Si fa presto a dirlo, un po’ meno a capire come fare Industry 4.0. Il termine è ormai sulla bocca di tutti: amministratori delegati, manager, responsabili di produzione e responsabili dei sistemi informativi. Ma, probabilmente, non tutti hanno ben chiaro l’approccio operativo. Non hanno la risposta alla domanda: “ok, voglio fare Industry 4.0, da dove inizio?”.

In primo luogo, capire come fare Industry 4.0 con l’unico obiettivo di usufruire dei vantaggi previsti dal piano europeo non è la strada giusta da seguire. Quella è materia per responsabili finanziari e amministrativi, e la lasciamo volentieri a loro. A noi sembra molto più utile capire come ideare un progetto di intervento. Ovvero quali sono i passi fondamentali che segue un fornitore It per raggiungere l’obiettivo. Per questo ci affidiamo agli esperti di Cdm Tecnoconsulting, ora parte del Gruppo Lutech. Un system integrator che ha già una forte esperienza di progetti di Industry 4.0.

Dal seriale all’OPC-UA il passo è breve?

È Massimiliano Conti, R&D manager – IoT di Cdm Tecnoconsulting ad aprirci gli occhi su come fare Industry 4.0, seguendo la direzione più giusta. “Le linee di produzione sono variegate – osserva il manager – e la vita media dei macchinari è di circa 15 anni. Capita spesso che ci si trovi a interfacciare dispositivi che a malapena hanno la porta seriale con macchine di ultima generazione OPC-UA già pronte per l’Industry 4.0. E, aspetto non secondario, si dialoga con responsabili di produzione “timidi” per i quali sarebbe meglio non variare un equilibrio funzionante”.

Quindi, il paradigma Industry 4.0 si muove in un ambiente per definizione obsoleto e delicato e gestito da manager che spesso non hanno un background tecnologico e che, comprensibilmente, non hanno intenzione di buttare via tutto. Il primo approccio, dunque, potremmo definirlo “rassicurante”. Il team di Cdm Tecnoconsulting parla con interlocutori diversi dal Cio e sa come fare Industry 4.0 senza rivoluzioni e, soprattutto, mantenendo il TCO.

Come fare Industry 4.0: affrontare il retrofit

Prima di tutto è necessario eseguire un assessment approfondito per capire se e come convertire i macchinari all’Industry 4.0. Se è possibile eseguire un retrofit o se è meglio cambiare il macchinario, tutelando sempre e comunque il rapporto costi/benefici.

Fondamentale poi – prosegue Conti – andare per gradi. In primo luogo, connettere le macchine e coglierne i primi vantaggi operativi. Successivamente orchestrare i dati generati in produzione con quelli prodotti dai vari applicativi aziendali (Erp, Crm e Supply Chain, per esempio). Ancora, introdurre il concetto di manutenzione predittiva, con l’ausilio di opportuni sensori, per monitorare l’andamento della macchina o la qualità della produzione. Infine, trasformare in prescrittivo il flusso di informazioni e permettere al sistema Industry 4.0 di suggerire, o addirittura agire direttamente, sempre con l’obiettivo di migliorare produzione e prodotti”.

Perfetto, quindi, sintetizzando:
1. Esaguire un assessment dello stato dell’arte delle macchine di produzione
2. Connettere le macchine e godere dei primi benefici
3. Orchestrare i dati di produzione con il sistema informativo aziendale
4. Introdurre i sensori necessari per eseguire una manutenzione predittiva sui macchinari
5. Rendere autonoma la manutenzione delle macchine con gli algoritmi di machine learning trasformando in prescrittivo il sistema Industry 4.0.

LEGGI ANCHE: PIANO DI DISASTER RECOVERY? SE SEI INDUSTRY 4.0 CI DEVI PENSARE SERIAMENTE

Parlare la stessa lingua e parlare subito con i risultati

Mirko Mancin, IoT/Ar manager di Cdm Tecnoconsulting ha il polso del mercato: “In generale incontriamo aziende visionarie, che hanno voglia di intraprendere un percorso di Digital Transformation, e aziende che non sanno come muoversi – afferma il manager. Determinante, dunque, affiancarle in tutto il percorso di trasformazione verso l’Industry 4.0, condividendo un dizionario comune che ci permetta di interloquire anche con i responsabili delle operazioni”.

Il modo migliore per iniziare a capirsi è condividere fin da subito i risultati di piccoli interventi sulla produzione. Ciò ponendo la massima attenzione sui dati che vengono generati dai macchinari e dai sistemi applicativi. E dimostrando immediatamente quanto rappresentino un valore effettivo per il business.

Probabilmente è la prima volta che la tecnologia coinvolta nei progetti Industry 4.0 risulta realmente efficace, completa e funzionante, dimostrandosi da subito un effettivo abilitatore del business. Andrea Valentini, Business Unit Director PTC Solutions di CDM Tecnoconsulting: “grazie all’alto livello di offerta tecnologia disponibile, siamo perfettamente in grado di portare a termine un progetto Industry 4.0 presso qualsiasi azienda manifatturiera italiana”.

Simone Cavazzoni, Sales Manager di Cdm Tecnoconsulting, infine, pone l’accento sul valore di una partnership di lunga data: “Siamo partner di HPE da trent’anni, con loro abbiamo vissuto tutte le evoluzioni dell’informatica e insieme abbiamo realizzato l’HPE Innovation Lab. Un luogo in cui le aziende clienti possono toccare con mano le tecnologie HPE e le soluzioni realizzate da Cdm Tecnoconsulting, in particolare nell’ambito Industry 4.0”.

LEGGI ANCHE: CDM TECNOCONSULTING, PIU’ FORTI CON L’HPE INNOVATION LAB

Come fare Industry 4.0: la metodologia di Cdm Tecnoconsulting ultima modifica: 2020-01-27T21:45:47+00:00 da Valerio Mariani

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here