A un mese dalla chiusura di MIR 2026, la sensazione è che AV Connect abbia lasciato sul mercato una traccia molto più profonda di quella che normalmente si associa al debutto di una nuova area espositiva.
Perché quello andato in scena a Rimini dal 12 al 14 aprile, all’interno di MIR – Multimedia Integration Expo, non è stato semplicemente un nuovo spazio dedicato all’audio video professionale. È sembrato piuttosto il primo tassello di una trasformazione più ampia, culturale prima ancora che tecnologica, che riguarda il modo in cui il mondo dell’audio video sta ridefinendo il proprio ruolo dentro la rivoluzione digitale e dentro l’economia dell’intelligenza artificiale.
Chi ha attraversato i padiglioni di AV Connect lo ha percepito chiaramente. L’energia era quella delle prime volte importanti. C’era curiosità, attenzione, voglia di confronto, ma soprattutto la sensazione diffusa che il settore stia entrando in una nuova fase della propria storia. Una fase in cui audio e video non rappresentano più soltanto strumenti tecnici, supporti operativi o infrastrutture invisibili, ma diventano interfacce strategiche della comunicazione contemporanea.
Ed è probabilmente qui che AV Connect ha colpito nel segno.
Da “area fieristica” a piattaforma permanente di relazione e contenuti
Uno dei temi emersi con maggiore forza nelle settimane successive all’evento riguarda proprio la natura del progetto. Perché AV Connect non sembra essere nato con l’obiettivo di esaurirsi nei tre giorni di manifestazione. Al contrario, l’impressione è quella di una piattaforma pensata per vivere tutto l’anno, attraverso contenuti, networking, attività sul territorio e dialogo continuo con il mercato.
Le parole di Christian Pieretto, Presidente di SIEC, l’associazione italiana che riunisce gli operatori del settore Audio Video Controllo, raccontano bene questa visione. AV Connect nasce infatti da un progetto fortemente voluto da IEG – Italian Exhibition Group, in collaborazione e con il supporto di SIEC. Nel suo intervento durante la manifestazione, Pieretto ha spiegato come l’obiettivo sia quello di costruire nei prossimi anni un vero hub relazionale nazionale per il mondo dell’audio video professionale, capace di unire tecnologie, imprese, professionisti e contenuti dentro un ecosistema permanente.
Un passaggio fondamentale, perché oggi gli eventi che funzionano davvero non sono più soltanto luoghi espositivi.
Sono piattaforme di relazione. Community. Media ecosystem. Spazi capaci di produrre valore prima, durante e dopo la manifestazione.
Ed è esattamente la direzione che sembra aver preso AV Connect.
Non a caso Pieretto ha insistito molto su un concetto preciso: il valore del progetto non risiede soltanto negli spazi espositivi, ma soprattutto nei contenuti, nelle relazioni e nella comunicazione. Una frase che, probabilmente più di ogni altra, sintetizza il cambio di paradigma che il settore sta vivendo.
AV Connect: l’audio video al centro della rivoluzione dell’intelligenza artificiale
Ma il vero cuore culturale di AV Connect 2026 è emerso soprattutto durante il keynote di Francesco Sacco, docente di economia digitale e tra gli osservatori più autorevoli dei processi di trasformazione legati all’intelligenza artificiale.
Il suo intervento è stato uno dei momenti più partecipati e discussi dell’intera manifestazione. Sala piena, pubblico estremamente attento e una sensazione condivisa: quella di trovarsi davanti a una chiave di lettura nuova per interpretare il futuro del settore audiovisivo.
La frase pronunciata da Sacco durante AV Connect ha avuto la forza dei concetti destinati a restare:
“L’audio video è il vero volto dell’intelligenza artificiale.”
Un’affermazione potente, che ribalta completamente il modo tradizionale di guardare al comparto AV.
Per anni il mondo audio video è stato percepito come infrastruttura tecnica. Oggi invece, nell’era dell’AI, sta diventando qualcosa di molto diverso: gli occhi, le orecchie e l’interfaccia attraverso cui l’intelligenza artificiale entra nella vita quotidiana delle persone e delle imprese.
Sacco ha spiegato con grande efficacia come il futuro dell’AI non sarà soltanto algoritmico o software, ma profondamente audiovisivo, immersivo, relazionale. Perché l’intelligenza artificiale avrà bisogno di vedere, ascoltare, interpretare ambienti, comprendere comportamenti, dialogare con gli utenti e costruire esperienze.
Ed è qui che il ruolo della system integration cambia radicalmente.
Non si tratta più soltanto di collegare dispositivi o progettare impianti. Significa costruire gli ambienti intelligenti dentro cui l’AI prenderà forma. Workplace evoluti, spazi immersivi, retail esperienziale, collaboration room, digital communication, ambienti ibridi e sistemi capaci di integrare dati, contenuti, sensori, audio e video in tempo reale.
I numeri del mercato e il nuovo ruolo strategico dell’AV professionale
Le riflessioni emerse durante AV Connect trovano conferma anche nei dati di mercato. Negli ultimi anni gli Osservatori del Politecnico di Milano hanno raccontato con chiarezza come la trasformazione digitale delle imprese italiane stia entrando in una fase sempre più matura, caratterizzata da una forte accelerazione degli investimenti legati all’intelligenza artificiale, agli ambienti collaborativi e alle tecnologie immersive.
Dentro questo scenario, il mondo audio video professionale non rappresenta più un segmento laterale, ma una componente sempre più centrale delle strategie aziendali.
Le imprese oggi comunicano attraverso video, ambienti interattivi, contenuti digitali, meeting ibridi, esperienze immersive e piattaforme collaborative. La qualità dell’esperienza audiovisiva è diventata parte integrante della produttività, della relazione con il cliente e della costruzione del valore del brand.
Ecco perché AV Connect arriva in un momento particolarmente significativo. Perché intercetta un bisogno reale del mercato: creare finalmente in Italia un luogo riconoscibile dove il settore possa confrontarsi non soltanto sulle tecnologie, ma sulla direzione culturale ed economica che l’innovazione sta prendendo.
Il successo del debutto e il ponte già aperto verso AV Connect 2027
A distanza di un mese, il bilancio del debutto appare estremamente positivo. Non soltanto per l’affluenza o per la qualità degli incontri, ma soprattutto per la capacità del progetto di generare immediatamente attenzione, conversazioni e prospettive.
AV Connect ha dato la sensazione di essere arrivato nel momento giusto.
Ha intercettato un mercato in trasformazione, un settore che sta cercando nuove identità e nuovi linguaggi, ma anche un’esigenza crescente di connessione tra tecnologia, business, contenuti e relazione.
Ed è forse proprio questa la sua intuizione più forte.
Perché il futuro dell’audio video professionale non sembra più passare soltanto dalla tecnologia. Passa dalla capacità di costruire ecosistemi. Comunità. Cultura industriale. Visione condivisa.
Per questo motivo il percorso verso AV Connect 2027, in realtà, è già iniziato. Il progetto continuerà nei prossimi mesi attraverso attività editoriali, presenza social, iniziative territoriali e nuovi momenti di confronto con il mercato.
L’obiettivo dichiarato è ambizioso: fare di Rimini uno dei punti di riferimento nazionali dell’audio video professionale e della system integration.
Ma dopo quanto visto a MIR 2026, la sensazione è che quella che sembrava una scommessa stia rapidamente diventando qualcosa di molto più concreto.








