Nel corso degli ultimi anni abbiamo capito cosa è un assistente digitale. Come è successo in altre situazioni, i vari Siri, Alexa e Cortana hanno sdoganato il significato di certa tecnologia passando dalla porta di servizio. Il consumatore, che è anche un manager aziendale o un dipendente, adotta una nuova tecnologia e preme per l’utilizzo nella sua realtà professionale.

Così, potrebbe non esserci più bisogno di spiegare cosa è un assistente digitale, ma non è detto. Ben diverso adottare un assistente digitale in azienda, per esempio per automatizzare le operazioni di accesso ai varchi aziendali, dal giocare con “Ciao Siri, qual è l’uomo più intelligente del quartiere?”.

Un assistente digitale demandato a sostituire le operazioni ripetitive di una risorsa umana è qualcosa di più di una semplice cassa in grado di ascoltare e rispondere. Parliamo sempre di software, certo, ma di un livello un po’ più alto. Lo potremmo trovare impegnato a risolvere le problematiche dei clienti, all’interno di un sistema per il customer center. Oppure potremmo trovarlo nel back office a supporto di diverse divisioni aziendali. Impegnato a fare il lavoro sporco, a cercare file e informazioni tra i meandri di un’architettura software.

Cosa è l’assistente digitale: un buon modo per migliorare le operations

E questi sono solo due degli innumerevoli impieghi di un assistente digitale. In tempi di new normal, che cosa è un assistente digitale? È (anche) un software, corredato da hardware opportuno, in grado di virtualizzare la reception.

Gli ultimi protocolli per la ripresa sono molto chiari: monitorare con attenzione l’accesso ai varchi aziendali. All’ingresso, si deve misurare la temperatura a tutti, per esempio con una fotocamera collegata a un sensore termico. E questo è (abbastanza) facile, se sai come farlo. È evidente che sarebbe del tutto antieconomico sacrificare una risorsa per misurare la temperatura.

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Inoltre, un sistema automatizzato non solo è veloce e più economico, ma consente di elaborare molti più dati in pochissimo tempo. Già, i dati. L’assistente digitale, in qualsiasi sua forma, è un grande accumulatore di dati. È in grado di archiviarli e di renderli disponibili ad altre applicazioni, in tempo reale.

Il controllo della temperatura mediante fotocamera è solo una delle funzionalità di una reception virtuale. Necessaria in questo particolare momento, può diventare doppiamente utile nel momento in cui si abilita il riconoscimento facciale dei dipendenti per un ingresso più rapido.

La reception virtuale, qualcosa di utile per sempre

Ma un assistente digitale prestato alla reception è molto di più. Generalmente è supportato da una struttura hardware dotata di display touch che ricorda le biglietterie automatiche delle stazioni ferroviarie. In tempi di rischio di contagio, le operazioni di input via touch screen possono essere sostituite da un dialogo verbale adeguatamente “protetto” da orecchie indiscrete.

Oltre al touch screen, la reception virtuale può avere altre componenti di input, come il lettore di badge. Ma un assistente digitale dà il meglio di sé quando ha a che fare con gli ospiti, in generale con persone non incluse tra i “frequentatori abituali” dell’azienda.

Un ospite che ha un appuntamento in azienda si fa riconoscere e attende che il sistema, integrato con le agende pubbliche del personale o con un centralino VoIp, ne giustifichi la presenza. L’assistente virtuale, stavolta in versione centralinista, mette in comunicazione l’ospite con la persona che lo attende e il gioco è fatto. Inoltre, una reception virtuale permette la stampa automatica di badge temporanei e di informazioni utili alla permanenza in azienda.

Le funzionalità implementabili in una reception virtuale sono diverse e dipendono solo dalla fantasia del cliente. Nella maggior parte dei casi si tratta di creare codice di integrazione con database e applicativi già presenti in azienda. Generalmente si tratta di progetti ad alto tasso di personalizzazione, perché ogni azienda è diversa e, soprattutto, ogni azienda ha un’architettura software differente.

E, per questo è conveniente affidarsi a un system integrator. Un partner It competente e referenziato che sappia scegliere le componenti migliori per costruire l’assistente digitale e, soprattutto, sappia sviluppare sfruttando le opportune Api di integrazione. Un partner It che abbia già un modello e le referenze giuste. Infor, per esempio, propone il suo WelcomeUp Sentinel, una scelta da considerare.

Cosa è un assistente digitale e perché serve alla ripartenza ultima modifica: 2020-07-08T08:14:46+00:00 da Valerio Mariani

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