VEM sistemi e i suoi primi 40 anni «un percorso serio, appassionato… ora nuove sfide a partire dalla resilienza digitale».

Dopo VEM Anniversary, Stefano Bossi racconta la crescita di VEM sistemi, gli investimenti in Italia e la nuova BU Cyber Security Strategy and Governance.

VEM Anniversary. Un binomio, una azienda, anzi un technology ecosystem integrator, un melting pot di culture, professionalità, idee che si sono ritrovate nel cuore di una giornata fatta di emozioni, sorrisi, ricordi, sfrontata voglia di guardare al futuro. Il “solito” insomma da queste parti.

VEM Anniversary è infatti una storia appassionata fatta di coraggio, serietà, ironia, concretezza e passione. “Cose” che hai dentro solo e soltanto se hai quel dna unico e che marchia a fuoco la terra che parte dalle parti di Parma e arriva a Forlì.

L’Emilia, la Romagna e il sorriso discreto, soddisfatto di Stefano Bossi, nato manco a dirlo a Parma. Lo stesso Bossi che, senza più riuscire a trattenere qualche inevitabile lacrima, ha chiuso una giornata piena di energia travolgente tra le colonne del museo San Domenico di Forlì.

Proprio Forlì, città fortemente voluta per questa edizione 2026 dell’evento firmato Vem. Il motivo è facile, a Forlì, più di 14.000 giorni, oltre 2.000 settimane, circa 480 mesi fa, nel 1986 è iniziata la storia di Vem Sistemi.

Una storia che è tutta, o quasi nel successo di questo VEM Anniversary. Un evento, una pizza travolgente che, ancora una volta, ha portato al centro le persone, le competenze e le relazioni che hanno accompagnato quarant’anni di storia di VEM sistemi.

Ma per Stefano Bossi, amministratore delegato e direttore generale del Gruppo, un minuto dopo l’inevitabile e necessaria emozione, con il pragmatismo di sempre, il bilancio dell’anniversario guarda soprattutto alle prossime scelte: consolidare la presenza in Italia, continuare a investire e accompagnare le imprese nella costruzione di infrastrutture digitali resilienti.

La celebrazione del 9 ottobre al Museo San Domenico di Forlì, raccontata nell’articolo dedicato ai quarant’anni di VEM sistemi, ha riunito l’ecosistema del Gruppo intorno al tema “Valori, Esperienze, Meraviglie”. Un giorno speciale insomma al margine del quale, appena sceso dal palco, rimboccandosi le maniche della camicia, Bossi ho voluto “portare” sul terreno delle decisioni industriali. E allora eccolo l’annuncio di una nuova business unit, Cyber Security Strategy and Governance, con cui VEM intende rafforzare il proprio ruolo nella consulenza strategica per la sicurezza.

È il passaggio più significativo del confronto: alla capacità di integrare e gestire tecnologie si affianca una funzione di advisory, chiamata ad aiutare i clienti a scegliere come proteggere e far evolvere i propri ambienti digitali.

La crescita di VEM sistemi passa dalle competenze

Quando parla della crescita del Gruppo, Bossi distingue con attenzione i risultati già raggiunti dalle prospettive. VEM conta oggi circa 430 persone e, considerando gli ingressi già previsti, si avvicina a quota 450. Il dato racconta la dimensione dell’organizzazione, ma anche l’impegno necessario per sostenerne lo sviluppo.

Nella lettura del manager, una parte determinante del percorso è stata costruita attraverso la crescita organica. Le acquisizioni hanno contribuito ad ampliare le specializzazioni, con un’attenzione particolare alle competenze da portare nel Gruppo. Un tratto distintivo, una scelta netta in una fase in cui impazza il vento dei Private Equity e delle mega aggregazioni di system integrator italiani.

Ed è una distinzione che aiuta a comprendere il modello VEM. Acquisire un’azienda significa integrare persone, processi, culture professionali e modalità di relazione con i clienti. Un lavoro che richiede tempo e che, osserva Bossi, può risultare particolarmente impegnativo nelle operazioni di dimensioni ridotte.

Lo sforzo di integrazione, infatti, non diminuisce nella stessa proporzione del numero di dipendenti o dei ricavi della società acquisita. Per questo la valutazione deve considerare il contributo che una nuova realtà può dare all’intero ecosistema, insieme alla capacità di farla crescere una volta entrata nel Gruppo.

VEM Sistemi, prima dell’Europa, consolidare la presenza in Italia

La prospettiva internazionale emerge nel confronto, ma Bossi individua una priorità precisa: completare e rafforzare il lavoro sul mercato italiano.

«Prima bisognerebbe finire di fare bene l’Italia», afferma sorridendo sornione. È una posizione che nasce dalla lettura della copertura territoriale del Gruppo e delle opportunità ancora da sviluppare.

Il Nord Ovest rappresenta uno degli spazi su cui concentrare l’attenzione. Bossi cita in particolare Piemonte e Liguria, indicando nell’assenza di un presidio significativo in quell’area un limite da affrontare. Torino, il suo sistema industriale e il Politecnico costituiscono riferimenti importanti in questa riflessione.

Parallelamente, il manager rivendica il percorso compiuto in Emilia-Romagna, nel Triveneto e in territori come Marche e Abruzzo. Aree nelle quali VEM ha costruito relazioni e volumi di attività, trovando opportunità che, secondo Bossi, alcuni concorrenti nazionali hanno sottovalutato.

Il radicamento locale resta quindi una componente della strategia. La presenza sul territorio permette di conoscere le imprese, comprenderne le esigenze e dare continuità ai progetti. È un lavoro che richiede investimenti prima che arrivino i risultati.

Roma, un investimento che richiede continuità

La sede di Roma offre un esempio concreto di questo approccio. Aperta alla fine del 2018, ha affrontato poco dopo l’impatto della pandemia, in una fase in cui l’organizzazione doveva ancora consolidare la propria presenza nel mercato.

Bossi sottolinea quanto sia delicato il periodo iniziale di un nuovo presidio: farsi conoscere, costruire fiducia e sviluppare relazioni commerciali richiede tempo. L’emergenza sanitaria ha complicato quel percorso.

Oggi il manager indica per Roma un’attività nell’ordine dei 10 milioni di euro e una struttura tecnica di circa 18-20 persone. Il rafforzamento riguarda anche la squadra commerciale, arrivata a quattro professionisti, con nuovi ingressi che alimentano aspettative molto positive sullo sviluppo della sede.

Il tema delle persone torna così al centro dell’intervista. Per Bossi, trovare figure commerciali capaci di rappresentare il modello VEM è una delle sfide più complesse nell’espansione territoriale. Servono conoscenza del mercato, competenze e una relazione con i clienti coerente con i valori del Gruppo.

Su questo punto il manager insiste: adattarsi alle caratteristiche dei diversi territori deve accompagnarsi alla continuità dei principi con cui si conduce il business. Integrità e responsabilità diventano criteri operativi, da mantenere anche quando rendono il percorso più impegnativo.

Cyber Security Strategy and Governance: la nuova business unit di VEM

L’annuncio della nuova BU Cyber Security Strategy and Governance traduce questa fase di crescita in un ampliamento dell’offerta.

La struttura riunisce due componenti. La prima riguarda compliance e governance, con attenzione anche alla protezione dei dati e alla sovranità digitale. VEM ha scelto di ricomporre in un gruppo dedicato competenze che erano distribuite nell’organizzazione, dando loro un riferimento più definito.

La seconda componente sviluppa il ruolo di advisor nella progettazione di infrastrutture resilienti. Qui Bossi sottolinea una scelta precisa: adottare un approccio indipendente dai vendor e studiare anche tecnologie che VEM non propone abitualmente.

L’obiettivo è ampliare la capacità di valutazione, per aiutare il cliente a individuare le soluzioni più adatte al proprio contesto. Una responsabilità che richiede di considerare architetture, vincoli e priorità dell’organizzazione prima di arrivare alla scelta tecnologica.

La decisione, spiega Bossi, nasce anche dalle richieste dei clienti. Alcune imprese hanno sollecitato VEM ad assumere una funzione di consulenza più esplicita, riconoscendogli la possibilità di esprimere un pensiero indipendente pur operando nell’integrazione di soluzioni.

La nuova business unit risponde a questa domanda e porta la cybersecurity dentro una riflessione più ampia sulla strategia digitale.

La resilienza digitale come prossimo terreno di crescita

Dal confronto emerge una direzione chiara: per VEM sistemi, lo sviluppo delle competenze deve accompagnare l’evoluzione delle esigenze dei clienti.

La resilienza digitale richiede scelte che coinvolgono tecnologia, governance e capacità organizzativa. Progettare un’infrastruttura significa anche comprenderne le dipendenze, valutarne la tenuta e definire come sostenerne l’evoluzione.

È su questo terreno che il Gruppo intende rafforzare il proprio contributo. I quarant’anni celebrati a Forlì diventano così l’occasione per collegare il patrimonio costruito sul campo a una nuova responsabilità: aiutare le imprese a prendere decisioni digitali più consapevoli.

Nel racconto di Bossi, la prossima fase di VEM passa da qui. Dalle persone da inserire, dai territori da presidiare e dalla capacità di trasformare l’esperienza tecnica in una guida per le scelte dei clienti.

VEM sistemi e i suoi primi 40 anni «un percorso serio, appassionato… ora nuove sfide a partire dalla resilienza digitale» ultima modifica: 2026-10-15T09:37:51+02:00 da Marco Lorusso

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