Zoom, il tool di videoconferenza che sta registrando un boom di accessi, ha scelto Oracle Cloud Infrastructure (OCI) per garantire un servizio all’altezza anche in condizioni di particolare stress della piattaforma.

“Nell’ultimo periodo abbiamo sperimentato la crescita più significativa mai vista nella nostra storia – ha dichiarato Eric S. Yuan, CEO di Zoom -. Tra le diverse piattaforme cloud, abbiamo scelto Oracle Cloud Infrastructure per le sue garanzie di sicurezza, le prestazioni eccezionali e il livello di supporto”.

E, in effetti, il picco c’è stato, eccome. In questo ultimo mese di emergenza sanitaria e di smart working obbligato, Zoom ha registrato punte di 300 milioni di partecipanti alle riunioni al giorno. Un incremento del 50% rispetto ai 200 milioni di marzo. Per favorire gli accessi, non solo dalle aziende ma anche da studenti, insegnanti e utenti privati impegnati in lezioni di yoga, cocktail e reunion varie, Zoom ha deciso quasi subito di eliminare il limite dei 40 minuti anche per gli account gratuiti.

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Oracle Cloud Infrastructure scelta per sicurezza, resilienza e scalabilità

Immediatamente, i limiti della piattaforma si sono fatti sentire. Una mole di traffico ingestibile senza il supporto di una piattaforma cloud di alto livello che garantisse la massima sicurezza viste le ultime critiche sollevate a Zoom. Siglato l’accordo, Oracle si è messa al lavoro per fornire il livello di servizio richiesto nel più breve tempo possibile. E ora ci siamo.

Da quanto dichiara Oracle, a poche ore dal delivery di Oracle Cloud Infrastructure, Zoom è riuscito a garantire il servizio a centinaia di migliaia di partecipanti in simultanea, supportando poi i milioni di accessi quotidiani. Secondo Oracle, ogni giorno oltre 7 petabyte (7 milioni di Gigabyte) transitano dai server di Oracle Cloud Infrastructure. Si tratta dell’equivalente di 93 anni di video in alta definizione.

L’infrastruttura Oracle Cloud di seconda generazione, grazie alla sua architettura, alla capacità e alla distribuzione dei data center, garantisce la resilienza e la scalabilità richieste. E ciò diventa strategico per un tool che, per sua natura, ha bisogno di prestazioni costantemente adeguate ai frequenti picchi di utilizzo.

Si accende la corsa alla leadership nel mercato SaaS

Safra Catz, CEO di Oracle, si mostra evidentemente soddisfatta dell’accordo, e sottolinea che il boom dell’utilizzo dei formati video richiede un supporto che solo un cloud di alto livello può garantire.

La Gen2 di Oracle Cloud Infrastructure è stata presentata da Larry Ellison all’Oracle OpenWorld del 2018. Da subito ha dimostrato di essere in grado di far crescere il business del nuovo corso dell’azienda americana

 

Oracle Cloud scelto da Zoom per garantire l’incremento di utilizzo al servizio ultima modifica: 2020-04-28T16:06:07+00:00 da Valerio Mariani

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