Sovranità digitale a rischio. Un tribunale canadese ordina a OVHcloud di consegnare dati europei. Una controversia legale che scuote il cloud UE.
Intanto la cronaca. Un tribunale dell’Ontario, in Canada, ha emesso un ordine che impone al provider cloud francese OVHcloud di consegnare dati dei clienti conservati in server europei, suscitando una forte reazione in merito alla protezione della sovranità digitale. L’ordine, su cui racconta tutto in anteprima un dettagliato report di The Register, è stato emanato nell’ambito di un’indagine penale guidata dalla Royal Canadian Mounted Police (RCMP) nel 2024 e riguarda dati di abbonati e account associati a indirizzi IP ospitati su infrastrutture OVHcloud, fisicamente situate in Francia, Regno Unito e Australia.
La decisione del tribunale di bypassare i tradizionali canali di cooperazione internazionale – come i trattati di assistenza giudiziaria – per rivolgersi direttamente alla controllata canadese di OVHcloud ha messo l’azienda in una posizione difficile. Infatti, la legge francese proibisce la divulgazione di dati al di fuori dei percorsi ufficiali, e una violazione potrebbe comportare sanzioni e responsabilità penali per l’azienda.
Secondo i documenti di tribunale emersi, il giudice Heather Perkins-McVey ha respinto la richiesta di annullare l’ordine, sostenendo che le esigenze di sicurezza nazionale canadese giustifichino la richiesta di accesso ai dati, anche se fisicamente conservati all’estero. Il fulcro dell’interpretazione giuridica è il concetto di “presenza virtuale”: poiché OVHcloud ha attività commerciali e presenza operativa in Canada, il tribunale canadese sostiene di poter esercitare giurisdizione anche sui dati situati in altri Paesi.
Cloud, AI e sovranità digitale: la sfida della governance dei dati
Cosa significa sovranità digitale e perché è in gioco
La controversia solleva questioni fondamentali sulla sovranità digitale, un concetto che descrive la capacità di uno Stato, un’organizzazione o anche un individuo di controllare in modo autonomo le proprie risorse digitali – inclusi dati, infrastrutture e processi – senza dipendere da giurisdizioni esterne. Nel contesto statale, significa avere il pieno controllo sui dati e sulle tecnologie all’interno dei propri confini giuridici.
La sovranità digitale non riguarda solo la locazione fisica dei server, ma include anche questioni normative, diritti di accesso, trasparenza e governance dei dati. Ad esempio, un’organizzazione può archiviare i dati in un Paese, ma rimane soggetta alle leggi che regolano l’accesso, il trasferimento e l’utilizzo di quei dati.
A livello globale, infrastrutture cloud, intelligenza artificiale e innovazioni digitali hanno reso la sovranità dei dati un tema centrale. Le imprese e gli Stati stanno sempre più ponendo l’accento su chi possiede i dati, dove risiedono e sotto quale sistema giuridico sono regolati, perché i dati sono oggi un asset strategico tanto economico quanto identitario.
Una sfida normativa oltre i confini
Il caso OVHcloud mette in evidenza una tensione normativa sempre più marcata: mentre l’Unione Europea punta a rafforzare la protezione dei dati e l’indipendenza digitale attraverso normative come il GDPR, NIS2 e l’AI Act, le giurisdizioni extra-UE possono interpretare diversamente il concetto di autorità sui dati, soprattutto quando le grandi piattaforme e i provider cloud operano a livello globale.
Questo episodio potrebbe creare un precedente per richieste future di accesso transfrontaliero ai dati, anche quando sono custoditi in Paesi con leggi di protezione dei dati rigide. La vicenda alimenta dunque un dibattito più ampio sull’equilibrio tra esigenze di sicurezza nazionale, cooperazione internazionale nelle indagini penali e diritti alla privacy e alla protezione dei dati dei cittadini.
Cloud, AI e sovranità digitale: un confronto tra palco e realtà
Implicazioni per imprese e politica digitale
Operatori del settore cloud e organizzazioni per la privacy stanno monitorando con attenzione gli sviluppi, temendo che casi simili possano ridefinire le garanzie offerte dai provider europei e la loro capacità di proteggere i dati dei clienti. La sfida non è soltanto legale, ma coinvolge strategie industriali, rapporti di forza tecnologici e abilitazione di infrastrutture cloud sovrane – servizi che garantiscano controllo giuridico e operativo all’interno di specifiche giurisdizioni.
In Italia e in Europa, crescono iniziative per costruire ecosistemi cloud “trusted”, come progetti di cloud nazionale che coniughino innovazione e rispetto delle normative locali, riducendo la dipendenza da piattaforme estere e rafforzando così la capacità decisionale e il controllo sui dati.
Alla fine, secondo gli analisti di The Register, la controversia OVHcloud non è solo un caso giudiziario isolato: rappresenta un momento di svolta nel definire come la sovranità digitale debba essere interpretata, regolata e tutelata nell’era della globalizzazione digitale e del cloud computing.








