Aruba mantiene le sue promesse: proprio ieri il cloud provider italiano specializzato nei servizi di data center, web hosting, e-mail, PEC e registrazione domini ha annunciato l’ampliamento del suo polo tecnologico di Ponte San Pietro (BG) tramite la realizzazione di altri due imponenti Data Center di ultima generazione e un grande spazio eventi ultra tecnologico, l’Auditorium Aruba. 

Lo spazio del DC-A – 10 sale dati e dispiegate su un totale di 10.000 m² e 12 MW – era infatti ormai stato totalmente impegnato dai dati dei clienti. È stato così costruito il nuovo DC-B, che occupa una superficie di oltre 17.000 m² ed una potenza di 9 MW, ripartita su tre grandi sale dati, con infrastrutture indipendenti dedicate a ciascuna sala. Il DC-C è, invece, è frutto di una evoluzione in termini di design relativa agli impianti e alle scelte di utilizzo degli spazi interni: si tratta di un Data Center multipiano con 8 sale dati poste su due livelli, una potenza a regime di 8 MW ed una superficie totale di quasi 14.000 m².
 Oltre alle nuove aree dati, a Ponte San Pietro è stato realizzato l’Auditorium Aruba, uno spazioso e modernissimo luogo di aggregazione per realizzare eventi caratterizzato da un ampio teatro dotato di oltre 400 sedute e un grande foyer con executive lounge, su una superficie complessiva di oltre 1.500 m². L’Auditorium è stato progettato per consentire la realizzazione anche in simultanea di più eventi ed è dotato sia di una eccellente acustica che delle più avanzate tecnologie di diffusione audio, video e streaming.

Gli obiettivi restano gli stessi di sempre: offrire servizi alle grandi aziende italiane e straniere, Pubblica Amministrazione, operatori IT e PMI, Enti locali, system integrator e Telco. Servizi che possono essere molto variegati: dal singolo server dedicato a soluzioni infrastrutturali complesse sia fisiche sia cloud, passando per la progettazione di cage, sale dati ed interi data center dedicati, colocation con possibilità di progettare le soluzioni a 4 mani con i clienti, soluzioni di disaster recovery e business continuity, fino al completo outsourcing dell’infrastruttura, oltre a tutte le facility disponibili a completamento dell’offerta, come ad esempio connettività multicarrier, routing, fornitura di hardware e spazi polifunzionali destinati a soddisfare eventuali necessità logistiche. Il Global Cloud Data Center è comunque destinato a espandersi ulteriormente nel prossimo futuro: è prevista anche l’espansione futura del campus grazie a due ulteriori nuovi Data Center in via di progettazione (DC-D e DC-E). Inoltre entro il 2023 sarà inaugurato a Roma, l’Hyper Cloud Data Center, collocato nella zona Est della Capitale, nel Tecnopolo Tiburtino. 

La sostenibilità resta uno dei capisaldi del Global Cloud Data Center, che è stato progettato per essere green-by-design: il sito è completamente alimentato da fonti rinnovabili con certificazione della garanzia di Origine (GO), le infrastrutture del campus comprendono impianti fotovoltaici, sistemi geotermici ed una centrale idroelettrica di proprietà sul fiume Brembo. Global Cloud Data Center è stato, inoltre, progettato e realizzato con l’obiettivo di superare gli standard di mercato in termini di affidabilità e performance ed essere in grado di coprire ogni esigenza anche in termini d’espansione futura: è di fatto certificato per soddisfare ed eccedere i massimi livelli di resilienza previsti dal livello Rating 4 di ANSI/TIA 942 e ha recentemente implementato la nuova ISO 22237. 

L’attenzione alla sostenibilità risuona anche nelle parole di Stefano Cecconi, Amministratore Delegato di Aruba:“Siamo orgogliosi di poter presentare ufficialmente due nuovi Data Center di ultima generazione che contribuiranno alla trasformazione digitale del Paese. Progettiamo i nostri campus tecnologici non solo con l’obiettivo di renderli a prova di futuro, ma anche di essere il più possibile ecosostenibili, così da minimizzare l’impatto ambientale, efficientare i consumi – nel pieno rispetto degli standard di affidabilità e sicurezza – e conseguire i massimi livelli di certificazione. Siamo particolarmente felici di inaugurare anche il nuovo Auditorium Aruba, un luogo di aggregazione e di interazione che consentirà a noi, ad altre aziende o a realtà del territorio di organizzare eventi in un contesto altamente tecnologico ed innovativo”.

La sostenibilità, però, secondo Aruba va vista in un’ottica di filiera, interessando l’intero ciclo produttivo. 

“Tutta la filiera dovrebbe disporre di un processo di sostenibilità che non venga mai delegato alle singole realtà produttive e che non può prescindere da ciò che accade a monte. Nel nostro settore, non si possono solo mettere a disposizione delle infrastrutture iper-efficienti da un punto di vista energetico senza preoccuparsi del modo in cui vengono progettate le soluzioni IT, di come dati e servizi vengono gestiti ed erogati e dell’uso che il singolo utente ne fa. Per questa ragione, affinché la sostenibilità si concretizzi realmente in tutte le sue accezioni – economiche, ambientali, tecnologiche e sociali – serve mettere a frutto una cultura della sostenibilità e fare squadra, così da disporre del contributo attivo di tutta la filiera”, ha evidenziato Cecconi. 

Sulla stessa scia l’intervento di Giorgio Girelli, General Manager di Aruba Enterprise “Per ottenere dei risultati concreti su larga scala, in un momento di cambiamento così accentuato, è essenziale fare rete, così che ognuno possa fare la propria parte: il punto di partenza è la riduzione degli sprechi, in quanto più lo spreco sta in alto nella catena e più la sua inefficienza si riverbera nei livelli sottostanti.”

Aruba, attraverso il Global Cloud Data Center si propone di stimolare un cambiamento non solo tecnologico ma anche culturale ed organizzativo.  Il Cloud, in questo senso, diventa un vero e proprio fattore abilitante, capace di mettere in discussione i metodi aziendali tradizionali di controllo e stimolare una vera e propria rivoluzione di tutti i comportamenti ed i processi di governance aziendali. 

Aruba accelera ancora. Via a due nuovi Data Center a Ponte San Pietro, investimento da 500 milioni di euro ultima modifica: 2022-12-02T15:51:02+01:00 da Sara Comi

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