Magari non si notano tanto, ma di Wireless Internet Service Provider in Italia ce ne sono eccome. Gli iscritti all’elenco del MISE (Ministero dell’Innovazione e dello Sviluppo Economico) degli autorizzati a fornire servizi di accesso via tecnologie radio sono più di un migliaio. E, a parte qualche ardito che investe in pubblicità, la maggior parte dei Wireless Internet Service Provider in Italia lavora nell’ombra coltivando il loro orticello.

E ciò non è assolutamente discreditante, anzi. I Wireless Internet Service Provider in Italia spesso risolvono il cosiddetto problema dell’ultimo miglio. Ovvero forniscono connettività a Internet in aree particolari attraverso le onde radio, le stesse delle reti cellulari, e il collegamento a ripetitori e satelliti generalmente non di proprietà.

In questo modo, i Wireless Internet Service Provider in Italia svolgono un ruolo determinante. La conformazione del territorio nel nostro Paese è estremamente complessa e, inoltre, diverse aree sono poco popolate. Questi due fattori non giustificano l’investimento necessario per portare la fibra ottica in paesi scarsamente abitati o impervi.

Il ruolo dei Wireless Internet Service Provider in Italia

Ecco, dunque, svelato il ruolo determinante dei Wireless Internet Service Provider in Italia: portare la Rete in modalità Wireless nei luoghi più difficili da raggiungere con una linea fissa o con un cavo in fibra ottica.

Diventare un Wireless Internet Service Provider in Italia è relativamente semplice, acquisire clienti un po’ meno. In primo luogo, è necessario richiedere l’inserimento nell’Elenco Nazionale delle imprese autorizzate a offrire servizi di comunicazione elettronica gestito dal MISE. La normativa di riferimento è, in particolare, il Decreto Legge 259/2003.

Il secondo passo fondamentale per un Wireless Internet Service Provider in Italia è dotarsi degli apparati di comunicazione necessari per gestire il segnale da e verso gli utenti. Gli apparati di comunicazione e il costo per Megabit al secondo hanno raggiunto livelli così bassi da permettere agli WISP di costruire un’offerta commerciale.

Questi operatori, in fondo hanno bisogno di poche tipologie di apparati di comunicazione per gestire l’ultimo miglio. E, a un certo punto devono comunque passare per i grandi carrier italiani, a cui si rivolgono per acquistare connettività e spazio fisico per i loro apparati in centraline e data center.

Servono pochi apparati ma estremamente performanti

Così, il costo ridotto di connettività e spazi permette di costruire un margine di guadagno e proporre un’offerta interessante agli utenti finali. A questo punto si tratta di scegliere gli Access Point giusti.

Cambium Networks, con cui Sergentelorusso.it segue l’evoluzione e i benefici delle tecnologie WiFi con la serie #WiFiHowTo, è un nome ben noto ai WISP italiani.

Leggi tutti gli articoli della serie #WiFiHowTo

Cambium Networks fornisce apparati per la trasmissione dei dati su reti wireless di altissimo livello con caratteristiche innovative e in linea con le esigenze dei consumatori.

Nel vol. 5 della serie #WiFiHowTo realizzata in collaborazione con Cambium Networks, Maximilian Moccia, Regional Technical Manager Italy e Med Countries di Cambium Networks, ci illustra le potenzialità dei nuovi access point ePmP 3000 dotati di chipset Wave2 802.11ac e quindi con capacità Multiuser MIMO.

Grazie a questa tecnologia, è possibile interconnettere allo stesso Access Point fino a due client contemporaneamente in downlink. Così, i WISP italiani avranno a disposizione un apparato economico e prestante. In grado di fornire capacità fino a oltre 30 megabit e la garanzia della retrocompatibilità con gli apparati già installati.

Wireless Internet Service Provider in Italia: chi sono e cosa fanno ultima modifica: 2019-09-19T03:00:28+00:00 da Valerio Mariani

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