Un agente AI può cercare informazioni, consultare un archivio, scrivere codice e interagire con altre applicazioni. Se dispone delle autorizzazioni necessarie, può anche modificare qualcosa. È qui che l’intelligenza artificiale smette di essere soltanto uno strumento che risponde alle nostre domande e diventa un soggetto operativo dentro i processi aziendali.

Chi decide fino a dove può spingersi? E, soprattutto, chi riesce a fermare un’azione rischiosa prima che venga eseguita?

Sono domande attorno alle quali si costruisce AI in the Fast Lane, la tappa italiana del roadshow di Netskope in programma martedì 6 ottobre 2026, dalle 10:00, al Teatro Municipale Romolo Valli di Reggio Emilia. L’incontro riunirà professionisti della sicurezza e delle reti, aziende e partner per confrontarsi su come utilizzare l’AI mantenendo visibilità su applicazioni, dati e agenti. Il programma e le iscrizioni sono disponibili sul sito dell’evento.

L’AI che usiamo e quella che ancora non vediamo

Nel nostro recente reportage sulla governance dell’intelligenza artificiale siamo partiti da un fatto semplice, ma scomodo: l’AI è spesso più diffusa nelle aziende di quanto le aziende stesse riescano a vedere. Può essere utilizzata attraverso un account personale, incorporata in un software approvato da tempo oppure collegata a dati e strumenti mediante un agente autonomo.

Per questo la Shadow AI non coincide più soltanto con un chatbot usato di nascosto. Riguarda anche funzioni nuove comparse nelle applicazioni quotidiane e flussi di informazioni che seguono percorsi difficili da ricostruire. Prima di stabilire quali regole applicare, bisogna capire che cosa sta effettivamente accadendo: chi usa l’AI, attraverso quali servizi, con quali dati e con quali permessi.

AI in the Fast Lane mette la visibilità sulla Shadow AI tra i temi centrali della giornata. Accanto a questa, il programma annuncia approfondimenti sui controlli per l’AI generativa, sulla sicurezza delle interazioni tra agenti e sull’AI Red Teaming, che serve a individuare le vulnerabilità dei sistemi prima del loro rilascio.

Sono questioni tecniche, ma le loro conseguenze sono comprensibili a chiunque abbia la responsabilità di un processo aziendale. Se non sappiamo quali informazioni può raggiungere un agente, non possiamo valutare con precisione il rischio di affidargli un compito. Se scopriamo soltanto dopo che ha compiuto un’azione imprevista, il controllo arriva troppo tardi.

Dal controllo degli accessi al controllo delle azioni

Il passaggio dagli strumenti generativi agli agenti autonomi cambia la natura del problema. Proteggere un documento caricato in un’applicazione AI resta essenziale. Diventa altrettanto importante stabilire se un agente può cancellare un file, cambiare una configurazione, modificare codice o comunicare con un servizio esterno.

Netskope ha portato questa distinzione al centro del suo recente annuncio di Skylight Agent Action Control. Secondo l’azienda, la nuova funzionalità è progettata per classificare le azioni tentate da un agente e applicare regole capaci di bloccare quelle ad alto rischio prima dell’esecuzione. La disponibilità è prevista entro la fine del trimestre in corso.

L’annuncio è interessante anche oltre il singolo prodotto, perché mostra dove si sta spostando il confronto sulla sicurezza dell’AI. La domanda non riguarda più soltanto ciò che un modello può sapere o generare. Riguarda ciò che gli consentiamo di fare, per conto di chi e all’interno di quali limiti.

È una discussione che coinvolge insieme sicurezza, networking e gestione dei dati. Nel 2026 Netskope è stata riconosciuta Leader nel Gartner Magic Quadrant per le piattaforme SASE per il terzo anno consecutivo e nel Magic Quadrant per la Security Service Edge per il quinto. I riconoscimenti descrivono il posizionamento dell’azienda in questi mercati; a Reggio Emilia sarà soprattutto utile vedere come la sua strategia si traduce in controlli e casi d’uso comprensibili per le imprese.

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AI in the Fast Lane Reggio Emilia: una giornata per portare le domande fuori dalle slide

La mattina si aprirà con uno sguardo al mercato e ai rischi e benefici dell’AI. Seguiranno la visione di Netskope e le dimostrazioni delle soluzioni, poi una conversazione con un cliente. Nel pomeriggio sono previsti panel tecnologici e occasioni di confronto tra i partecipanti. A moderare l’evento saranno Ilenia Baccaro di Radio 105 e Marco Maria Lorusso.

Per chi ha seguito il confronto sulla governance AI nello strudio del Sergente, l’appuntamento è un’occasione per proseguire la conversazione di persona. Che cosa cambia quando un agente utilizza le autorizzazioni di un dipendente? Come si distinguono gli usi dell’AI che portano valore da quelli che espongono informazioni riservate? E quali controlli permettono alle persone di lavorare con questi strumenti senza scoprire i problemi a incidente avvenuto?

La giornata al Teatro Valli si concluderà nel pomeriggio. Dalle 19:00 è prevista anche una AI Security Party a Ruote da Sogno, a Reggio Emilia. Per partecipare alla serata occorre indicarlo nel modulo di registrazione: i posti sono limitati e l’RSVP è obbligatorio.

L’AI è già entrata nel lavoro delle aziende. Il 6 ottobre, a Reggio Emilia, la discussione sarà su come conoscerne meglio l’uso e governarne le azioni. Chi vuole esserci può consultare il programma aggiornato e registrarsi ad AI in the Fast Lane dalla pagina ufficiale.

Gli agenti AI sono già al lavoro… ma chi li controlla? La risposta il 6 ottobre a Reggio Emilia con Netskope ultima modifica: 2026-09-17T11:07:45+02:00 da Marco Lorusso

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