Cisco Connect Italia 2026: AI e infrastrutture digitali. Per anni abbiamo raccontato la trasformazione digitale soprattutto attraverso il software. Le applicazioni, il cloud, le piattaforme, i servizi. Tutto sempre più accessibile, distribuito, apparentemente svincolato dalle infrastrutture fisiche. Poi sono arrivate l’intelligenza artificiale, le tensioni geopolitiche, la sovranità digitale e una pressione normativa senza precedenti. E ci siamo ritrovati davanti a una realtà che forse avevamo semplicemente smesso di guardare: il vero motore della trasformazione digitale è, ed è sempre stato, l’infrastruttura.
Dove risiedono i dati? Chi controlla le reti attraverso cui viaggiano? Dove viene elaborata l’intelligenza artificiale? Quanto sono resilienti i sistemi da cui dipendono processi produttivi, servizi e intere organizzazioni? E soprattutto, quanto sono preparate le infrastrutture delle imprese a sostenere una trasformazione che sta accelerando ben oltre le previsioni?
Sono domande che fino a qualche anno fa potevano sembrare prevalentemente tecniche. Oggi sono entrate nelle agende dei CIO, dei consigli di amministrazione e, sempre più spesso, dei governi. Perché il controllo delle infrastrutture digitali significa controllo dei dati, capacità di innovazione, autonomia tecnologica e continuità operativa.
I numeri aiutano a comprendere la portata di questo cambiamento. Gartner prevede una spesa IT mondiale superiore a 7.350 miliardi di dollari nel 2027, mentre IDC registra una crescita del 43,4% del mercato globale degli switch Ethernet nel secondo trimestre 2026. Investimenti che raccontano quanto la corsa all’intelligenza artificiale stia alimentando una nuova stagione di sviluppo delle infrastrutture tecnologiche.
È in questo scenario che Cisco Connect Italia 2026, in programma il 23 e 24 novembre all’Allianz MiCo di Milano, assume un significato che va oltre il tradizionale appuntamento tecnologico. Due giornate per comprendere come stanno cambiando le fondamenta digitali delle imprese, quali scelte si trovano ad affrontare i responsabili IT e in che modo networking, data center, cybersecurity e resilienza possano sostenere la prossima fase dell’innovazione.
Cisco Connect Italia 2026 | 23-24 novembre | Allianz MiCo, Milano.
L’intelligenza artificiale sta cambiando le infrastrutture delle imprese. Due giornate per confrontarsi con gli esperti Cisco sulle nuove sfide di networking, data center, cybersecurity e resilienza digitale.
Gartner: la spesa IT mondiale verso 7.350 miliardi. L’AI accelera gli investimenti infrastrutturali
La nuova centralità delle infrastrutture emerge con chiarezza dalle previsioni di Gartner.
Secondo le stime pubblicate nell’ottobre 2026, la spesa IT mondiale raggiungerà circa 6.391 miliardi di dollari nel 2026, per arrivare a 7.352 miliardi nel 2027, con una crescita prevista del 15%.
Il dato più significativo riguarda però la composizione degli investimenti.
La spesa mondiale per i sistemi di data center è prevista a 879 miliardi di dollari nel 2026, per superare 1.366 miliardi nel 2027. Un incremento del 55,5% in un solo anno, sostenuto dall’espansione delle infrastrutture necessarie a supportare i nuovi carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale.
È una trasformazione che coinvolge l’intera industria tecnologica.
La diffusione dell’AI richiede capacità elaborativa, sistemi di storage, reti ad alte prestazioni e piattaforme capaci di gestire enormi quantità di dati. Ma impone anche una riflessione sulla distribuzione geografica delle risorse, sui consumi energetici e sulla capacità di garantire continuità operativa.
Le imprese devono decidere dove eseguire le applicazioni intelligenti, quali dati utilizzare e come mantenere il controllo su infrastrutture che possono essere distribuite tra ambienti cloud, data center privati e risorse periferiche.
Il tema non riguarda soltanto le grandi organizzazioni.
Anche le aziende di dimensioni più contenute devono comprendere come integrare l’intelligenza artificiale nei processi esistenti, evitando che l’adozione di nuove tecnologie produca ulteriore complessità.
La capacità di pianificare gli investimenti infrastrutturali diventa quindi un elemento determinante per trasformare l’innovazione in risultati concreti.
IDC: il networking cresce del 43,4%. Le reti diventano l’infrastruttura critica dell’AI
Un’altra conferma arriva dal mercato del networking.
Secondo IDC, nel secondo trimestre del 2026 il mercato mondiale degli switch Ethernet ha raggiunto 18,9 miliardi di dollari, registrando una crescita del 43,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Ancora più significativo il risultato del segmento data center, che ha raggiunto 12,3 miliardi di dollari, con un incremento del 64,5%.
La crescita è strettamente collegata agli investimenti nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.
L’AI richiede infatti un trasferimento continuo di enormi quantità di informazioni tra sistemi di calcolo, acceleratori, piattaforme di storage e applicazioni distribuite.
La potenza elaborativa, da sola, non basta.
Senza reti capaci di garantire larghezza di banda, latenza e affidabilità adeguate, anche le infrastrutture computazionali più avanzate rischiano di non esprimere pienamente il proprio potenziale.
La diffusione delle connessioni Ethernet a 400 e 800 Gigabit rappresenta una delle manifestazioni più evidenti di questa trasformazione.
Secondo IDC, nel secondo trimestre del 2026 le porte a 800 Gigabit hanno rappresentato il 41,2% dei ricavi del segmento degli switch Ethernet per data center.
Ma la modernizzazione delle reti non riguarda soltanto i grandi data center dedicati all’AI.
Anche il mercato degli switch destinati agli ambienti campus e branch ha registrato una crescita del 15,7%, sostenuta dai cicli di aggiornamento delle reti aziendali, dall’evoluzione degli standard wireless e dalla necessità di supportare applicazioni sempre più esigenti.
Per le imprese questo significa tornare a interrogarsi sulla qualità e sulla capacità delle proprie infrastrutture di rete.
Perché una rete non è più soltanto il sistema che collega utenti, applicazioni e dispositivi. È una componente fondamentale della capacità dell’organizzazione di utilizzare tecnologie intelligenti, proteggere i dati e garantire la continuità dei servizi.
Geopolitica e sovranità digitale: quando l’infrastruttura diventa una scelta strategica
La crescita dell’intelligenza artificiale non è l’unico fattore che sta riportando le infrastrutture al centro dell’attenzione.
Le tensioni geopolitiche, la competizione tecnologica tra Stati Uniti, Cina ed Europa e la crescente attenzione verso la sovranità digitale stanno modificando profondamente il modo in cui imprese e governi valutano le proprie dipendenze tecnologiche.
La disponibilità di semiconduttori avanzati, la localizzazione dei data center, il controllo delle reti e la possibilità di accedere a capacità elaborativa sono diventati elementi centrali della competizione economica internazionale.
Per le imprese europee, questo scenario introduce nuove questioni.
La scelta di un’infrastruttura tecnologica non riguarda più esclusivamente prestazioni, costi e affidabilità.
Occorre considerare anche la localizzazione dei dati, le condizioni di accesso alle informazioni, la dipendenza dai fornitori e la capacità di garantire la continuità dei servizi in presenza di cambiamenti normativi o tensioni internazionali.
Il tema della sovranità digitale assume quindi una dimensione concreta.
Non significa necessariamente rinunciare alle tecnologie globali o riportare tutte le risorse all’interno dei confini nazionali.
Significa piuttosto sviluppare una maggiore consapevolezza delle dipendenze tecnologiche e costruire architetture che consentano alle organizzazioni di mantenere un adeguato controllo sui propri dati e processi.
In questo scenario, il networking rappresenta una componente essenziale.
Le reti collegano infrastrutture, applicazioni e ambienti differenti, rendendo possibile la gestione di sistemi distribuiti.
La loro affidabilità, sicurezza e capacità di evolvere diventano quindi fattori direttamente collegati all’autonomia operativa delle imprese.
NIS2, DORA e AI Act: la compliance cambia le priorità delle infrastrutture aziendali
Alle pressioni geopolitiche si aggiunge una crescente complessità normativa.
Il quadro europeo sta imponendo alle organizzazioni una maggiore attenzione alla gestione dei rischi tecnologici, alla sicurezza delle infrastrutture e alla continuità operativa.
La direttiva NIS2, il regolamento DORA per il settore finanziario e l’AI Act intervengono su ambiti differenti, ma contribuiscono a rafforzare l’importanza della governance tecnologica.
Per le imprese interessate, la conformità normativa richiede una maggiore capacità di conoscere, monitorare e proteggere le proprie risorse digitali.
La gestione degli accessi, la segmentazione delle reti, la visibilità sui sistemi, la protezione delle informazioni e la capacità di rispondere agli incidenti assumono un’importanza crescente.
La compliance, naturalmente, non può essere risolta attraverso l’acquisto di una singola soluzione tecnologica. Richiede processi, responsabilità organizzative e strumenti adeguati.
Tuttavia, la qualità delle infrastrutture può facilitare in maniera significativa la capacità delle aziende di attuare controlli, raccogliere evidenze e mantenere livelli di sicurezza coerenti con i requisiti applicabili.
La modernizzazione tecnologica diventa quindi anche un’opportunità per rafforzare la governance e ridurre i rischi operativi.
Politecnico di Milano: il cloud italiano raggiunge 9,48 miliardi. La sovranità entra nelle strategie delle imprese
Il mercato italiano riflette pienamente queste trasformazioni.
Secondo l’Osservatorio Cloud Ecosystem & Sovereignty del Politecnico di Milano, nel 2026 la spesa cloud delle organizzazioni italiane raggiunge 9,48 miliardi di euro, con una crescita del 17% rispetto all’anno precedente.
La componente Public & Hybrid Cloud arriva a 6,8 miliardi di euro, mentre l’Infrastructure as a Service raggiunge circa 3 miliardi.
La crescita del cloud è sostenuta dall’adozione dell’intelligenza artificiale e dagli investimenti in cybersecurity.
Ma si accompagna anche a una crescente attenzione verso la sovranità digitale e la gestione degli ambienti ibridi.
Per le imprese, il problema non consiste più soltanto nello scegliere quali applicazioni trasferire nel cloud.
Diventa fondamentale comprendere dove collocare i carichi di lavoro, come garantire la protezione dei dati e quali architetture adottare per mantenere il controllo su prestazioni, costi e sicurezza.
La progressiva diffusione dell’intelligenza artificiale rende queste decisioni ancora più importanti.
Alcune applicazioni possono essere utilizzate attraverso servizi cloud pubblici. Altre possono richiedere infrastrutture private o ambienti ibridi, soprattutto quando entrano in gioco requisiti specifici di latenza, riservatezza e continuità operativa.
Il risultato è una crescente complessità architetturale.
Le aziende devono gestire sistemi distribuiti, garantire l’interoperabilità tra piattaforme differenti e mantenere una visibilità adeguata sulle risorse utilizzate.
In questo contesto, la qualità delle infrastrutture di rete diventa determinante per assicurare una gestione efficace degli ambienti tecnologici.
Cisco Connect Italia 2026 | 23-24 novembre | Allianz MiCo, Milano.
L’intelligenza artificiale sta cambiando le infrastrutture delle imprese. Due giornate per confrontarsi con gli esperti Cisco sulle nuove sfide di networking, data center, cybersecurity e resilienza digitale.
Cybersecurity: 2,78 miliardi di mercato in Italia. La resilienza diventa una priorità strategica
La sicurezza rappresenta un’altra dimensione fondamentale della trasformazione.
Secondo l’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection del Politecnico di Milano, il mercato italiano della cybersecurity ha raggiunto nel 2025 un valore di 2,78 miliardi di euro, in crescita del 12% rispetto all’anno precedente.
Il 34% delle grandi imprese italiane ha subito attacchi informatici che hanno comportato costi significativi di ripristino, mentre il 71% dei CISO ritiene che l’intelligenza artificiale contribuisca ad aumentare il rischio cyber.
La diffusione dell’AI sta infatti modificando anche le modalità operative degli attaccanti, aumentando la possibilità di automatizzare alcune fasi delle offensive e rendendo più complessa la gestione delle minacce.
Per le organizzazioni questo significa dover rafforzare la capacità di prevenzione, rilevamento e risposta.
Ma soprattutto significa sviluppare una maggiore resilienza.
La sicurezza non può più essere considerata una componente separata dall’infrastruttura.
Deve essere integrata nelle reti, nelle piattaforme applicative e nei processi di gestione.
La convergenza tra networking e cybersecurity risponde proprio a questa esigenza.
La visibilità sul traffico, la segmentazione delle reti, il controllo delle identità e la protezione degli accessi diventano elementi complementari di una strategia che deve tenere conto della crescente distribuzione delle risorse aziendali.
L’intelligenza artificiale può contribuire a migliorare la capacità di analisi degli eventi e ad accelerare la risposta agli incidenti.
Ma introduce anche nuove responsabilità in termini di controllo e governance.
La sfida per i responsabili IT consiste nel costruire infrastrutture capaci non soltanto di resistere agli attacchi, ma anche di garantire la continuità dei servizi e il rapido recupero delle funzionalità essenziali.
Cisco Connect Italia 2026 | 23-24 novembre | Allianz MiCo, Milano.
L’intelligenza artificiale sta cambiando le infrastrutture delle imprese. Due giornate per confrontarsi con gli esperti Cisco sulle nuove sfide di networking, data center, cybersecurity e resilienza digitale.
Cisco Connect Italia 2026: l’infrastruttura critica per l’era dell’AI
È esattamente al centro di questo scenario che si inserisce Cisco Connect Italia 2026.
Il titolo scelto per l’evento, mando a dirlo è «L’infrastruttura critica per l’era dell’AI» e sintetizza una delle questioni centrali della trasformazione tecnologica in corso.
L’intelligenza artificiale sta creando opportunità importanti per le imprese, ma richiede fondamenta tecnologiche capaci di sostenerne l’utilizzo in maniera affidabile e sicura.
Il 23 e 24 novembre, all’Allianz MiCo di Milano, Cisco riunirà responsabili IT, CIO, CISO, manager e professionisti per due giornate dedicate alle principali evoluzioni delle infrastrutture digitali.
Il programma prevede keynote, sessioni tecniche e momenti di confronto sulle tecnologie che stanno modificando le architetture aziendali.
Al centro dell’attenzione ci saranno i data center AI-ready, l’evoluzione del networking, la cybersecurity e la resilienza digitale.
Particolare spazio sarà dedicato anche alla modernizzazione delle reti aziendali e degli ambienti di lavoro, in uno scenario nel quale applicazioni intelligenti, strumenti di collaborazione e dispositivi connessi stanno modificando le esigenze di connettività.
L’obiettivo è offrire ai partecipanti una lettura concreta delle trasformazioni tecnologiche, mettendo in relazione la visione strategica di Cisco con le esigenze operative delle imprese.
Dal data center al digital workplace: le tecnologie Cisco per le infrastrutture del futuro
Uno degli elementi più interessanti dell’appuntamento milanese sarà la possibilità di approfondire la trasformazione delle infrastrutture digitali attraverso prospettive differenti.
L’evoluzione dei data center rappresenta naturalmente un tema centrale.
L’intelligenza artificiale sta modificando i requisiti delle architetture elaborative, imponendo nuove esigenze in termini di capacità, prestazioni e interconnessione.
Ma la modernizzazione riguarda anche le reti aziendali.
L’adozione di applicazioni distribuite, la crescita dei dispositivi connessi e l’evoluzione degli ambienti di lavoro richiedono infrastrutture capaci di garantire connettività affidabile, visibilità e controllo.
Per molte organizzazioni, il problema consiste nel gestire questa trasformazione senza aumentare eccessivamente la complessità operativa.
Le tecnologie di automazione e gestione intelligente delle reti possono contribuire a semplificare le attività quotidiane, riducendo i tempi necessari per individuare problemi e intervenire.
Parallelamente, la convergenza tra networking e cybersecurity apre nuove possibilità per integrare la protezione direttamente nelle architetture infrastrutturali.
Un approccio che risponde alla crescente difficoltà di difendere ambienti distribuiti attraverso strumenti isolati e processi frammentati.
Nel corso di Cisco Connect Italia 2026 questi temi saranno affrontati attraverso sessioni tecniche e approfondimenti dedicati alle soluzioni Cisco, con l’obiettivo di mostrare come le diverse componenti tecnologiche possano contribuire a costruire un’infrastruttura coerente con le nuove esigenze delle imprese.
Il World of Solutions, l’area espositiva dell’evento, permetterà inoltre ai partecipanti di conoscere da vicino le tecnologie e confrontarsi con gli specialisti Cisco e con le aziende dell’ecosistema.
Cisco Connect Milano: il confronto tra innovazione tecnologica e competitività delle imprese
La trasformazione delle infrastrutture digitali non è soltanto una questione tecnologica.
Riguarda direttamente la competitività delle imprese, la capacità di innovare i processi e la possibilità di utilizzare l’intelligenza artificiale per sviluppare nuovi modelli operativi.
Per questo Cisco Connect Italia 2026 affiancherà agli approfondimenti tecnici anche momenti di confronto con il management e con protagonisti del mondo industriale.
Tra gli speaker annunciati figurano Agostino Santoni, SVP South Europe di Cisco, Chintan Patel, VP e CTO Solution Engineering EMEA, Adele Trombetta, SVP & GM Customer Experience EMEA, ed Enrico Mercadante, VP Specialists Sales EMEA.
Il programma prevede inoltre contributi di Alvise Biffi, presidente di Assolombarda, Max Sirena, CEO di Luna Rossa, e Daniele Pucci, amministratore delegato di Generative Bionics.
La presenza di esperienze provenienti da ambiti differenti permette di allargare la riflessione oltre il perimetro dell’IT.
L’innovazione tecnologica assume infatti un valore concreto quando riesce a incidere sulle prestazioni delle organizzazioni, sull’efficienza dei processi e sulla capacità di sviluppare nuovi prodotti e servizi.
È un tema particolarmente rilevante per il sistema produttivo italiano, che deve confrontarsi con la necessità di accelerare la trasformazione digitale mantenendo competitività in mercati sempre più complessi. Il rapporto tra tecnologia e risultati di business sarà quindi uno degli elementi più importanti del confronto milanese.
Cisco Connect Italia 2026 | 23-24 novembre | Allianz MiCo, Milano.
L’intelligenza artificiale sta cambiando le infrastrutture delle imprese. Due giornate per confrontarsi con gli esperti Cisco sulle nuove sfide di networking, data center, cybersecurity e resilienza digitale.
Cisco Connect Italia 2026, perché l’infrastruttura torna al centro delle decisioni
L’intelligenza artificiale, la geopolitica, la sovranità digitale e la crescente pressione normativa stanno modificando il modo in cui le imprese devono valutare le proprie infrastrutture tecnologiche.
La disponibilità di applicazioni innovative rappresenta soltanto una parte del cambiamento.
Per utilizzarle in maniera efficace occorre poter contare su reti adeguate, sistemi di calcolo efficienti, piattaforme di gestione evolute e strumenti di sicurezza capaci di proteggere ambienti sempre più distribuiti.
Le decisioni che i responsabili IT stanno prendendo oggi avranno conseguenze importanti sulla capacità delle organizzazioni di innovare nei prossimi anni.
Scegliere come modernizzare le infrastrutture, quali architetture adottare e come bilanciare prestazioni, sicurezza e sostenibilità economica significa definire le condizioni nelle quali l’intelligenza artificiale potrà realmente generare valore.
Cisco Connect Italia 2026 rappresenta un’occasione per affrontare queste questioni attraverso il confronto diretto con esperti, manager e protagonisti dell’innovazione tecnologica.
Le due giornate del 23 e 24 novembre all’Allianz MiCo di Milano permetteranno di approfondire le evoluzioni delle tecnologie Cisco, conoscere le nuove prospettive del networking e della cybersecurity e comprendere come preparare le infrastrutture aziendali alle esigenze dell’era dell’AI.
Perché, mentre l’attenzione del mercato continua a concentrarsi sulle potenzialità dell’intelligenza artificiale, una parte decisiva della trasformazione si sta giocando su ciò che permette a queste tecnologie di funzionare in modo affidabile, sicuro e continuativo.
Ed è proprio su queste fondamenta che le imprese dovranno costruire la prossima fase della propria evoluzione digitale.
Cisco Connect Italia 2026 si terrà il 23 e 24 novembre presso l’Allianz MiCo di Milano. Per conoscere il programma completo e registrarsi all’evento è possibile consultare il sito ufficiale.









