Software Defined Data Center cos’è e come funziona? La domanda è comune a milioni di manager e imprese di tutto il mondo. Il motivo? Semplice, conviene. Conviene come conviene la rivoluzione che trasforma server, storage e persino la Rete in servizi da pagare come, quando e se serve. Un Data Center virtuale, un Data Center come servizio flessibile, scalabile, perfettamente contemporaneo rispetto alla maturazione del cloud computing, della sharing economy e delle esperienze di utilizzo che, a tutti i livelli, stanno soppiantando gli acquisti “secchi” di beni e prodotti.

Una rivoluzione, un nuovo modo di intendere, costruire, e fornire innovazione digitale alle imprese su cui da tempo, non a caso, è al lavoro un’eccellenza nazionale come TT Tecnosistemi grazie al supporto strategico di una multinazionale come HPE e, in particolare di un progetto ormai caso di successo internazionale come HPE Innovation Lab Next.

Prima di capire come e in che direzione si sta muovendo TT Tecnosistemi però, vale la pena di rispettare le consegne e di provare a rispondere alla domanda di cui sopra.

Software Defined Data Center cos’è e come funziona

Un SDDC vocabolario alla mano, è una struttura di archiviazione dei dati in cui tutti gli elementi dell’infrastruttura – rete, storage, CPU e sicurezza – sono virtualizzati e forniti come servizio. La distribuzione, il funzionamento, il provisioning e la configurazione sono astratti dall’hardware. Tali attività vengono implementate tramite software intelligence.
Un Software Defined Data Center è considerato oggi il più concreto disegno del Data Center del futuro ma attualmente, si tratta più di un concetto che di una pratica comunemente implementata, anche se ha visto l’adozione incrementale da parte dei fornitori di servizi cloud e dei fornitori di data center come servizio.

Si parla moltissimo di Iperconvergenza come base del Software Defined Data Center, proprio perchè l’iperconvergenza si ottiene quando server, storage e software di virtualizzazione convergono in un unico oggetto governato da un unico programma che funge da controller di gestione.

Componenti di un Data Center del futuro

La virtualizzazione è fondamentale per il Software Defined Data Center. Esistono tre principali blocchi SDDC, Software Defined Data Center:

– La virtualizzazione della rete combina le risorse di rete suddividendo la larghezza di banda disponibile in canali indipendenti che possono essere assegnati, o riassegnati, a un determinato server o dispositivo in tempo reale.
– La virtualizzazione dello storage raggruppa l’archiviazione fisica da più dispositivi di archiviazione di rete in quello che sembra essere un singolo dispositivo di archiviazione gestito da una console centrale.
– La virtualizzazione del server maschera le risorse del server, inclusi il numero e l’identità dei singoli server fisici, processori e sistemi operativi (SO), dagli utenti del server. L’intenzione è di impedire agli utenti di gestire complicati dettagli delle risorse del server. Aumenta anche la condivisione e l’utilizzo delle risorse, pur mantenendo la possibilità di espandere la capacità in un secondo momento.

Vantaggi del Software Defined Data Center

Un Software Defined Data Center è un modo per configurare e eseguire il provisioning dinamico di applicazioni, infrastrutture e risorse IT. Il design consente di gestire il data center come sistema unificato o insieme aggregato di domini. Un fattore chiave è la separazione dei piani di controllo e dei piani dati.

Un SDDC fornisce a un’organizzazione un proprio cloud privato per un migliore controllo dei dati ospitati. Non solo, i Software Defined Data Center sfruttano l’agilità, l’elasticità e la scalabilità del cloud computing. Il vantaggio principale consiste nell’automazione di tutte le funzioni tramite software intelligente, in particolare le attività ad alta manualità relative al provisioning e alla gestione operativa.

Ciò consente un elevato grado di flessibilità all’interno di un data center tradizionale. Le risorse vengono raggruppate e fornite come un cloud privato o ibrido. I carichi di lavoro operano indipendentemente dall’infrastruttura IT fisica.

Sia la gestione dell’infrastruttura che la gestione del carico di lavoro sono controllate a livello di programmazione. Il risultato è la riduzione dei costi generali e di gestione.

SDDC il caso TT Tecnosistemi

Come anticipato TT Tecnosistemi è un system integrator di eccellenza sul territorio italiano che da tempo, grazie al supporto di HPE e in particolare del programma HPE Innovation Lab Next sta lavorando con progetti e soluzioni dedicate proprio sulla rivoluzione dell’iperconvergenza e del Software Defined Data Center. Per conoscere tutti i dettagli della strategia e dei progetti che il system integrator di Prato sta sviluppando insieme ad HPE è possibile consultare l’area dedicata del blog TT Tecnosistemi disponibile a questo link

Software Defined Data Center cos’è e come funziona. Il caso TT Tecnosistemi ultima modifica: 2019-12-30T11:04:46+00:00 da Marco Lorusso

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