Cloud computing e migrazione. Il tempo degli eventi accademici, delle visioni, delle proiezioni e degli scenari futuri è ampiamente finito.

Astenersi perditempo, oggi parlare di “nuvole” vuol dire dare indicazioni precise, pratiche, semplici a imprese e manager che sono “già” state conquistate dalla flessibilità e dai vantaggi del cloud.

(qui il link per non perdere la guida pratica per migrare verso il cloud ibrido che, il prossimo 26 febbraio andrà in onda alle ore 15,00 nel corso di un evento streaming senza precedenti)

Imprese e manager che hanno già capito che pagare servizi a consumo ed esperienze di utilizzo è meglio di comprare prodotti fisici.

Cloud Computing, come migrare verso un ambiente ibrido, il 26 febbraio la guida pratica per conoscere numeri, scenari concreti e italiani

La richiesta, la domanda di ambienti cloud è maturata e definitivamente esplosa, anche e soprattutto in Italia, nel 2018. Un dato su cui convergono i più prestigiosi e affidabili osservatori di mercato.

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Una domanda che ora più che mai va però ascoltata, indirizzata, guidata verso il corretto angolo di cielo.

Come nella più grande tradizione digitale infatti, il cloud computing con una mano offre grandi poteri e vantaggi e con l’altra grandissime responsabilità.

Esternalizzare, portare tra le nuvole infrastrutture e dati sempre più nevralgici e centrali per la propria impresa vuole infatti dire accedere a velocità e prestazioni prima “possibili” solo per grandi e grandissime imprese e, allo stesso tempo, assumersi responsabilità enormi a fronte di errori e direzioni sbagliate che, il più delle volte, possono trasformarsi in danni irreparabili…

Rischi ed errori a cui OVH, in collaborazione con Sergentelorusso.it, ha deciso di dedicare un evento streaming senza precedenti. Il prossimo 26 febbraio alle ore 15,00 (qui il link per prenotare il proprio posto e partecipare alla diretta) andrà infatti in onda una guida pratica che racconterà, grazie a casi concreti italiani e dati di mercato esclusivi, la migliore modalità per avviare una migrazione veloce e sicura verso il cloud ibrido.

Cloud Computing, come migrare verso un ambiente ibrido, il 26 febbraio la guida pratica per non sbagliare direzione

Proprio il cloud ibrido, quell’ambiente che è in grado di “mixare” infrastrutture e applicazioni on premise con componenti as a service e, appunto, in cloud, secondo le più recenti rilevazioni si sta affermando come la dimensione più diffusa in Italia per questa rivoluzione dirompente. Una dimensione che però, come anticipato, deve fare i conti con analisi e ricerche altrettanto autorevoli che parlano del nostro Paese come uno dei primi, in Europa, proprio per l’uso di servizi Cloud gratuiti e non autorizzati in azienda. I CIO, gli IT manager insomma, sembra non siano in grado di garantire agli utenti la stessa user experience offerta da servizi cloud anche gratuiti e, in molti casi, accettano di chiudere un occhio e aprire al propria “rete” anche a piattaforme consumer e soprattutto gratuite… Una deriva pericolosa su cui proprio il Webinar firmato OVH si soffermerà analizzando, attraverso casi concreti di errori e falle clamorose nei sistemi IT di imprese italiane, i rischi di una migrazione in cloud, soprattutto ibrido, non monitorata, controllata, gestita.

Cloud Computing, come migrare verso un ambiente ibrido, il 26 febbraio la guida pratica con le 4 regole base da rispettare

Più in particolare gli esperti di OVH grazie anche a dati e analisi esclusive svilupperanno una guida pratica in 4 punti per mettere in pratica la modalità più veloce e sicura per migrare verso un Cloud Ibrido. «Sono 4 gli elementi importanti su cui fare leva e che racconteremo con demo pratiche – spiega Dionigi Faccenda Sales Director OVH – si tratta di: connettività, scalabilità, ecosistema e sicurezza dei dati. L’obiettivo a cui ogni impresa oggi deve puntare è la creazione di un’esperienza on premise in cloud combinando i benefici di entrambi gli asset. Le leve strategiche su cui insisteremo nel corso della diretta e su cui ogni migrazione deve essere basata sono un focus crescente sul software e non più sull’hardware, la sicurezza come dato di fatto e la capacità di connettere i carichi di lavoro dall’ambiente legacy al Cloud». Una sfida ambiziosa alla quale tutti potranno contribuire con esperienze, domande, provocazioni, proposte, nel corso dell’evento streaming che andrà in onda il prossimo 26 febbraio dalle ore 15,00 alle 16,00. Per registrarsi e non perdere l’appuntamento

 

 

Cloud Computing, le quattro regole per migrare verso un ambiente ibrido senza rischiare nulla. La guida pratica ultima modifica: 2019-02-14T15:33:26+00:00 da Marco Lorusso

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