L’intelligenza artificiale non sta cambiando soltanto il software: sta mettendo sotto pressione l’infrastruttura di rete. È il messaggio di fondo di Christophe Batiard, European Network CTO di Huawei, che ha illustrato la strategia del gruppo attorno a tre assi, il valore delle reti, la sicurezza e l’efficienza energetica. Il tutto, nel corso dell’evento Huawei Connect 2026 di Firenze. Batiard parte dai numeri degli investimenti. Secondo i dati citati, la spesa legata all’AIcrescerebbe di circa il 27% in due anni, superando gli 800 miliardi di dollari. Tutti inseguono soluzioni di intelligenza artificiale, ha osservato, ammettendo che non tutti gli strumenti oggi sul mercato sono maturi e che siamo in una fase di “hype”. Ma, ha precisato, qualunque sarà l’assestamento del mercato, resteranno conseguenze concrete sull’infrastruttura.

Il cambiamento centrale è nella natura del traffico. Il manager ha ricordato che a giugno di quest’anno il traffico generato da agenti AI avrebbe raggiunto un punto di svolta rispetto a quello umano. Il passaggio è da una rete in cui le persone si connettono a servizi, a una in cui sono gli agenti a connettersi tra loro, in modo autonomo e continuo. A crescere non saranno solo i volumi, ma anche il numero di dispositivi e sensori (temperatura, acqua e altro), necessari percollegare l’AI al mondo fisico. Le stime riportate indicano una forte crescita del traffico, con un aumento significativo anche nei data center (la cifra esatta, intorno al 25%, andrebbe verificata), dove pesano anche la memorizzazione dei dati e i processi di inferenza.

Wi-Fi: automazione e coesistenza

Sul fronte wireless, Huawei rivendica oltre il 22% delle posizioni nello standard Wi-Fi 7 e dichiara di voler contribuire anche all’evoluzione successiva, pur senza anticipare nulla sul Wi-Fi 8. Tra le tecnologie citate la sincronizzazione automatica degli access point per evitare le interferenze; la gestione del traffico e degli scheduling in modo automatico, per scaricare più traffico sulla rete wireless; gli switch predisposti per l’evoluzione verso velocità superiori, con licenze software per attivare nuove capacità senza sostituire l’hardware; la tecnologia CSI (Channel State Information), che permette all’access point di rilevare la presenza di persone in una stanza sfruttando le riflessioni del segnale, e di “svegliare” la rete solo quando serve, con risparmio energetico.

Operazioni di rete: arrivano gli assistenti AI

Una parte rilevante resta la gestione. Se oggi l’operatore deve accedere all’interfaccia per controllare lo stato della rete, l’idea è passare ad assistenti AI che intervengono proattivamente e dialogano con l’amministratore. “In Europa”, ha spiegato Batiard, “questi strumenti si baseranno su modelli linguistici di fornitori europei e potranno essere installati in locale per i clienti che lo desiderano, mentre in altri mercati (America, Africa, Cina, Asia) si useranno soluzioni diverse”. L’obiettivo è arrivare a reti con automazione, auto-riparazione e gestione delle interferenze. Il secondo grande tema è la sicurezza. L’esplosione dei dispositivi e degli agenti che generano traffico “da ovunque a ovunque” amplia la superficie d’attacco. Batiard ha citato un caso, riferito a un attacco ai sistemi di raffreddamento di un’infrastruttura, per sostenere che il traffico anomalo può essere individuato analizzando i flussi: gli switch Huawei integrano capacità di rilevamento di comportamenti anomali, con identificazione dei dispositivi non autorizzati. Sul piano crittografico, il CTO ha sottolineato come l’AI renda molto più rapido il cracking di password deboli, e ha annunciato soluzioni basate su crittografia a prova di computer quantistico, con chiavi generate dalla rete stessa e non dal supporto. Messaggio al mercato: chi non rafforza la sicurezza nei prossimi anni rischia esposizioni serie, soprattutto con l’aumento degli agenti.

Huawei: energia e data center al centro

La terza leva è l’efficienza energetica, discussa su tre livelli: dispositivi, rete e data center. Il raffreddamento a liquido per i data center, non solo per le CPU ma anche per le porte, riguarda ancora le principali cause di guasto; poi la regolazione intelligente della velocità delle porte in base al traffico e la riduzione del consumo attraverso nuovi materiali e progettazione, senza promettere però un calo garantito dei costi dell’energia. Batiard ha poi presentato un approccio che estende le capacità dell’IP alla rete ottica, semplificando l’architettura con collegamenti dedicati ad alta capacità e riducendo la complessità operativa. Per la stessa logica di semplificazione, il gruppo prevede una riduzione di circa il 20% dei costi in alcuni scenari di rete. Sono stati citati anche progetti di collegamento tra data center a distanze fino a mille chilometri e installazioni con migliaia di router già in produzione. E poi c’è lo storage per l’AI. Huawei propone una gestione integrata di storage, rete e calcolo, con una KV cache manager che memorizza i dati intermedi dell’inferenza (i “token” già elaborati) per evitare di ricalcolarli. Secondo Batiard, questo può ridurre fino al 90% il tempo necessario per ottenere il primo token e aumentare sensibilmente il throughput. Il vantaggio è poter governare l’intero stack in modo coordinato: se serve riconfigurare la rete per risolvere un problema di storage, i sistemi dialogano tra loro tramite il controller.

L’era degli agenti AI ridisegna le reti: la visione di Huawei tra traffico, sicurezza ed energia ultima modifica: 2026-10-15T15:12:16+02:00 da Antonino Caffo

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