Multicloud, Plurimedia, IBM e il nuovo canale cloud che sviluppa business e margini scommettendo su un approccio open. Ma andiamo con ordine. Intanto le definizioni. Una strategia multicloud è l’uso di due o più servizi di cloud computing. Mentre una distribuzione multicloud può fare riferimento a qualsiasi implementazione di più servizi cloud come servizio (SaaS) o piattaforma come servizio (PaaS), oggi si riferisce generalmente a una combinazione di infrastrutture pubbliche come ambienti di servizio (IaaS).

Inizialmente, molte organizzazioni perseguivano una strategia multicloud perché erano incerte sull’affidabilità del cloud. Multicloud era, ed è ancora, visto come un modo per prevenire la perdita di dati o tempi di inattività a causa di un guasto localizzato del componente nel cloud. La possibilità di evitare il lockin del fornitore è stato anche uno dei primi driver dell’adozione di più cloud.

Sebbene la ridondanza e i problemi di blocco dei fornitori continuino a generare distribuzioni multi-cloud oggi, la “deriva” multicloud” è anche guidata in gran parte dagli obiettivi aziendali o tecnici più ampi delle aziende. Tali obiettivi possono includere l’uso di più servizi cloud competitivi in ​​termini di prezzo o sfruttare la velocità, la capacità o le funzionalità offerte da un particolare provider cloud in una determinata geografia.

Inoltre, alcune organizzazioni perseguono strategie multicloud per ragioni di sovranità dei dati. Alcune leggi, regolamenti e politiche aziendali richiedono che i dati aziendali risiedano fisicamente in determinate località. Il cloud computing multiplo può aiutare le organizzazioni a soddisfare tali requisiti, dal momento che possono scegliere tra più aree di data center o aree di disponibilità dei fornitori IaaS. Questa flessibilità consente inoltre alle organizzazioni di individuare le risorse di elaborazione il più vicino possibile agli utenti finali per ottenere prestazioni ottimali e una latenza minima.

Multicloud la scommessa di Plurimedia

Ed è proprio in questa declinazione strategica del multicloud come opportunità senza precedenti per la competitività delle imprese, che si inserisce la storia e il DNA di un system integrator come Plurimedia.

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Una società “nata” nel cloud che, proprio nel corso degli ultimi mesi del 2018 ha incrociato la strada di un vendor come IBM dando vita ad un nuovo canale tra le nuvole focalizzato proprio sul multicloud e sulla possibilità di muoversi, nel cloud, in maniera open e con flessibilità. «I microservizi applicativi realizzati da Plurimedia garantiscono alle aziende la possibilità di scegliere tra diversi fornitori infrastrutturali (IAAS) o di piattaforma (PAAS) di cloud pubblico, ibrido o privato – racconta Maurizio Galotti, numero uno e fondatore di Plurimedia -. Unica prerogativa richiesta è che il fornitore cloud eroghi piattaforme compliance con gli open standard di mercato. Ad oggi i fornitori di servizi cloud più diffusi quali Amazon, IBM e Red Hat operano già in conformità con tali standard. Questa preziosa caratteristica si rivela estremamente utile per i nostri clienti perché gli conferisce la possibilità, in tutta autonomia, di scegliere quale infrastruttura cloud usare sia essa IAAS che PAAS, sia esso cloud pubblico o privato, evitando forme di LockIn verso i fornitori delle piattaforme cloud stesse».

Mutlicloud, Plurimedia, IBM e le tecnologie abilitanti

Scalabilità dunque, flessibilità al servizio dei clienti… ma quale è la tecnologia abilitante di un simile scenario e della rivoluzione mutlicloud? «La tecnologia abilitante – racconta ancora Galotti – è rappresentata dai container che consentono di creare pacchetti e isolare le applicazioni nell’ambiente di runtime, grazie a questa tecnologia Plurimedia può “spostare” l’applicazione “containerizzata” tra diversi cloud siano essi pubblici che privati, conservandone tutte le funzionalità. Le aziende clienti hanno così la libertà di scegliere tra più provider di cloud pubblico o privato in base a standard universali (ad esempio uptime, spazio disco, costo di calcolo, livelli di servizio…) e non sono obbligate ad accettare le condizioni imposte da soluzioni applicative (microservizi) non “containerizzate” cioè che “girano” obbligatoriamente su una determinata piattaforma cloud. Altra caratteristica che rende i microservizi applicativi Plurimedia interessanti è rappresentata dall’uso di metodologie “agile” per l’analisi e sviluppo. Queste tecniche di analisi ci consentono di scomporre un servizio applicativo in diversi microservizi fra loro nativamente integrati. Questa scomposizione si traduce per i nostri clienti in risparmio: il microservizio applicativo risulterà meno costoso e garantisce al cliente un elevatissimo ritorno sull’investimento dovuto alla rapidità, che Plurimedia riesce a garantire, sui tempi di rilascio della componente stessa in produzione».

Mutlicloud, Plurimedia, IBM, perché e come nasce un nuovo canale nel cloud?

Il caso di Plurimedia e del multicloud al servizio del mercato, come anticipato, è di grande e particolare interesse proprio perché emblematico di una trasformazione digitale che sta impattando, prima e con più profondità proprio l’ecosistema che il digitale lo deve portare nelle imprese italiane, il canale ICT insomma. Un canale in cui termini come logistica, volume e hardware perdono progressivamente di peso e anche di senso in favore di servizi ricorrenti e a consumo, esperienze di utilizzo e ovviamente multicloud ovvero la possibilità di prendere solo il meglio delle migliori nuvole sul mercato. Una trasformazione che sta portando system integrator, sviluppatori, distributori informatica a cambiare pelle e a sviluppare nuovi sistemi di ingaggio, collaborazione con vendor e clienti finali. «Per noi – racconta Galotti (che in questo video spiega nel dettaglio il kick off della partnership con IBM) – il cloud non è stata una scelta ma una parte fondante del nostro DNA. Siamo nati nel cloud e con il cloud costruiamo il nostro valore differenziante sul mercato». Una connotazione una carta di identità che ha “esposto” positivamente Plurimedia rispetto ad un vendor come IBM, a sua volta, nel pieno della trasformazione decisiva del proprio canale di vendita. Un canale a cui la multinazionale americana chiede sempre più abilità di sviluppo e costruzione di business in settori innovativi come Intelligenza Artificiale, Big Data, Security e appunto multicloud. «La partnership – continua Galotti– è così diventata spontanea, naturale. Da parte nostra, in particolare abbiamo trovato enormi vantaggi e funzionalità strategiche in una soluzione come IBM ICP. Si tratta infatti duna piattaforma di private cloud che ha risposto in maniera sorprendentemente puntuale proprio alla nostra necessità di aumentare i giri in ottica Multicloud. Il nostro obiettivo è quello di fornire i nostri micro-servizi applicativi a prescindere dal tipo di cloud sottostante. Una strategia che ha trovato IBM pronta e capace di cogliere tutte le nostre esigenze. IBM ICP infatti è un private cloud “aperto” che accetta e si integra anche con piattaforme e soluzioni eterogenee e ci consente di orchestrare in maniera strategica i fari servizi e carichi di lavoro sulla base delle esigenze nostre e dei nostri clienti»

Mutlicloud, Plurimedia, IBM, al servizio dei clienti e non del prodotto

E siamo al dunque, i clienti, come e con quali strategie, grazie al multicloud e a questo nuovo canale con IBM state sviluppando anche nuovo business. «Semplice – racconta Galotti – pensando alle soluzioni e a come risolvere le necessità di un cliente. Sembra banale ma ormai il tempo in cui il vendor multinazionale indottrina un partner e lo spingeva a vendere un prodotto sul mercato è finito. Funziona al contrario. I clienti e, in particolare, non più, o non solo, le figure IT ma soprattutto le line of business hanno una esigenza e tu, con i servizi e con il multicloud crei la soluzione per rispondere. Una trasformazione che deve portare proprio il canale a sviluppare linguaggi e approcci meno focalizzati sulla tecnologia e sulla performance e più sui vantaggi e sui processi. Con IBM sta funzionando molto bene proprio questa logica e, in particolare, si è creata una interessante connessione con la loro business unit di Bologna, che lavora su un target chiave per noi come le Utility. Stiamo infatti definendo una soluzione da portare sui loro clienti, una soluzione in cui proprio Intelligenza Artificiale, IOT e capacità di muoversi in ottica multicloud sono il cuore. Il meccanismo funziona perché IBM dialoga e ha contatto storico con grandi clienti del mondo utility e noi siamo un system integrator che porta contenuto, valore, soluzioni strategiche che arricchiscono queste relazioni». Il vendor che fa il partner sul territorio, il system integrator che diventa un po’ vendor… è la nuova era del cloud, del canale “as a service” e dei nuovi equilibri lungo la filiera del valore. È la nuova era di società come Plurimedia e di vendor innovativi come IBM

 

 

Multicloud, cos’è e a cosa serve: il caso Plurimedia e del “nuovo” canale open con IBM ultima modifica: 2019-03-19T14:47:58+00:00 da Marco Lorusso

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