In principio era il Data Driven Marketing, ora è una vera e propria cultura. E, allora, capiamo meglio cos’è il data driven. Cosa significa per un’azienda costruire una cultura “guidata dai dati” e perché non si dovrebbe sottovalutare.

Il più naturale campo di applicazione dell’approccio data driven è certamente il marketing. Capire cos’è il data driven marketing è semplice: porre l’interpretazione dei dati raccolti sui consumatori al primo posto di una strategia di marketing e commerciale.

Raccogliere, analizzare e, soprattutto, comprendere i dati sui comportamenti d’acquisto dei consumatori oggi è imprescindibile. In un mercato così veloce e concorrenziale, implementare una strategia di marketing, o modificarla in tempo reale, basata sui dati raccolti è fondamentale per sopravvivere.

Cos’è il data driven? Non è solo marketing

Ma, per comprendere cos’è il data driven non basta aver assimilato i concetti del data driven marketing. Oggi si parla soprattutto di approccio data driven, di cultura aziendale data driven.

Perché raccogliere, analizzare e comprendere i dati è utile in ogni contesto aziendale. I dati sono fondamentali nei processi produttivi, nella logistica, nelle risorse umane, anche per la divisione amministrativa e nella gestione finanziaria.

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Una famosa indagine dell’Economist (scaricabile da qui) ha evidenziato che il 59% dei manager intervistati ha dichiarato che un approccio “data driven” ha permesso alla loro azienda di essere più profittevole della concorrenza. Un buon motivo, questo, per convincersi che è fondamentale capire cos’è il data driven.

Ogni dispositivo digitale, che sia un totem in un negozio, una videocamera, un dispostivo IoT, una appliance industriale, un computer, uno smartphone, è un collezionista di dati.

L’azienda che vuole distinguersi come una vera “data driven company” deve essere consapevole di ciò e deve agire su due aspetti per valorizzare il patrimonio che si trova tra le mani.

Data driven: due direzioni da seguire per iniziare

In primo luogo, è necessario dotarsi degli strumenti giusti. Quelli che siano in grado di raccogliere i dati, filtrarli sgrossando quelli inutili, misurarli con quelli provenienti da altre fonti e fornire degli abilitatori al business.

Si tratta di piattaforme software, di algoritmi che sfruttano il machine learning, o di web services. Generalmente questi strumenti non interferiscono assolutamente sulle prestazioni di dispositivi e software ma, semplicemente, ne raccolgono gli output.

Gli algoritmi si occupano di lavorare questi dati secondo delle finalità predefinite (cosa voglio sapere da queste informazioni?). Semplificano l’elaborazione eliminando le informazioni non necessarie allo scopo, mixano da altre fonti, eseguono ulteriori elaborazioni e forniscono a loro volta un output.

Il risultato di questo lavoro è rappresentato attraverso una interfaccia ideata appositamente per fornire informazioni immediatamente comprensibili a chiunque, e non solo agli esperti, e per essere subito abilitanti ai fini del business.

Può succedere, come nel caso dell’Industry 4.0, che il risultato dell’elaborazione degli algoritmi rappresenti l’input per altre macchine che modificheranno la loro funzione in base ai dati ricevuti, con l’obiettivo di ottimizzarsi da sole.

Sarà importante, inoltre, lavorare sulla cultura aziendale, quindi su tutti i dipendenti, in modo che acquistino la giusta sensibilità nei confronti del dato.

Cos’è il data driven è chiaro: ora bisogna scegliere le soluzioni

È chiaro, dunque, cos’è il data driven e quanto sia importante conoscerne l’approccio? Bene, ora è importante scegliere il giusto partner per la digital transformation e destreggiarsi tra le offerte, che in quest’ambito certo non mancano.

Qualsiasi fornitore It si scelga, è fondamentale avere le idee chiare sugli obiettivi prioritari che si vogliono raggiungere. È francamente complesso immaginare che un’azienda trasformi la sua cultura secondo un approccio data driven in poco tempo.

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Per questo è meglio procedere per gradi. Con l’aiuto di un partner It valido e competente si può iniziare con individuare le aree in cui un approccio data driven può dare i primi risultati tangibili. Per questo è consigliabile un buon assessment, non limitato agli strumenti It ma soprattutto ai processi. E poi, se si è lavorato bene, saranno i manager stessi a chiedere di estenderlo.

Sono tanti gli eventi in cui l’approccio data driven è protagonista. Noi ne abbiamo scelto uno, HPE Discover More, che si svolge a Milano il 14 maggio. Insieme a Hewlett Packard Enterprise, analisti, aziende e Università si capirà come cogliere le potenzialità di questa nuova rivoluzione industriale e entrare a far parte della “data driven society”.

Sergentelorusso.it sarà protagonista dell’evento con una diretta social esclusiva e tante sorprese in arrivo (la diretta social dell’evento è disponibile seguendo l’hashtag #HPEDiscoverMore)

 

 

 

Cos’è il data driven: un approccio aziendale che non puoi più sottovalutare ultima modifica: 2019-04-13T09:28:48+00:00 da Valerio Mariani

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