accumulano i problemi da risolvere».

Problemi che per una piccola o media azienda possono significare perdita di business o anche rischio di sopravvivenza. Di fronte ad un blocco dunque, far ripartire i sistemi, non è l’unica priorità da affrontare per un fornitore di servizi IT. Il tempo in cui è in grado di garantire il ripristino fa davvero la differenza per lui e i suoi clienti.

«Austin McChord – aggiunge Panerai –  è riuscito a ridurre a pochi minuti il tempo di ripristino dell’intera rete aziendale. Un riavvio che riporta sistemi, dati e applicazioni allo stato in cui si trovavano solo pochi minuti prima che avvenisse il downtime. Il giovane imprenditore americano ha infatti sviluppato una soluzione che assicura una ripartenza velocissima sia locale che in cloud basandosi su un’idea semplice: fare una “istantanea” completa automatica di reti, dati e sistemi ogni 5 minuti in modo da avere una sorta di status quo dell’IT aziendale sempre aggiornato da cui ripartire rapidamente senza perdere nulla.

Grazie a simili performance, i provider che hanno scelto il disaster recovery e la business continuity di Datto hanno trasformato il proprio modo di erogare servizi e dato più valore ai propri clienti. Clienti, soprattutto piccole e medie imprese e studi professionali, che possono così assicurarsi un servizio fondamentale ad un prezzo accessibile e con un supporto di altissimo livello. Per questo oggi Datto è una delle soluzioni più sicure, veloci e utilizzate al mondo».

#DattoItaly, il social racconto di Datto Italy

 

 

“Basta panico da Ransomware o disastro, vi faccio ripartire in 5 minuti”, il sogno possibile di Datto e di Austin McChord ultima modifica: 2018-03-09T22:35:55+00:00 da Marco Lorusso

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