Meno male che ci sono le soluzioni Point-to-Multipoint (PmP). Già, perché è facile fornire il segnale wireless nelle aree urbane. Ma connettere ambiti periferici e rurali non è affare da poco. Una bassa densità di popolazione, insieme ai vincoli paesaggistici, limitano gli investimenti dei Wisp (Wireless Internet Service Provider) e lasciano senza Rete tante persone.

In determinati contesti, infatti, gli investimenti in access point non sono giustificati, anche per il Carrier che ha le spalle più larghe. La tecnologia Point-to-Multipoint ci mette una pezza. Una tecnologia che permette di instradare i dati su reti wireless su più nodi simultaneamente distribuendo intelligentemente lo spettro di frequenze di trasmissione.

La tecnologia Point-to-Multipoint, nota da tanti anni e utilizzata da tutti gli Wisp (Wireless Internet Service Provider), continua a essere oggetto di ricerca e di aggiornamenti tecnologici. Se, infatti, ha ampiamente dimostrato la propria efficacia teorica, soprattutto in aree e contesti particolari, d’altra parte da sempre si porta dietro alcuni limiti.

Limiti che devono essere superati anche perché la tecnologia PmP è particolarmente utile in diversi contesti. Oltre agli Wisp, anche le aziende che connettono in rete i propri dispositivi IoT potrebbero averne bisogno. O, ancora, i sistemi di videosorveglianza, o le piccole reti locali – per esempio i campus universitari e i centri di ricerca – che devono distribuire il segnale su diversi nodi.

I limiti della tecnologia Point-to-Multipoint e come superarli

Quali sono i limiti della tecnologia Point-to-Multipoint? Gli access point di tipo Point-to-Multipoint possono generare errori di trasmissione dovuti al fatto che i pacchetti viaggiano sullo stesso percorso. I pacchetti possono “scontrarsi”, essere oggetto di interferenze, congestionarsi o perdere la strada.

La base teorica è buona, insomma, ma si può migliorare la tecnologia. Ed è ciò che fa da sempre Cambium Networks, fornitore leader di apparati di rete per Carrier, Internet Service Provider e aziende. In Cambium Networks continuano a scommettere forte sulle tecnologie Point-to-Multipoint al punto da investire regolarmente in ricerca e sviluppo.

Leggi anche #WiFiHowto Vol.1: Wi-Fi come funziona e come si costruisce una buona rete senza fili

Recentemente Cambium Networks ha rilasciato il nuovo ePmP 3000, sublimazione degli sforzi del team di ricerca dell’azienda americana. Grazie agli ultimi progressi Cambium Networks può fornire a Wisp, Carrier e aziende un prodotto Point-to-Multipoint che superi le obiezioni. Ovvero, contribuisca a salvare il portafoglio dei clienti, migliori le prestazioni e risolva i problemi di interferenze tra pacchetti.

I nuovi ePmP 3000 sono access point con chipset Wave 2 da 802.11ac basati su tecnologia MIMO che moltiplica la capacità di un segnale radio su trasmissioni multiple. Così si ottimizza l’uso dello spettro delle frequenze nelle situazioni tipiche di PmP. Semplice, no?

In pratica, il massimo dell’efficienza a disposizione e velocità fino a 600 Mbps. Meno errori e, soprattutto, un investimento contenuto e compatibilità di comunicazione verso i dispositivi di generazione precedente.

Non siamo ancora convinti? Ascoltiamo Maximilian Moccia, Cambium Networks Regional Technical Manager Italy e Mediterranean Countries, che racconta personalmente a Sergentelorusso.it i pregi dell’ePmP 3000 nel quinto episodio di #wifihowto:

VIDEO #wifihowto vol. 5

Point-to-Multipoint: cos’è e perché fa risparmiare i Wisp ultima modifica: 2019-08-28T15:06:30+00:00 da Valerio Mariani

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