La crisi delle memorie 2026 arriva nei contratti: HPE garantisce i prezzi di server, storage e GreenLake Flex contro i rincari del RAMageddon.
Per le vendite in ambito compute, storage e GreenLake Flex di importo inferiore a un milione di dollari, il prezzo accettato dal cliente resterà valido fino alla consegna. HPE si assume così il rischio di nuovi rincari dei componenti e offre ai partner una certezza diventata rara. La mossa conferma che il RAMageddon non si è esaurito: la crisi delle memorie è ormai arrivata ai contratti, ai budget e alle strategie competitive dei vendor.
Un preventivo valido appena due settimane, accettato dal cliente e poi aggiornato prima della consegna perché nel frattempo il costo delle memorie è salito ancora.
È una delle conseguenze più concrete della crisi delle memorie 2026, il fenomeno che abbiamo raccontato nei mesi scorsi come RAMageddon o RAMpocalypse: il prezzo indicato all’inizio della trattativa può smettere di essere sostenibile prima ancora che server e sistemi storage lascino la fabbrica.
Ed è proprio qui che HPE ha deciso di intervenire: sulla distanza, anche temporale, tra ordine e consegna.
Il vendor ha modificato i termini contrattuali e garantirà il prezzo dei preventivi relativi a compute, storage e GreenLake Flex per tutte le operazioni di valore inferiore a un milione di dollari netti. Secondo quanto riportato da CRN, prima testata a dare la notizia, la soglia comprende di fatto la maggior parte delle transazioni gestite dall’azienda.
C’è un punto importante da sottolineare.
Questa novità elimina di fatto una clausola introdotta a febbraio, che consentiva al vendor di rivedere il prezzo fino al momento della spedizione. E arriva inoltre due mesi dopo l’estensione da 14 a 30 giorni della validità dei preventivi per server, storage e GreenLake Flex.
Il cliente continua, dunque, ad avere un periodo definito entro il quale accettare l’offerta. Una volta concluso l’ordine, però, eventuali rincari intervenuti durante l’attesa non saranno trasferiti sulla fattura finale.
Il principio introdotto da HPE è semplice: per le operazioni sotto il milione di dollari, l’importo indicato nel preventivo e accettato dal cliente resterà invariato fino alla consegna, senza adeguamenti dovuti all’aumento dei costi dei componenti o a eventuali ritardi nelle spedizioni.
Crisi delle memorie 2026: il RAMageddon entra nei contratti
La decisione è particolarmente significativa perché non coincide con un raffreddamento del mercato. Anzi.
I prezzi delle memorie continuano a salire e la disponibilità rimane limitata. HPE sceglie quindi di assorbire la volatilità all’interno di una parte molto ampia delle proprie trattative, mentre le condizioni che l’hanno prodotta restano pienamente attive.
È il passaggio successivo della crisi delle memorie che abbiamo definito “RAMageddon”.
La crescita dell’intelligenza artificiale ha spostato domanda, capacità produttiva e investimenti verso HBM, memorie per server ed enterprise SSD. Gli hyperscaler e i grandi progetti AI possono impegnarsi su volumi elevati e accordi pluriennali; i produttori di memorie, a loro volta, privilegiano le applicazioni capaci di assicurare i margini più interessanti.
Meno capacità rimane così disponibile per server general purpose, PC, smartphone e numerosi altri segmenti dell’elettronica.
I numeri misurano la profondità dello squilibrio.
Nel primo trimestre del 2026 i prezzi contrattuali delle DRAM convenzionali sono aumentati tra il 93 e il 98% rispetto al trimestre precedente. Per il terzo trimestre TrendForce prevede un ulteriore incremento del 13-18% per le DRAM e del 10-15% per le NAND Flash.
Il rallentamento del ritmo non equivale a una discesa: i nuovi aumenti si applicano a valori già molto elevati, mentre la minore domanda di PC e smartphone segnala che una parte del mercato ha raggiunto il proprio limite di spesa.
Sul fronte NAND, la domanda di enterprise SSD destinati ai server AI continua invece a sostenere prezzi e ricavi. Nel secondo trimestre il fatturato combinato dei cinque maggiori produttori è cresciuto del 77% sul trimestre precedente, raggiungendo 68,87 miliardi di dollari.
Le risorse destinate agli investimenti si concentrano inoltre su DRAM e HBM, limitando l’espansione della capacità NAND. La stessa TrendForce ritiene che l’offerta di DRAM resterà tesa per tutto il 2027.
La crisi delle RAM e delle memorie non appare quindi come un’emergenza destinata a esaurirsi nel 2026, ma come una variabile con cui CIO, vendor e partner IT potrebbero dover convivere anche nel 2027.
RAMageddon e RAMpocalypse: la prossima crisi dell’AI potrebbe chiamarsi memoria
Prezzi di RAM, server e storage: quando la crisi impedisce di pianificare
L’aumento dei listini rappresenta soltanto una parte del problema.
Per imprese e partner, la difficoltà maggiore consiste nel trasformare una configurazione tecnica in un budget attendibile.
Server e storage vengono acquistati attraverso trattative che richiedono verifiche, approvazioni, finanziamenti e, nel caso della Pubblica Amministrazione, procedure che possono durare mesi. Se il costo cambia tra il preventivo e la consegna, l’intero processo deve essere riaperto.
Ne derivano due comportamenti opposti.
Alcuni clienti rinviano gli investimenti, nella speranza che il mercato si stabilizzi; altri anticipano gli ordini per evitare rincari successivi. Entrambi sono segnali di una domanda condizionata dall’emergenza, lontana dalla normale programmazione delle infrastrutture.
Come avevamo già osservato analizzando i nuovi equilibri del canale prodotti dalla crisi delle RAM, la volatilità colpisce con particolare intensità server e storage, nei quali la memoria rappresenta una quota rilevante del costo complessivo.
Per il partner, ogni revisione apre poi una scelta difficile: trasferire l’aumento al cliente, erodere il proprio margine oppure rimettere in discussione l’architettura proposta.
Nel primo caso rischia di compromettere la fiducia costruita durante la trattativa; nel secondo si assume un costo che può diventare insostenibile; nel terzo deve riprogettare l’offerta, spesso riducendo capacità e prestazioni.
CRN riferisce di clienti che hanno abbandonato gli acquisti perché non avevano più la certezza del prezzo applicato alla spedizione.
La garanzia di HPE prova a interrompere questo meccanismo.
Il partner può presentare l’offerta sapendo che, una volta accettata entro i 30 giorni previsti, l’importo resterà invariato. Il cliente può approvare il budget senza dover mantenere una riserva per possibili adeguamenti.
La prevedibilità del prezzo diventa così una componente dell’offerta, accanto alla configurazione, ai servizi e ai tempi di consegna.

HPE garantisce i prezzi di server, storage e GreenLake Flex per combattere la crisi delle memorie 2026
La nuova politica non congela i listini e non protegge il mercato da futuri rincari.
Un preventivo formulato tra alcune settimane potrà incorporare costi dei componenti più alti rispetto a quello emesso oggi. HPE garantisce invece che una quotazione accettata non venga modificata durante il periodo che separa l’ordine dalla spedizione.
Anche il perimetro è definito: compute, storage e GreenLake Flex, con un valore netto inferiore a un milione di dollari.
La soglia esclude le grandi operazioni, che possono richiedere condizioni specifiche e coinvolgere volumi maggiori, ma comprende la maggioranza delle transazioni.
È una forma di protezione commerciale applicata al mercato più ampio e ripetitivo, quello nel quale i partner devono produrre molti preventivi e hanno meno spazio per negoziare clausole su misura.
Il riferimento a GreenLake Flex è significativo.
I modelli a consumo aiutano le imprese a distribuire la spesa nel tempo, ma poggiano comunque su infrastrutture fisiche composte da server, storage e memorie. La flessibilità finanziaria non elimina quindi la volatilità a monte.
Includendo anche queste operazioni, HPE cerca di impedire che l’aumento dei componenti si trasformi in incertezza già nella fase di acquisizione del cliente.
Il meccanismo con cui il vendor coprirà eventuali scostamenti non è stato dettagliato. L’effetto economico è però chiaro: per le operazioni comprese nella policy, il rischio che i costi aumentino tra ordine e consegna passa dal partner e dal cliente a HPE.
Se la memoria rincara ulteriormente o la spedizione si allunga, sarà il vendor a dover proteggere il prezzo promesso.

Crisi delle memorie 2026. La stabilità dei prezzi diventa una leva per conquistare mercato
La scelta ha anche un obiettivo competitivo.
La garanzia sui preventivi offre ai partner un argomento immediatamente comprensibile e può aiutare HPE a conquistare clienti proprio mentre altri vendor mantengono clausole di revisione o adeguano i prezzi al momento della consegna.
La competizione si sposta così oltre lo sconto iniziale.
Un’offerta apparentemente meno costosa può diventare più cara prima della spedizione; una quotazione garantita permette invece di calcolare fin dall’inizio la spesa effettiva.
In un mercato stabile la differenza potrebbe sembrare marginale. Con prezzi delle memorie in rialzo, disponibilità irregolare e lead time più lunghi, può decidere l’esito della trattativa.
Resta da capire se gli altri grandi produttori seguiranno la stessa strada e con quali soglie.
Estendere la protezione richiede infatti la capacità di sostenere eventuali scostamenti senza trasferirli lungo la filiera. Chi dispone di maggiore forza negli acquisti, visibilità sulle forniture e margini per assorbire la volatilità può trasformare questi elementi in un vantaggio commerciale; chi mantiene il rischio in capo al partner potrebbe trovarsi a difendere ogni variazione davanti al cliente.
Ed è forse questo il segnale più interessante di questa nuova fase del RAMageddon.
La crisi delle memorie partita dalle fabbriche e accelerata dalla corsa globale all’intelligenza artificiale ha ormai attraversato l’intera filiera. Dopo disponibilità, listini e tempi di consegna, ora sta modificando anche contratti, strategie commerciali e rapporti tra vendor, partner e clienti.
La memoria, insomma, non è più soltanto un componente dell’infrastruttura. Nel mercato IT del 2026 è diventata anche una variabile competitiva.








