Il canale, oggi, non è più “solo” un modello commerciale. È un ecosistema vivo, fatto di competenze, servizi, specializzazione e capacità di portare valore concreto ai clienti finali. È proprio su questo terreno che Canon Italia sta spingendo forte, con una strategia chiara: rafforzare la rete, ampliare la base partner e alzare l’asticella su contenuti, tecnologia e servizi.
Ne abbiamo parlato con Davide Balladore, Marketing & Innovation Director della BU Integrated Printing and Services Group (IPSG) di Canon Italia, in un’intervista che fotografa un momento preciso: una fase di rilancio e di evoluzione del canale, dove “l’indiretta” rafforza il suo ruolo al centro di una visione strutturata e ambiziosa.
Un ecosistema più integrato: Canon punta su partner e distribuzione
Balladore lo dice subito, senza troppi giri di parole: Canon Italia è nel pieno di una fase di rilancio sul canale, con un lavoro che coinvolge distributori, partner e system integrator. Il punto non è costruire un sistema integrato capace di coprire esigenze diverse, dal cliente tradizionale alle organizzazioni più complesse.
La fotografia dell’ecosistema Canon oggi è quella di una struttura “molto integrata”, allineata a una strategia aziendale che mette al centro lo sviluppo del network a tutti i livelli. E quando si parla di livelli, la distinzione è netta: partner second tier, che acquistano tecnologia attraverso la distribuzione, e partner first tier, cioè realtà più strutturate e direttamente coinvolte nei programmi di canale Canon.
Il programma first tier: la nuova architettura del canale Canon
Tra le novità più rilevanti c’è il lancio del programma di canale dedicato ai partner di primo livello. Un passaggio che completa un percorso iniziato con il rinnovamento del programma second tier, portato nel corso del 2025.
Balladore ricostruisce la timeline in modo chiaro: prima l’aggiornamento del canale second tier con contenuti “assolutamente attuali”, poi, verso la fine del 2025, l’introduzione del programma first tier, che entra operativamente a partire da gennaio.
Qui la logica è quella di una copertura omogenea delle tipologie di partner, seguendo linee guida europee, ma con una declinazione molto concreta sul mercato italiano. Il cuore resta rappresentato dai Canon Business Center, descritti come il nucleo centrale monobrand. Accanto a loro, i partner multibrand, organizzati per livelli (platinum, gold, silver) con differenze legate anche ai target di fatturato.
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Continuità e crescita: l’Italia come mercato chiave per il printing
Il progetto non nasce isolato, ma si inserisce in una strategia più ampia avviata già a fine 2024 e portata avanti in continuità. Canon, a livello europeo, vede nell’evoluzione del canale indiretto uno dei pilastri fondamentali, e l’Italia ha un ruolo speciale: è il terzo mercato per il printing, quindi con un potenziale enorme.
Qui entra in gioco una parola che torna spesso nell’intervista: acquisizione. L’obiettivo è ampliare la rete con nuovi partner, in tutte le forme. Balladore cita un numero che dà bene la misura del lavoro fatto: durante il 2025 Canon ha acquisito più di 30 partner certificati sul second tier, capaci di offrire la maggior parte dei business pocket della tecnologia Canon.
E il 2026 (o meglio: “l’anno già partito da 0 a 100 in tre secondi”, come lo definisce) punta a replicare lo slancio anche sul primo tier e sui system integrator, con una strategia che unisce espansione e innovazione.
Chi è il partner Canon oggi: DNA, competenze e ambizione
A questo punto la domanda diventa inevitabile: che tipo di partner cerca Canon? Qual è il DNA richiesto oggi a chi vuole crescere insieme al brand?
La risposta è molto “da canale”, nel senso più concreto del termine: un partner Canon deve avere voglia di arricchirsi in contenuti e competenze, e deve essere pronto a portare sul mercato soluzioni capaci di parlare a clienti diversi.
Canon sta spingendo i partner ad alzare l’asticella, perché il portafoglio tecnologico e i servizi disponibili lo consentono. Non si tratta quindi solo di presidiare una linea prodotto, ma di sfruttare davvero tutto il portafoglio e trasformarlo in valore: ottimizzazione dei costi, miglioramento dei processi documentali, benefici misurabili per le aziende clienti.
Le piattaforme su cui costruire margini: imageFORCE, imagePROGRAF e imagePRESS
Quando si entra nel tema “business e marginalità”, Balladore porta la conversazione sulle carte che un partner può giocarsi oggi insieme a Canon. E qui emerge un concetto chiave: la centralità delle piattaforme, non solo dei prodotti.
Canon sta completando il range della nuova piattaforma imageFORCE, descritta come parte del portfolio workspace hardware, con un elemento distintivo molto chiaro: la possibilità di offrire servizi connessi al cloud per l’ottimizzazione documentale.
Accanto a questa, ci sono due pilastri che continuano a generare opportunità importanti per il canale:
imagePROGRAF, la piattaforma large format, che nel 2025 ha dato “tante soddisfazioni” in termini di numeri e rimane un’area interessante per lo sviluppo indiretto.
imagePRESS, collegata al business pocket professional print, particolarmente rilevante per i partner di primo tier.
Il punto di arrivo, però, è ancora più interessante: Canon vuole distinguersi offrendo ai partner soluzioni end-to-end, cioè piattaforme hardware, piattaforme software e servizi a corredo, in una logica completa che permette di costruire valore e continuità nel rapporto con il cliente.
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I trend del 2025: IA, sicurezza, sostenibilità e automazione documentale
Guardando al 2025, Balladore individua alcuni trend che ormai non sono più “mode”, ma direttrici di mercato.
L’intelligenza artificiale è ovunque e i clienti la stanno adottando sempre di più. Canon, da parte sua, ha già lanciato tecnologie con IA predittiva integrata e continuerà su questa strada, soprattutto lato software e piattaforme, dentro un ecosistema che deve essere utile sia ai partner sia ai clienti finali.
Poi ci sono tre temi che Canon presidia con continuità e che diventano sempre più centrali: la security, su cui l’azienda è attiva da anni e su cui continuerà a investire; la sostenibilità, che resta un driver concreto nelle scelte dei clienti e nelle strategie di offerta; la document process automation, cioè l’automazione dei processi documentali, area in cui Canon si definisce leader e che attraversa workspace, production e largo formato.
Il 2026 di Canon: più programmi, più coinvolgimento, più sistema
Il finale dell’intervista è quasi una dichiarazione di intenti: Canon si aspetta un anno “frizzante”, con tutti gli ingredienti per fare bene.
Nel 2025, racconta Balladore, Canon e il team hanno gestito sul mercato più di 60 iniziative, legate anche al lancio del programma second tier. Ora il focus è spostato su tre leve operative: il nuovo programma first tier, il programma dedicato ai system integrator e un percorso di coinvolgimento che passa anche dalla partner convention in arrivo.
Il messaggio è lineare: i motori sono accesi, l’organizzazione si sta muovendo e l’obiettivo è costruire un anno ricco di impegni, ma anche di soddisfazioni, con un canale sempre più protagonista.
Una strategia che parla al canale: crescita, competenza e valore per il cliente
Se c’è un filo rosso che unisce tutto il discorso di Balladore è questo: Canon sta trasformando il canale in una piattaforma di crescita, non in una semplice rete di rivendita.
Più partner, più segmentazione, più contenuti, più servizi, più integrazione tra hardware e software: è qui che si gioca la partita. E in un mercato dove i clienti chiedono efficienza, sicurezza e automazione, il canale diventa il vero abilitatore della trasformazione.
Canon sembra volerlo dire con chiarezza: la tecnologia conta, ma è l’ecosistema a fare la differenza.








