Sovranità digitale e tutela dei dati: il commento ufficiale di OVHcloud dopo la decisione del tribunale canadese. Un nuovo importante capitolo nella nostra esclusiva inchiesta sul tema che sta scuotendo il mercato ICT, e non solo, in questa delicata fase.

In seguito alla pubblicazione dell’articolo relativo alla controversia legale che vede coinvolta OVHcloud a causa di un ordine di un tribunale dell’Ontario (Canada) di consegnare dati di clienti europei, la società ha infatti deciso di chiarire la propria posizione con un commento ufficiale che, di segutio, pubblichiamo per intero con molto piacere. Questa vicenda non riguarda infatti un semplice caso giudiziario, ma investe temi al centro del dibattito sulla sovranità digitale, la giurisdizione internazionale e la protezione dei dati nell’era del cloud globale — questioni già avanzate anche nelle recenti analisi sui limiti della sovranità nel cloud e sulle dinamiche di lock-in del mercato tecnologico europeo.

Una decisione che interpella la sovranità digitale

Il tema scaturito dalla decisione del tribunale canadese non è isolato, ma si colloca in un contesto più ampio in cui il principio della sovranità dei dati viene messo alla prova quando giurisdizioni extraterritoriali avanzano richieste su dati fisicamente localizzati altrove. Il caso in questione ha già suscitato commenti di esperti e analisti (qui la nostra intervista esclusiva con Stefano Mainetti, e qui l’altra intervista esclusiva con Gabriele Faggioli) secondo cui la vera sfida è comprendere come un ordine giudiziario possa entrare in conflitto con norme di protezione dati europee e con la percezione stessa di controllo sui dati da parte degli utenti e delle istituzioni.

OVHcloud ha espresso formalmente la propria posizione, inserendo nella comunicazione un messaggio diretto, completo e non edulcorato, che riportiamo per intero in questo approfondimento:

“OVHcloud ha impugnato la decisione della Corte dell’Ontario. Il procedimento è tuttora in corso e il Gruppo non rilascia commenti su vicende legali in corso. La tutela dei dati dei clienti rappresenta la priorità assoluta di OVHcloud; per questo motivo tali dati non possono essere messi a disposizione delle autorità canadesi. Il Gruppo è strutturato, sotto il profilo giuridico, tecnico e operativo, per affrontare queste sfide in qualità di player multilocale, non soggetto a normative extraterritoriali e pienamente conforme alle leggi dei Paesi in cui opera. OVHcloud è pronta ad adeguare e a far evolvere la propria infrastruttura e organizzazione al fine di continuare a garantire la protezione dei propri dati e di quelli dei clienti.”

“Oltre a quanto già comunicato, ci teniamo a chiarire che il tema è attualmente in corso di valutazione: non ci sono, al momento, elementi di novità legati a questa decisione e il percorso proseguirà regolarmente.”

Questa dichiarazione ribadisce con chiarezza la priorità assoluta data alla protezione dei dati dei clienti, sottolineando allo stesso tempo che il procedimento legale è in corso e che OVHcloud — come molte altre aziende europee — deve confrontarsi con sfide giuridiche e normative complesse su scala internazionale.

Cloud, sovranità e giurisdizione, Mainetti (Osservatorio Cloud -Polimi): “Il caso OVHCloud obbliga a ripensare il governo dei dati”

Il ruolo di un provider “multilocale” e la questione extraterritoriale

La posizione comunicata da OVHcloud richiama l’idea di una struttura multilocale: un modello organizzativo, giuridico e tecnico pensato per rispondere alle esigenze di conformità normativa nei diversi Paesi in cui l’azienda opera. Questo approccio mira a garantire che i dati dei clienti restino soggetti alle leggi del territorio di appartenenza, anziché essere esposti a legislazioni extraterritoriali che potrebbero sovrapporsi o entrare in conflitto con le normative locali di protezione dei dati, come il GDPR europeo.

Nel contesto europeo, la sovranità digitale non è un concetto astratto: è la capacità di uno Stato o di un’organizzazione di controllare l’accesso, l’utilizzo e la protezione dei dati che riguardano persone, imprese e infrastrutture critiche. Quando un tribunale di un altro Paese ordina l’accesso a dati anche se residenti legalmente in Europa, la questione diventa non soltanto legale, ma anche politica e strategica, perché mette in discussione il modo in cui la sovranità sui dati viene effettivamente esercitata nella pratica.

Un impegno verso l’evoluzione tecnologica e organizzativa

Nel suo commento, OVHcloud non si limita a difendere una posizione legale o a ribadire un principio: l’azienda dichiara anche la propria disponibilità ad adeguare e far evolvere infrastrutture e organizzazione in modo da continuare a garantire la protezione dei dati dei clienti. Questo suggerisce un approccio dinamico, che combina rigore normativo, innovazione tecnica e attenzione alle esigenze dei mercati locali.

Questo elemento si collega alle più ampie discussioni sulla sovranità digitale nel cloud, dove tecnologie come la localizzazione geografica dei dati, la crittografia, e la scelta di architetture multilocali o “sovereign cloud” sono considerate leve importanti per affermare autonomia e fiducia.

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Sovranità digitale: tra diritto, tecnologia e fiducia

La dichiarazione ufficiale di OVHcloud, pubblicata oggi anche su SergenteLorusso.it, non solo chiarisce la posizione dell’azienda nella controversia con il tribunale canadese, ma offre anche un contributo importante al dibattito più ampio sulla sovranità digitale europea. Il motivo è semplice: non si tratta solo di una causa tra un provider cloud e un’autorità giudiziaria, ma di una questione che pone domande fondamentali su chi controlla i dati, dove risiedono le responsabilità giuridiche e quale equilibrio deve essere garantito tra requisiti normativi e diritti degli utenti.

In un mercato globale dove i confini digitali e giuridici si sovrappongono sempre più spesso, la tutela dei dati, l’organizzazione multilocale e la conformità normativa appaiono come pilastri imprescindibili per chi vuole offrire servizi cloud affidabili e rispettosi della sovranità dei clienti e degli Stati.

Sovranità digitale e tutela dei dati: il commento ufficiale di OVHcloud dopo la decisione del tribunale canadese ultima modifica: 2026-01-29T08:39:00+01:00 da Marco Lorusso

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