È sotto gli occhi di tutti e ritorna in molteplici discorsi sul futuro. Parliamo del mismatch, ossia l’ampio gap esistente tra domanda e offerta nel mondo del lavoro, soprattutto in ambito STEM.
In particolare si avverte, all’interno di vari contesti, una mancata conoscenza dei tratti che caratterizzano i professionisti dell’Information Technology. Ad interessarsi della problematica sono, tra gli altri, i cosiddetti “head hunter”, espressione che letteralmente vuol dire “cacciatori di teste”, ossia personale esperto in recruiting e incaricato di trovare figure altamente specializzate.

In quest’ambito opera Techyon, società italiana con una consistente attività nel settore, che di recente ha deciso di coinvolgere in un sondaggio 100 candidati e 70 imprese, per verificare le corrispondenze tra gli interessi dei primi e i bisogni delle seconde.
Il punto di contatto sta nelle strategie messe in campo a livello finanziario per ottenere visibilità, dalla web reputation all’employer branding. Cerchiamo di capire quali elementi sono maggiormente decisivi.

 

Professioni IT, il sondaggio di Techyon

Il sondaggio nasce dall’intuizione avuta da Jacopo Tonelli e Federico Colacicchi, i Co-Founder & CEO di Techyon, primo head hunter a concentrarsi esclusivamente sul fronte IT, che in Italia continua a crescere, seguendo la scia registrata nel 2019. Nel corso di quell’anno ci fu un +2,1% per l’intero mercato digitale.
Eppure, permangono diverse difficoltà nel rivolgersi alle giuste risorse.

Dall’indagine, condotta nei mesi tra novembre 2020 e gennaio 2021, è emerso che, per il 17% degli intervistati, è l’adozione delle nuove tecnologie ad attrarre i potenziali dipendenti. Mera acquisizione che non basta per il 50% di questi ultimi, i quali richiedono l’effettiva possibilità di lavorare con tali strumenti. Secondario l’aumento salariale, utilizzato come leva dal 39% delle realtà imprenditoriale e ambito solamente dal 18% dei lavoratori.

La survey è realizzata in collaborazione con Jointly, il team che dal 2014 si occupa di people caring per un network di oltre 900 clienti e 350mila utenti in piattaforma. “I dati raccolti ci confermano ancora una volta come i giovani vogliano esprimersi nonostante molte organizzazioni si presentino tuttora in maniera tradizionale all’esterno” ricorda la Presidente Anna Zattoni.

Profili IT, come attrarli

“Per i profili IT – spiega Tonelli –  la retribuzione rappresenta sicuramente un elemento di employee attraction, ma non è l’unico. Dall’altra parte, l’opportunità di agire con tecnologie all’avanguardia dimostra un grande valore, poiché permette un aggiornamento costante delle competenze e, al contempo, è occasione di crescita». Nel corso della rivoluzione in atto, si rischia talvolta non solo di non riuscire ad essere interessanti per il rispettivo target, ma anche di perdere dei pezzi per strada.

Il report elenca, a tal proposito, le principali cause che possono spingere a lasciare la propria posizione. Se il 52% delle aziende teme motivi di natura economica, in realtà sembra essere decisiva la programmazione interna.

Un ambiente dinamico è il fattore chiave per il 67% dei candidati. “I profili IT risultano molto difficili sia da ricercare che da attirare, una pura conseguenza della loro specializzazione tecnica» afferma Colacicchi. Il 96% delle imprese dichiara comunque di comunicare in fase di selezione le iniziative di welfare attuate che costituiscono una retention importante.

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Perché le aziende faticano a trovare profili IT, le risposte di Techyon ultima modifica: 2021-04-08T11:57:18+00:00 da Emanuele La Veglia

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