È di nuovo tempo di “Power of Together” lo slogan che sintetizza il commitment tra Oracle e i propri partner. All’ultimo Oracle Partner Executive Forum italiano le cifre hanno dimostrato la forza di questo legame con un 60% di tutto il business Oracle generato dal canale, un valore più alto del 50% della media mondiale.

Ribadire la forza del fare squadra tra vendor ed ecosistema dei partner non è mai stato così opportuno. Se c’è stato un momento in cui il canale ha vissuto la sua crisi di identità – complice la svalutazione di qualche vendor – oggi possiamo dire di essercelo lasciato alle spalle, definitivamente.

Del canale, di un certo canale, il vendor ne ha bisogno, oggi più che mai. Con la diffusione del modello as-a-service, del cloud, del ritorno prepotente dello sviluppo di codice quale practice indispensabile per l’integrazione, anche il più riottoso dei vendor si è dovuto ricredere, rispolverando i Business Partner Program che fanno tanto anni 90.

[Il nuovo e atteso appuntamento con Oracle Partner Executive Forum, la diretta social #OpefItaly, arriva il prossimo 16 marzo alle 15:00 qui tutti i dettagli sulle novità, gli speaker e ovviamente la registrazione]

Chi è il partner di canale Oracle oggi?

C’è da specificare che Oracle, da buona software house vecchia scuola, ha sempre creduto al valore della partnership di canale, investendo pesantemente in programmi e attività pensate per i partner. Coltivare l’idillio, però, non basta. Il nuovo scenario richiede al canale un grande sforzo che non si risolve con un lifting veloce.

Si tratta di una sfida impegnativa, che richiede un profondo esame interiore ai partner: chi sono io oggi? Un rivenditore, uno sviluppatore, un system integrator? Ebbene, la selezione naturale della specie provocata dalla tecnologia, specialmente in alcuni comparti come il Cloud lascia speranze solo a chi in questi anni, dall’hardware, al software passando appunto per la rivoluzione as a service, ha saputo costruire competenze concrete e abilità, misurabili, nel rispondere in maniera efficace e pronta alle sollecitazioni del suo territorio di riferimento.

Nel cuore di questa nuova e incerta normalità dunque più che la tecnologia sono le competenze a fare la differenza. Oggi, dall’hardware al cloud tutti stiamo cercando inevitabilmente le migliori tecnologie digitali… ci servono per adattarci, continuare, innovare e puntare al futuro. In un simile scenario chi sbaglia, con il digitale, paga pegno più di un anno fa e allora ecco che proprio Oracle rilancia sul valore, le competenze e la forza della partnership, dell’ecosistema.

System Integrator, ISV, Cloud Service Provider, distributori informatica, Managed Service Provider il “nuovo” canale su cui sta investendo Oracle nasce dall’intersezione di strade un tempo lontane e che poggi sono chiamate a mettere a fattor comune idee, successi, casi, soluzioni.

Oracle, come tutti i maggiori vendor, e le aziende clienti hanno dunque bisogno di partner It specializzati di altissimo spessore, capaci di destreggiarsi e attingere da un’offerta tecnologica complessa e vasta.

Oracle Partner Executive Forum 2021, l’energia che nasce dagli ecosistemi

Ecosistemi dunque, collaborazione, integrazione.
Non è un caso che anche quest’anno l’evento sia stato pensato e costruito sul tema “POWER OF TOGETHER”.

«In un mondo in continua e radicale trasformazione – spiegano da Oracle -, cambiano priorità e strategie ed è sempre più importante saper reagire sul mercato con flessibilità e tempestività. Oracle è al fianco dei propri Partner per condividere i nuovi programmi e annunci con l’obiettivo di continuare a innovare e costruire insieme storie di successo. Scopriamolo insieme all’Oracle Partner Executive Forum Online, il 16 marzo alle ore 15.00».

Le caratteristiche essenziali del partner It moderno

Vediamo quali devono essere le caratteristiche del buon System Integrator, del buon Service Provider, le peculiarità che lo possano far realmente emergere in un mercato spietato.

1. Competenza. Da qui non si scappa. Studiate cari System Integrator, aggiornate le certificazioni dei vostri team, aggiungetene altre, state al passo, perché il mercato è come la Giustizia, non ammette ignoranza.

2. Razionalità. Al System Integrator e al Service Provider l’onere di scegliere l’offerta migliore e più razionale per i propri clienti. Una scelta non facile che richiede esperienza, best practices, referenze e, ovviamente, la competenza di cui sopra.

3. Sviluppo. Un processo di transizione verso il cloud o la realizzazione di una infrastruttura distribuita richiede capacità di integrazione applicativa, perché ogni ambiente It eredita legacy ataviche e ostiche da comprendere. Non puoi essere un System Integrator oggi se non hai un team di sviluppo e integrazione competente.

4. Consulenza. Fatto 100 un progetto It oggi, quanto è il valore della consulenza? Non sbagliamo se dichiariamo una buona metà della torta. In ambito System Integration, ma soprattutto in ambito Service Provider, la consulenza è fondamentale. È nella fase di assessment che si analizza l’infrastruttura It del cliente, è in questa fase che si mette a punto il progetto più corretto per una certa azienda, è in questa fase che il cliente misura le spalle del partner It.

5. Servizi. Dopo la consulenza, c’è l’implementazione e la manutenzione. Un percorso in cui vince chi ha la capacità di essere sempre al fianco del cliente e la struttura adatta a fornire i Managed Service che servono. Hai un Operation Center degno di questo nome? Hai un team strutturato e competente capace di un 24×7, 365 giorni all’anno? Ah, no? Allora ridimensiona le tue ambizioni.

[Un’ottima occasione per farsi l’opportuno esame di coscienza è, allora, il prossimo Oracle Partner Executive Forum Online previsto per il 16 Marzo alle 15,00. Vuoi un consiglio? Segui la diretta social #OpefItaly per tutti gli aggiornamenti e Facci un salto (virtuale)]

 

Oracle Partner Executive Forum, per ridefinire la missione dei system integrator ultima modifica: 2021-02-21T08:43:49+00:00 da Valerio Mariani

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