Mercato cloud 2026: AWS, Microsoft e Google spinti dall’AI. Il mercato cloud cresce del 43% grazie all’AI. AWS resta leader, Microsoft è seconda e Google Cloud sale al 15%: ecco i nuovi equilibri.

La spesa mondiale per le infrastrutture cloud cresce del 43% e tocca nel secondo trimestre del 2026 il ritmo più elevato degli ultimi otto anni. AWS conserva un ampio vantaggio, Google guadagna terreno e Microsoft difende la seconda posizione. Intanto, la crescita dei servizi dedicati alla GenAI apre spazio alle neocloud e modifica la struttura competitiva del mercato

A ben guardare, probabilmente il dato più importante del secondo trimestre 2026 non è che il cloud continui a crescere. È che, nonostante le dimensioni e i valori ormai raggiunti, stia ulteriormente accelerando.
Tanto che la spesa mondiale delle imprese per i servizi di infrastruttura cloud ha toccato 143,4 miliardi di dollari, oltre 43 miliardi in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Questo significa che la crescita su base annua è salita al 43%, il livello più alto degli ultimi otto anni, segnando di fatto l’undicesimo incremento consecutivo del tasso di sviluppo.

I dati sono di Synergy Research Group, oggi parte di TechInsights, che in un altro report approfondisce ulteriormente, mostrando come la sequenza dei trimestri mostri con chiarezza il cambio di passo. Nei primi tre mesi del 2026 il mercato aveva raggiunto 128,6 miliardi di dollari, con una crescita del 35%. Nel trimestre successivo i volumi sono cresciuti di ulteriori 15 miliardi e il ritmo di sviluppo è aumentato di altri otto punti percentuali. In undici trimestri il mercato è raddoppiato; su base mobile, i ricavi degli ultimi dodici mesi hanno ormai raggiunto i 500 miliardi di dollari.

Mercato cloud 2026, l’AI trasforma la domanda di cloud

Dietro questa accelerazione c’è soprattutto l’intelligenza artificiale generativa, arrivata sul mercato poco prima che i tassi di crescita del cloud tornassero a salire. Non a caso, i servizi cloud specificamente dedicati alla GenAI crescono del 165% su base annua, ma il loro peso va oltre il fatturato direttamente riconducibile all’addestramento e all’esecuzione dei modelli.

L’AI sta infatti ampliando più in generale la domanda di capacità di calcolo, storage, networking e servizi dati. Sta inoltre spingendo i provider ad arricchire piattaforme già esistenti con funzioni per lo sviluppo dei modelli, la gestione dei dati, la sicurezza, il monitoraggio e l’orchestrazione degli agenti. La crescita si propaga così lungo una parte molto più ampia del portafoglio cloud.

Secondo Synergy Research Group, l’intelligenza artificiale sta imprimendo al mercato cloud un’accelerazione senza precedenti, in discontinuità rispetto alla precedente fase di espansione. Il cloud rappresentava già l’infrastruttura sulla quale le imprese costruivano applicazioni e servizi digitali; con l’AI diventa anche il luogo in cui si concentra una nuova ondata di investimenti ad alta intensità computazionale.

Il risultato è visibile soprattutto nel public cloud. I servizi IaaS e PaaS, che rappresentano la parte principale del mercato rilevato da Synergy, sono cresciuti del 47% nel secondo trimestre, quattro punti oltre la media complessiva.

Partendo da questi dati, e confrontandosi con la stessa Sinergy, CRN propone a sua volta una ulteriore analisi che compara le perfomance dei tre maggiori provider mondiali, utilizzando anche i risultati economici comunicati da Amazon, Microsoft e Google.
Il quadro conserva una gerarchia netta, ma mostra equilibri in movimento: AWS resta saldamente al primo posto pur cedendo due punti in un anno, Microsoft difende una quota del 20% e Google sale al record del 15%, guadagnando terreno più rapidamente dei concorrenti.

Mercato cloud: AWS leader, Microsoft seconda e Google accelera

Possiamo dire che la spinta dell’AI rafforzi l’intero mercato senza però distribuirne i benefici in modo uniforme.
Così vediamo che AWS mantiene la prima posizione con il 28% della spesa mondiale in servizi di infrastruttura cloud: una quota stabile rispetto al primo trimestre, ma inferiore di due punti rispetto al 30% registrato un anno prima.

Attenzione, però.
Il calo relativo non corrisponde a una contrazione del business. Nel secondo trimestre AWS ha generato ricavi per 42,2 miliardi di dollari, in crescita del 37%, il risultato migliore degli ultimi 18 trimestri, e ha portato il proprio giro d’affari annualizzato a 169 miliardi. AWS continua dunque a crescere rapidamente, ma il mercato cresce ancora più in fretta: in una fase di espansione del 43%, anche un aumento a doppia cifra può tradursi in una riduzione della quota.

Microsoft conserva il secondo posto con il 20%, lo stesso livello del secondo trimestre 2025 e un punto in meno rispetto ai primi tre mesi del 2026. La sostanziale stabilità annuale segnala la capacità dell’azienda di accompagnare l’espansione del mercato senza ridurre la propria presenza relativa. Nel trimestre, il segmento Intelligent Cloud ha prodotto 39,3 miliardi di dollari, il 32% in più su base annua, raggiungendo un ritmo annualizzato di 157 miliardi.

Google Cloud è il provider che sta guadagnando terreno più rapidamente. La sua quota sale dal 13% del secondo trimestre 2025 al 15%, dopo il 14% raggiunto nei primi tre mesi dell’anno. I ricavi trimestrali indicati da CRN sono arrivati a 24,8 miliardi di dollari, con una crescita dell’82% e un run rate vicino ai 99 miliardi.

Il confronto richiede però una precisazione. Le quote calcolate da Synergy riguardano IaaS, PaaS e servizi di hosted private cloud, mentre i ricavi pubblicati dalle aziende fanno riferimento a segmenti societari con perimetri differenti. Intelligent Cloud di Microsoft, per esempio, comprende attività ulteriori rispetto ad Azure. Anche i valori dichiarati da AWS e Google Cloud non coincidono perfettamente con le categorie considerate da Synergy. I rispettivi tassi di crescita aiutano quindi a leggere la traiettoria di ciascun operatore, ma non costituiscono un confronto omogeneo tra i tre.

Considerando il mercato complessivo delle infrastrutture cloud, le quote del secondo trimestre sommano il 28% di AWS, il 20% di Microsoft e il 15% di Google: il 63% totale. La concentrazione sale al 67% restringendo l’osservazione ai servizi di public IaaS e PaaS. È questa distinzione a spiegare i due valori che ricorrono nelle rilevazioni sul trimestre.

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Un mercato concentrato, ma meno immobile

La fotografia conserva una gerarchia netta. AWS dispone ancora di otto punti di vantaggio su Microsoft e di tredici su Google. Allo stesso tempo, il movimento delle quote rivela che la leadership storica non rende immutabili gli equilibri. In dodici mesi Google ha recuperato due punti e AWS ne ha ceduti due, mentre Microsoft è rimasta stabile.

La partita si gioca sulla capacità di mettere a disposizione infrastrutture AI in tempi rapidi, assicurarsi acceleratori e potenza energetica, offrire servizi gestiti attorno ai modelli e trasformare gli investimenti in data center in capacità effettivamente utilizzabile dai clienti. Le dimensioni restano decisive, ma aumenta il valore della specializzazione.

È qui che acquistano rilievo le neocloud, operatori costruiti principalmente intorno ai workload AI e all’accesso a capacità di calcolo accelerato. Nel primo trimestre cinque di queste società figuravano tra i primi trenta provider cloud per ricavi; nel secondo, nove sono entrate tra i primi quaranta. Synergy stima che nel complesso valgano già il 5% del mercato cloud mondiale e una quota sensibilmente superiore nei segmenti direttamente legati all’intelligenza artificiale.

Tra gli operatori di seconda fascia con i tassi di crescita più elevati compaiono CoreWeave, OpenAI, Oracle, Crusoe, Nebius, Anthropic e Nscale. Il loro sviluppo non indica, almeno per ora, un superamento degli hyperscaler. Segnala piuttosto la formazione di un secondo livello competitivo capace di intercettare domanda che i grandi provider non assorbono interamente o che richiede infrastrutture e modelli di servizio più specializzati.

Gli Stati Uniti concentrano la nuova capacità

La crescita resta diffusa in tutte le regioni, ma la sua geografia riflette la corsa alla costruzione delle infrastrutture AI. Gli Stati Uniti, già di gran lunga il primo mercato cloud mondiale, sono cresciuti del 49%, sei punti oltre la media globale. Secondo Synergy, negli ultimi due trimestri è aumentata anche la loro quota sul mercato complessivo, effetto dei grandi investimenti realizzati sia dagli hyperscaler sia dalle neocloud.

In Europa, Regno Unito e Germania rimangono i mercati di maggiori dimensioni, mentre Irlanda, Norvegia, Danimarca e Finlandia registrano i tassi di sviluppo più alti. Anche in Asia la crescita supera la media mondiale in India, Indonesia, Thailandia e Malaysia.

Mercato cloud 2026: AWS, Microsoft e Google spinti dall’AI ultima modifica: 2026-08-11T14:55:29+02:00 da Miti Della Mura

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