Portare l’intelligenza artificiale dal lavoro del singolo dipendente al funzionamento dell’azienda è la sfida sulla quale UiPath, società specializzata nel software per l’automazione dei processi, sta concentrando la propria evoluzione. Affermatasi nella robotic process automation (RPA), con strumenti che eseguono attività ripetitive seguendo regole prestabilite, l’azienda sta estendendo la piattaforma per coordinare anche agenti AI e persone lungo interi flussi di lavoro.

Il passaggio affronta un problema concreto dell’adozione dell’AI nelle imprese: rendere più rapida una singola attività non basta a migliorare il processo di cui fa parte. Un documento può essere analizzato in pochi secondi e poi restare in attesa di una verifica, di un’approvazione o dell’inserimento dei dati in un altro sistema.

“Si rischia di limitare queste tecnologie a produttività individuale e non produttività aziendale”, osserva Davide Marchetti, VP Italy di UiPath. La proposta della società è collegare questi passaggi, assegnando il lavoro a robot software, agenti e persone e mantenendo il controllo sull’esecuzione. Un’evoluzione che amplia anche il ruolo dei partner, chiamati a tradurre le capacità della piattaforma in progetti costruiti sui processi dei clienti.

L’RPA resta, cambia il perimetro dell’automazione

L’evoluzione descritta da Marchetti mantiene al centro la missione originaria dell’azienda. “Non è cambiata la strategia aziendale o l’obiettivo finale, che rimane quello dell’automazione di processi”, spiega.

La RPA risponde alle esigenze delle attività basate su regole precise: operazioni ripetitive che un software può eseguire al posto di una persona. L’introduzione dell’AI consente di affrontare anche passaggi che richiedono interpretazione delle informazioni e gestione di situazioni meno prevedibili. A queste due componenti si affianca il contributo umano, necessario quando il processo richiede una valutazione o un’approvazione.

Nel profilo aziendale UiPath riassume questa ripartizione con la formula “Deterministico dove è possibile, agentico dove non si può, umano dove si deve”. Il criterio è assegnare ogni attività alla componente più adatta: l’automazione tradizionale per il lavoro prevedibile, l’AI dove serve interpretare, la persona nei punti in cui occorre esercitare una responsabilità.

Il valore dell’orchestrazione consiste nel coordinare questi contributi lungo l’intero flusso, mantenendo il collegamento tra ciò che viene eseguito, le informazioni utilizzate e le decisioni prese.

Per agire, gli agenti devono conoscere il processo

UiPath mette a fuoco un limite operativo: una parte della conoscenza necessaria a svolgere il lavoro è distribuita tra applicazioni, documenti e persone. Le procedure formalizzate possono lasciare fuori eccezioni, prassi e criteri che i dipendenti applicano sulla base dell’esperienza.

Per un agente AI, questa conoscenza determina la possibilità di agire in modo coerente con il funzionamento dell’azienda. Disporre di un modello capace di interpretare una richiesta non garantisce, da solo, che siano disponibili tutte le informazioni necessarie a eseguirla correttamente.

L’approccio della società punta quindi a rendere esplicite e governabili le informazioni sui processi: regole, vincoli, passaggi operativi e condizioni che richiedono l’intervento di una persona. La governance riguarda anche la possibilità di ricostruire le azioni e le decisioni, verificare ciò che è avvenuto e stabilire quanta autonomia affidare agli agenti.

È un tema che Marchetti collega al passaggio dalla sperimentazione alla produzione. I dubbi sulla sicurezza e sul controllo possono lasciare le iniziative AI ferme ai progetti pilota; l’orchestrazione viene proposta come lo strumento per inserirle in un sistema di esecuzione e supervisione aziendale.

UiPath Maestro coordina anche gli agenti di altri fornitori

L’orchestrazione descritta da Marchetti viene svolta da UiPath Maestro, che di fattocoordina le attività necessarie a completare un processo aziendale: stabilisce quando deve intervenire un robot software, quando affidare un compito a un agente AI e quando richiedere l’approvazione di una persona. Collega questi passaggi anche quando coinvolgono applicazioni di fornitori diversi e reparti differenti dell’azienda.
“Noi non orchestriamo solo agenti di UiPath”, sottolinea il manager. Il processo può comprendere robot RPA, agenti costruiti con la tecnologia della società e componenti di terze parti, insieme ai passaggi affidati alle persone.

L’apertura riguarda anche la scelta dei modelli linguistici. Marchetti richiama la possibilità di utilizzare servizi già sottoscritti dal cliente, inserendoli nel lavoro coordinato dalla piattaforma. L’obiettivo dichiarato è consentire alle aziende di valorizzare le tecnologie di cui dispongono all’interno di un processo comune.

Il posizionamento porta UiPath a confrontarsi con categorie di operatori diverse: concorrenti storici dell’automazione, piattaforme di business process management e fornitori di strumenti per orchestrare agenti. La società rivendica come elemento distintivo l’unione tra capacità di esecuzione, coordinamento e controllo.

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Le soluzioni per l’area finance rendono concreta la proposta

La gestione delle fatture, degli acquisti e della contabilità fornitori è uno degli ambiti nei quali UiPath sta sviluppando soluzioni dedicate. Sono attività comuni ad aziende di settori diversi, spesso ancora affidate a fogli di calcolo e verifiche manuali. L’automazione può intervenire, per esempio, per estrarre i dati dai documenti e confrontare fatture, ordini e registrazioni di magazzino, lasciando alle persone la valutazione delle incongruenze.

Marchetti spiega che queste soluzioni nascono anche dalla collaborazione con clienti pilota: il lavoro svolto su esigenze concrete diventa una base da utilizzare in altre aziende con necessità simili. L’offerta si sviluppa così lungo due direzioni: applicazioni dedicate a singoli settori e strumenti per attività, come quelle amministrative, presenti in imprese di ogni mercato.

UiPath: in Italia servizi finanziari e spazio per la pubblica amministrazione

Banche e assicurazioni rappresentano il nucleo storico dell’attività italiana e restano settori di riferimento. La gestione documentale e le procedure di conoscenza del cliente hanno offerto fin dall’inizio un terreno di applicazione per l’automazione.

Il perimetro descritto da Marchetti comprende oggi anche energia, utility, telecomunicazioni, automotive, manifattura, retail e fashion. La clientela include grandi organizzazioni e medie imprese, nelle quali esistono margini di intervento sui processi amministrativi e operativi.

Nel confronto con altri mercati europei, il manager osserva una sostanziale omogeneità nell’adozione dell’AI agentica, con un segnale positivo per l’Italia: “Vediamo una maggiore propensione, ad esempio anche in ambito bancario, a iniziare a utilizzare soluzioni AI e cloud”. Il riferimento è alla sua esperienza rispetto ad altri Paesi del Sud Europa, dove riscontra atteggiamenti più conservativi nei settori regolamentati.

Per UiPath Italia, Marchetti indica una crescita a due cifre e una struttura di circa quindici persone. Il presidio comprende competenze commerciali e tecniche: “Abbiamo anche ruoli tecnici, sia di prevendita che di postvendita, di supporto al cliente in Italia, quindi madrelingua”.

Il canale unisce grandi integratori e specialisti dell’automazione

La presenza diretta si affianca a un modello di mercato nel quale i partner contribuiscono alla realizzazione e al supporto dei progetti. UiPath segue alcuni dei principali clienti direttamente, mentre gli integratori operano anche attraverso rapporti già attivi nella gestione delle applicazioni aziendali.

“È un mix di global system integrator e partner magari di più piccole dimensioni o più localizzati”, spiega Marchetti. Accanto alle alleanze globali con realtà come Deloitte e Accenture, trovano spazio società specializzate nell’automazione e nell’AI. 

La conoscenza dei processi del cliente diventa rilevante quando il progetto deve collegare sistemi differenti, individuare le eccezioni e definire i punti di controllo umano. È su questo lavoro che si incontrano la piattaforma e il contributo degli integratori.

Tra gli ambiti nei quali Marchetti vede spazio per un ulteriore investimento c’è il settore pubblico, già affrontato dall’azienda e indicato come una direttrice di sviluppo. “Vediamo un’enorme possibilità di ottimizzazione di processi”, afferma. Banche e assicurazioni rimangono dunque al centro del presidio commerciale, mentre la pubblica amministrazione rappresenta un’area nella quale estendere l’applicazione dell’automazione.

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UiPath, dall’AI del singolo ai processi aziendali: la strategia passa dall’orchestrazione ultima modifica: 2026-10-23T12:57:06+02:00 da Miti Della Mura

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