Red Hat, IBM, il mondo Open Source e il mercato enterprise, un distributore a valore come Tech Data Advanced Solution, due system integrator come Delphis Informatica e Zetacloud. Mondi un tempo lontani che ora si avvicinano, si integrano e generano opportunità straordinarie per tutti gli operatori dell’ecosistema di vendita IT e ovviamente per i loro clienti.

Mondi che il prossimo 18 aprile, presso l’IBM Client Centre di Segrate confermeranno la loro unione nel segno del progetto LinuxONE. Una soluzione, una promo chiavi in mano che porta l’Open Source a bordo dei sistemi IBM. Un progetto nato grazie all’esclusività di Tech Data come unico VAD (distributore a valore aggiunto) capace di annoverare, nel “suo” canale, la distribuzione di IBM e Red Hat.

«Uniamo due mondi dando vita ad una opportunità di mercato estremamente reale, tangibile». Ad aprire le danze è Vincenzo Bocchi, One Software & Next Generation Technologies Business Unit Director, Italy – Advanced Solutions di Tech Data. Voce pacata e tono deciso Bocchi è un manager molto pragmatico che, tra i primissimi, ha deciso di scommettere forte su un’idea «destinata ad aprire scenari di business rilevanti».

LinuxONE. Da Tech Data a Red Hat e IBM, la strada del valore per le imprese

«Non potrebbe essere altrimenti – racconta infatti Bocchi -, in quanto unico HUB tecnologico in grado di farlo, Tech Data, dallo scorso dicembre, ha dato vita ad un progetto che mette a fattor comune due brand, Red Hat e IBM, e due infrastrutture di eccellenza: le “macchine” IBM LinuxONE e Red Hat Enterprise Linux. Soluzioni mai come oggi “adatte” per rispondere agli stimoli del mercato enterprise. Un mercato, quello dei mainframe che dunque dimostra grandissima vitalità e che, sull’onda di fenomeni come Big Data, Cloud Computing e Intelligenza Artificiale si dimostra ideale, associato alla piattaforma Open, per dare quella flessibilità e fluidità che le grandi imprese pretendono». Due elementi chiave che, tradotti in linguaggio corrente, equivalgono alla necessità di poter contare su potenza di calcolo estrema unita alla scalabilità del prezzo passando per l’accelerazione nei tempi di erogazione di applicazioni e servizi fino ad arrivare, ovviamente, al consolidamento del Data Center. «Tutti elementi che trovano sintesi perfetta nel progetto LinuxONE – racconta Bocchi -. Un progetto che porta le macchine IBM LinuxONE ad eseguire Red Hat Enterprise Linux dando vita ad una soluzione che risponde perfettamente a queste esigenze. Una soluzione capace anche di garantire modelli di licensing molto più “appetibili” rispetto a quanto non siano in grado di fare le piattaforme tradizionali».

Questo progetto, raccontano i protagonisti, partito da qualche mese, sta chiamando a raccolta due tipologie molto diverse di partner, da una parte il mondo Open Source che cerca una infrastruttura affidabile in cui integrare i propri applicativi, dall’altra un mondo di partner IBM infrastrutturali che proprio nell’Open Source trovano ora un ecosistema in grado di rendere più veloci, flessibili e innovativi i propri sistemi. «Siamo molto orgogliosi – aggiunge Bocchi – perché si tratta di una iniziativa che sancisce la crescita dirompente conosciuta da Tech Data in questi anni proprio sui sistemi IBM. Il prossimo 18 aprile, con un evento dedicato, daremo la possibilità a tutto il canale di conoscere e toccare con mano la forze e le opportunità che il progetto LinuxONE abilita. Come Tech Data abbiamo messo in campo investimenti importantissimi a livello di competenze e presidio che ora ci stanno offrendo i risultati sperati e sono una garanzia assoluta per i nostri partner».

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LinuxONE, Il cuore Open Source del progetto e il record di Red Hat

Nel cuore, al centro del progetto LinuxONE, c’è ovviamente la piattaforma Open Source di Red Hat. Un brand che, negli ultimi anni, ha messo a segno tassi di crescita dirompenti e il cui successo è stato certificato dalla partecipazione record a tutti i suoi più recenti eventi. «Sembrano frasi fatte – racconta Alessandro Frigerio, Partner Manager di Red Hat Italia – ma è esattamente così. Red Hat sta crescendo in maniera verticale da tempo e anche nel 2018 il successo continua, abbiamo appena chiuso un anno con una crescita del 21 per cento, sfiorando i 3 billion di fatturato a livello mondiale. Numeri importanti – spiega il manager – che danno bene la dimensione di quello che sta succedendo e della credibilità che abbiamo sul mercato. Un tempo l’Open Source era visto come mondo di “nerd” iper tecnici, ora le evidenze di mercato come questo progetto LinuxONE, che sarà celebrato il 18 aprile, hanno portato alla ribalta uno scenario che determina vantaggi e business rilevanti in mercati come la Pubblica Amministrazione, le grandi imprese e tutto il mondo enterprise. Ciò che differenzia l’Open Source e in particolare l’interpretazione che ne offre Red Hat è proprio la comunità, il lavoro della comunità e la possibilità per i partner, sviluppatori… di contribuire e dare vita a verticalizzazioni, sviluppi strategici. Non solo, il concetto di Open per noi è fondamentale, la nostra offerta PAAS può ospitare ambienti di sviluppo di qualsiasi tipo; il più delle volte è il cliente a scegliere, con nostra soddisfazione, di affidarsi completamente a noi. Una fiducia che deriva dalla nostra capacità – continua il manager – di andare oltre Linux. Red Hat oggi mette sul piatto uno stack e una offerta molto ampia che spazia dal sistema operativo fino allo storage arrivando a tutti gli ambiti cloud come PAAS, IAAS ecc. le aziende che si mettono nelle nostre mandi hanno insomma la certezza di portare innovazione a 360° al loro interno»

LinuxONE, un progetto di canale, con al centro il canale. Il ruolo di Delphis Informatica e Zetacloud

A rendere unico e profondamente di valore il progetto LinuxONE, di cui sarà possibile conoscere dal vivo tutti i dettagli ed aggiornamenti nel corso dell’evento del prossimo 18 aprile a Segrate, c’è, come anticipato il ruolo chiave di IBM, Red Hat, Tech Data ma anche, e soprattutto, quello di due realtà come Delphis Informatica e Zetacloud. Due System Integrator con una lunga storia e conoscenza proprio sui sistemi Open e IBM e che, nell’ambito dell’offerta esclusiva di Tech Data, hanno accettato di mettere a disposizione di altri partner interessati, le proprie competenze e i propri servizi. Un ruolo di guida e supporto che conferma quanto da tempo gli uomini di Tech Data vanno spiegando sul mercato. «I System Integrator – ha spiegato in una recente intervista Vincenzo Baggio, numero uno di Tech Data in Italia – sono i nuovi vendor. Sono le realtà che mettono insieme soluzioni, servizi, supporto che vendor e distributori pacchettizzano, generando sistemi integrati che rispondono verticalmente alle esigenze delle imprese sul territorio».

I due system integrator saranno protagonisti dell’evento del 18 aprile, qui tutti i dettagli per la registrazione, in un contesto di collaborazione e supporto complementare tra partner, su cui da tempo lavora Tech Data.

«Di fronte alle sfide e alle esigenze sempre più complesse dei clienti – conclude Bocchi – per i system integrator diventa sempre più complesso potere contare su tutte le competenze e soluzioni necessarie. Per questo, in progetti come LinuxONE il ruolo di Delphis Informatica e Zetacloud sarà vitale per offrire ai partecipanti servizi, casi di successo reali, Demo. È questo l’approccio collaborativo che cerchiamo e che, riteniamo, sia inevitabile oggi sul canale».

«Uniamo due mondi per creane uno… con un valore straordinario», Red Hat, IBM, Tech Data e l’Open Source al servizio del mercato enterprise ultima modifica: 2018-04-16T09:42:03+00:00 da Marco Lorusso

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