
AI, cloud e nuove aspettative dei CEO stanno ridefinendo il ruolo dei responsabili Infrastructure & Operations
di Mike Anderson, Chief Digital and Information Officer, Netskope
Per anni i team di Infrastructure & Operations (I&O) hanno rappresentato il motore silenzioso delle aziende, garantendo continuità operativa, sicurezza e disponibilità dei sistemi. Un lavoro essenziale, ma spesso confinato dietro le quinte. Oggi, però, quello scenario è cambiato radicalmente.
L’avvento dell’intelligenza artificiale, la diffusione del cloud e il consolidarsi di modelli di lavoro distribuiti hanno trasformato l’infrastruttura IT in un fattore chiave di crescita, resilienza e competitività. Non più semplice supporto tecnico, ma asset strategico al centro dell’agenda di CEO e CIO. A confermarlo è una recente ricerca condotta da Netskope su un campione globale di amministratori delegati e responsabili I&O.
I numeri parlano chiaro: l’80% degli intervistati ritiene che l’infrastruttura IT sia ormai centrale per il raggiungimento degli obiettivi di business, mentre un analogo 80% segnala un aumento significativo delle aspettative da parte del top management nell’ultimo anno. Un dato che si traduce in maggiore pressione personale sui leader I&O, come riconosce l’83% del campione.
Le nuove priorità di CEO e CIO per l’infrastruttura IT
Dall’analisi emerge con forza un cambio di paradigma nel rapporto tra business e infrastruttura tecnologica. Le richieste della C-suite si concentrano su tre direttrici principali.
La prima è la visibilità. In contesti sempre più complessi, caratterizzati da architetture ibride, servizi cloud e applicazioni di AI, molti CEO percepiscono l’infrastruttura come una “scatola nera”. Una mancanza di trasparenza che genera frustrazione e riduce la fiducia. Il 61% dei responsabili I&O conferma che i vertici aziendali lamentano una scarsa comprensione delle prestazioni e dei rischi dell’ecosistema IT.
La seconda direttrice è la proattività. L’approccio conservativo del “finché funziona non si tocca” non è più accettabile. I vertici aziendali si aspettano che i team infrastrutturali anticipino le esigenze future, guidino la modernizzazione e considerino l’IT come una leva dinamica per il vantaggio competitivo.
Infine, emerge una forte richiesta di concretezza. I CEO non cercano tecnologia fine a sé stessa, ma soluzioni sostenibili dal punto di vista economico e chiaramente allineate alla resilienza del business. Ogni investimento deve essere giustificato da risultati misurabili e obiettivi ben definiti.
Pressione crescente e risorse insufficienti
Se da un lato i leader I&O dimostrano consapevolezza e volontà di rispondere a queste nuove aspettative, dall’altro si trovano a operare in condizioni spesso sfidanti. Solo il 18% si dice pienamente fiducioso di disporre di budget e competenze adeguate per affrontare le esigenze future.
Il risultato è un diffuso senso di incertezza: oltre la metà degli intervistati ritiene irrealistiche le aspettative in termini di prestazioni, resilienza e sicurezza rispetto alle infrastrutture attuali. A questo si aggiunge un problema di allineamento strategico. Il 63% dei responsabili I&O afferma di essere poco coinvolto nelle conversazioni strategiche che guidano le decisioni IT, mentre uno su cinque ammette di non avere una chiara visione delle priorità di CEO e CIO.
Anche il crescente ricorso a soluzioni “as-a-service” contribuisce al senso di perdita di controllo: il 52% degli intervistati ritiene di avere oggi meno governance sulla propria infrastruttura core rispetto al passato.
Come rafforzare il dialogo con il business
Il superamento di questo divario passa da un cambio di approccio. I responsabili I&O più efficaci sono quelli in grado di tradurre le scelte tecnologiche in impatti di business, parlando di agilità, riduzione del rischio e produttività anziché di acronimi tecnici.
Fondamentale è anche un coinvolgimento più precoce nella pianificazione strategica. Entrare in gioco solo a decisioni già prese su cloud o AI costringe i team a rincorrere, mentre una partecipazione anticipata consente di progettare infrastrutture coerenti con le ambizioni aziendali.
Un altro tema chiave è la semplificazione architetturale. Le soluzioni tampone non sono più sostenibili in un contesto di rapida adozione dell’AI. La credibilità dei leader I&O si costruisce proponendo interventi strutturali di lungo periodo, anche quando ciò significa mettere in discussione soluzioni di breve termine.
Trasparenza e reporting continuo verso il top management completano il quadro: rendere comprensibile lo stato dell’infrastruttura, in termini di performance, disponibilità e profilo di rischio, è essenziale per costruire fiducia.
Infine, l’AI rappresenta una sfida e un’opportunità. I team I&O sono chiamati a diventare abilitatore di un’adozione sicura e scalabile dell’intelligenza artificiale, proteggendo dati e modelli e, allo stesso tempo, sfruttando l’AI per automatizzare le operazioni interne.
La crescita dell’infrastruttura IT: un’occasione strategica da non perdere
Il messaggio che emerge è chiaro: i leader I&O sono pronti a giocare un ruolo più strategico, ma per farlo hanno bisogno di allineamento, risorse e riconoscimento. In un contesto in cui infrastruttura, sicurezza e AI sono sempre più intrecciate agli obiettivi di business, la capacità di colmare questo gap diventa decisiva per rispondere alle aspettative di CEO e CIO — e per trasformare l’IT in un vero motore di crescita.








