Primo febbraio 2020, 10 anni di Microsoft Azure. Ma la rivoluzione probabilmente più importante della storia della casa di Redmond affonda le sue radici su un terreno già preparato in precedenza. È il 28 ottobre 2005, Facebook aveva un anno, e Ray Ozzie, uno dei tre Chief Technical Officer di Microsoft, invia un memo interno con oggetto The Internet Services Disruption.

Quel memo di più di 5mila parole rappresenta il vero atto di nascita di Microsoft Azure, senza nominarlo. In sei mesi, Ozzie prende il posto di Bill Gates come Chief Software Architect di Microsoft per poi abbandonare l’azienda a fine 2010. Da segnalare che per Gates Ozzie è “uno dei cinque più grandi programmatori dell’universo”.

La coraggiosa mail di Ozzie scatenò un piccolo terremoto in azienda. In quegli anni, il Ceo di Microsoft era ancora Steve Ballmer e non era per niente convinto di perseguire quella strada. Come spesso accade, in Microsoft ma non solo, una revisione così azzardata dell’intero business provocava dubbi e paure. Il caro, vecchio modello basato su licenze software on premise rappresentava ancora la più solida garanzia di profitto.

Tant’è, alla Professional Developers Conference del 2008 a Los Angeles, Ray Ozzie lancia ufficialmente la piattaforma Windows Azure di Microsoft.

Qualcuno ha notato sopra quale Pc sono adagiate le scarpette rosse?

10 anni di Microsoft Azure, il contributo delle persone

In questi 10 anni di Microsoft Azure, però, c’è un’altra figura fondamentale nella rivoluzione del cloud in zona Redmond. Satya Nadella viene nominato successore di Steve Ballmer nel 2014. La mossa è emblematica: Nadella, in azienda dal 1992, era vicepresidente responsabile del Cloud and Enterprise Group.

Optando per Nadella, il consiglio di amministrazione, con il benestare “occulto” di Gates e Ballmer, di fatto fornì il lasciapassare per spingere sul nuovo modello di business. Oggi, dopo 10 anni di Microsoft Azure, si può dire che lasciare la strada vecchia per la nuova è stato un buon affare.

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Nel corso del 2020 si proseguirà nei festeggiamenti per i 10 anni di Microsoft Azure, ovviamente sfruttandoli per spingere ulteriormente sulla crescita del business cloud. Sergentelorusso.it non può mancare e si autoinvita alle celebrazioni ricordando 5 passaggi determinanti e curiosi.

1. In principio fu Cane Rosso. Il nome in codice di quello che sarebbe diventato Microsoft Azure, previo un veloce svicolamento in Windows Azure, era “Red Dog”. Un nome scelto per tracciare una linea con il passato, un nome ribelle, come la birra Red Dog. Oppure come derivato da Pink Poodle (Barboncino Rosa), il nome di uno strip club di San Jose, decisamente meno presentabile. Scelto il nome, i ragazzi del Red Dog decisero di indossare solo scarpe rosse per tutta la durata del progetto.

2. Come mai si chiama Microsoft Azure? Poi, quando le cose iniziavano a prendere forma, in Microsoft si sono posti il problema del nome commerciale. Non è dato sapere se la casa di Redmond affidò la ricerca a uno studio di marketing, ma è probabile che sia stata una scelta interna. Perché Azure? Semplice: il cielo in cui viaggiano le nuvole è azzurro e, guarda un po’, anche il logo di Windows è azzurro, dai tempi di Windows Server 2012. Tutto torna.

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3. I cervelli dietro Microsoft Azure. A riportare a Ray Ozzie – per dire colui che ha creato Lotus Notes nel 1989 – i progressi fatti nel progetto Red Dog ci pensano altri due geniacci. Dave Cutler, giunto in Microsoft nel 1988 è semplicemente l’uomo dietro Windows NT. Il secondo è Amitabh Srivastava, nel 2008 vicepresidente della divisione Server e Tools, che durante la presentazione alla PDC eseguì la demo di Windows Azure.

4. We’re all in. Come detto, alla fine della prima decade del 21mo secolo, Steve Ballmer era molto dubbioso. Ma poi, come accade spesso nelle aziende, diede carta bianca al team di Azure, con il presupposto non scritto che, se le cose fossero andate male, per loro non ci sarebbe stato futuro. Ballmer si convinse piano piano, al punto da dedicare a progetti cloud dal 70 al 90% del totale dei 40mila sviluppatori Microsoft e a dichiarare in uno speech all’Università dello stato di Washington: “for the cloud: we’re all in”.

5. Effetto valanga. Ripensandoci bene, Microsoft Azure non è solo una delle migliori piattaforme per il cloud computing disponibili. Ma la dimostrazione più tangibile del cambio di paradigma di Microsoft. In quel periodo l’azienda era sotto l’occhio del ciclone: Windows Phone prima e Windows 7 poi avevano innervosito clienti e azionisti, ci voleva una svolta. E svolta fu, radicale. Un cambio di modello di business, da prodotto a servizio, ma anche un cambio di mentalità. Ray Ozzie, insieme a Satya Nadella, è colui che ha fatto (ri)diventare Microsoft una startup che ha (ri)messo al primo posto l’innovazione.

In definitiva, una bella storia a lieto fine visto che le revenue di Microsoft Azure continuano a crescere con incrementi bulgari. 10 anni di Microsoft Azure da festeggiare alla grande!

secondo i dati di Gartner, nel primo semestre del 2019 Microsoft ha fatturato 20,6 miliardi di dollari in cloud business, con un incremento del 40% rispetto ai primi sei mesi del 2018

10 anni di Microsoft Azure in 5 retroscena che non tutti conoscono ultima modifica: 2020-03-25T09:05:29+00:00 da Valerio Mariani

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