Smartphone, telefoni…device mobili… chiamateli come volete ma il nocciolo, il cuore della vicenda è tutto nella immane quantità di dati critici che ogni giorno, ora, secondo viaggia all’interno di questi dispositivi.

Strumenti un tempo confinati nel perimetro della pura comunicazione vocale e oggi diventati centro di gravità permanente della produttività di intere aziende. Una rivoluzione nota, matura (soprattutto nel nostro Paese) e su cui da tempo il canale ICT ha anche deciso di investire pesantemente come nel caso di CleverMobile Distribution, distributore informatica nato nel 2017 su iniziativa di Clever Consulting, società protagonista nel mercato della consulenza aziendale e da anni attiva nel mondo della mobility. Un debutto di grande impatto e clamore (in un momento in cui il canale dei distributori informatica sembrava in fase di concentrazione irreversibile).

Un debutto che ha incontrato il consenso dei più importanti system integrator italiani proprio nel momento in cui erano alla ricerca di competenze e valore da “spendere” nella costruzione di soluzioni mobili di qualità per i propri clienti. Un debutto che, non a caso, ha richiamato l’attenzione di grandissimi brand internazionali, in fase di storico rilancio del proprio DNA, come Blackberry. La multinazionale canadese ha infatti scelto CleverMobile Distribution come unico distributore italiano (qui comunque la video intervista e lo speciale dedicato a CleverMobile Distribution e alla partnership con Blackberry).

Ma al di là della storia, per quanto recente, alla fine di un anno complesso come il 2018 e nel pieno della volata natalizia, durante la quale truffe e attacchi mobile sono tradizionalmente protagonisti (con risvolti anche drammatici per il business aziendale), abbiamo deciso di andare a chiedere proprio agli esperti di Clever come e cosa devono fare system integrator e clienti per evitare brutte sorprese… e provare magari a sviluppare margini interessanti con il mobile

Smartphone e security, ecco cosa NON sta succedendo

 

Ad accoglierci è Gary McConnell, co-fondatore e CTO di Clever Consulting, profondo conoscitore dei “mali” più o meno nascosti dietro l’uso poco attento dei device mobili.

«Il primo tema – parte veloce il manager – è quello di un corretto bilanciamento dell’equilibrio tra usability e sicurezza. Se come vendor, come system integrator, come CIO non sei in grado di trovare questo equilibrio finisce che gli utenti prendono altre strade, non certo sicure ma comunque utili per loro. Gli utenti usano strumenti gratuiti quotidianamente per scambiare file, comunicare e ne traggono beneficio. Se in azienda non sono in grado di offrire lo stesso beneficio senza perdere il controllo della sicurezza… è un problema».

Facile a dirsi un po’ meno a farsi… «Verissimo – spiega McConnell –le imprese italiane fanno il minimo indispensabile per proteggersi e gestire un simile fenomeno. Qualcosa oggi si muove solo quando sono i vendor o la legge, come il GDPR, a forzare la mano…»

Smartphone e security, le cose da fare

E siamo al punto di sempre: scarsa percezione del rischio, approccio reattivo solo a guaio avvenuto… ecco la fotografica classica della security in “salsa” italiana… ma cosa e come fare per stimolare l’attenzione su un tema, quello della gestione dei device mobili, che rischia di diventare un pericolosissimo boomerang per tutti se approcciato ancora una volta con leggerezza.

«La prima cosa – spiega Gary – è far capire ai clienti che i device mobili utilizzati in azienda devono essere gestiti. Sembra facile da dire ma non è un tema chiaro a tutti. Moltissimi, in Italia, non hanno nemmeno la mail gestita e lasciano che gli utenti usino account e caselle personali che, “appoggiate” a device aziendali vanno a comporre un mix potenzialmente pericolosissimo per i dati critici che si muovono nelle reti corporate».

La seconda cosa da fare, secondo il manager, è arrivare a mettere da parte l’uso delle password come principale sistema di controllo degli accessi. «Gestire davvero – racconta McConnell – vuol dire, per esempio, abbandonare il sistema basato sulle password (troppo dipendenti da errori e “facilonerie”) per muoversi in direzione del biometrico e della strong authentication. Questo vuol dire che, d’ora in avanti, tanto per fare un esempio, la mail non può essere protetta da una semplice password. Si tratta infatti di un sistema che, una volta violato, ti permette di accedere alla stessa casella di posta da qualunque device. Oggi invece occorre fare in modo che una mail possa essere utilizzata solo con un determinato device e con una determinata applicazione gestita… Questo è un primo passo verso l’equilibrio tra user experience e sicurezza».

Smartphone e security, non conta il nome, conta il risultato

Un equilibrio che deve poter offrire a Cio ma soprattutto line of business come marketing, finance, hr la possibilità di raggiungere i loro obiettivi. «Che si chiami Dropbox, Wetransfer o, meglio, Workspaces di BlackBerry ad un marketing manager interessa relativamente – spiega Gary -. Il punto è l’obiettivo che devo raggiungere e se Workspaces mi permette di fare quello che ho necessità di poter fare, senza compromettere la sicurezza, quella è la soluzione corretta per me. Questo è il valore che un system integrator oggi deve portare sul mercato. Competenza, sicurezza e capacità di consigliare le piattaforme di mobile security e management migliori sul mercato non tanto per questioni di prezzo ma per questioni di user experience e sicurezza allo stesso tempo».

Smartphone e security, l’ecosistema BlackBerry – Lookout

Flessibilità e controllo, gestione e sicurezza… sembrano ossimori ma sono gli opposti su cui una società come BlackBerry ha da tempo deciso di investire per costruire il suo “nuovo” Dna fatto solo e soltanto di software ad altissimo valore aggiunto. Un software che, come detto, in Italia passa solo e soltanto dalle mani di una società come CleverMobile Distribution. Un software che, da tempo, ha chiamato intorno a sé un ecosistema di partner complementari e capaci di dare vita ad una piattaforma di gestione e controllo dei device mobili senza precedenti per ampiezza e profondità di utilizzo. Un esempio lampante in questo senso è la collaborazione da tempo avviata da BlackBerry con una società come Lookout che, attraverso il cloud, offre visibilità completa su tutto quello che avviene all’interno di uno smartphone aziendale.

Una collaborazione su cui ci racconta tutto, in esclusiva  Tom Davison, Director Sales Engineering Emea di Lookoutin questa video intervista. «La sicurezza mobile – racconta Davison – dovrebbe essere semplice, discreta ed efficace. Utilizzando l’analisi predittiva e l’intelligenza completa delle minacce mobili, Lookout previene le minacce prima che si verifichino. Il risultato: i tuoi team possono usare i dispositivi e le app di cui hanno bisogno, mantengono visibilità e controllo».

Smartphone e Security ? Ecco gli errori da non commettere. La guida di CleverMobile Distribution, BlackBerry e Lookout ultima modifica: 2018-12-18T22:27:51+00:00 da Marco Lorusso

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