Nuovo appuntamento con la rubrica ISVoice, che intende dare voce e conoscere le vere storie degli ISV, abbiamo parlato dei temi chiave della digitalizzazione della filiera del fashion retail con Vanessa Manzione, COO di Atelier, sviluppatore italiano attivo da trent’anni nello sviluppo dell’omonima piattaforma, che vanta ormai un portfolio di circa 1700 clienti tra brand e marketplace nel settore fashion & luxury. La testimonianza di Atelier rappresenta la fotografia ideale di chi ha visto, sin dagli albori, tutte le fasi della digitalizzazione di questa affascinante industria.
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L’industria del fashion & luxury, spesso facendo di necessità virtù ancor prima della pandemia Covid-19, è stata finora tra le più intraprendenti dal punto di vista della trasformazione digitale. Il lavoro da fare sulle supply chain è ancora molto, ma l’esigenza di avere una visione unificata dei processi di gestione e vendita si è resa in primo luogo necessaria per via dell’omnicanalità della brand experience.

I brand e i marketplace attivi in ambito fashion hanno l’esigenza pratica di dover gestire con soluzione di continuità un’ampia serie di situazioni, che corrispondono ad una serie di canali in front-end, sia online che negli store tradizionali, a loro volta sempre più chiamati ad un profondo ripensamento nella relazione con il cliente, assumendo la forma del centro servizi, prima ancora che del punto vendita. Tale complessità va inoltre gestita in maniera coerente nel back-end, per poter avere la completa visibilità lungo l’intera supply chain: dalle forniture, agli ordini, alla produzione, con tutti i passaggi logistici necessari.

Per arrivare a concludere con successo un’esperienza di vendita, l’industria fashion necessita di un ecosistema funzionale molto complesso ed articolato, che soltanto una piattaforma digitale può rendere davvero end-to-end nell’integrazione dei processi che vedono coinvolte tutte le linee di business dell’azienda. In questo contesto, una soluzione IT inefficiente comporterebbe una carenza organizzativa capace di riflettersi in termini negativi anche nell’esperienza d’acquisto del cliente.

(FLT) – Qual è, oggi, la principale esigenza dei brand attivi nel fashion retail?

(VM) – Gestire l’omnicanalità, considerando realmente tutti gli aspetti che comporta, che vanno dall’e-commerce alla gestione di negozi fisici collocati in tutto il mondo. Le esigenze sono davvero molte e soprattutto vanno gestire in maniera coerente, con una visibilità in tempo reale su tutti gli aspetti che entrano in gioco. La digitalizzazione di questa filiera diventa in buona sostanza un passo obbligato per qualsiasi fashion brand intenda posizionarsi a livello internazionale.

(FLT) – Quali sono gli aspetti principali da tenere in considerazione?

(VM) – Si va dalla gestione delle vendite con tutte le attività di cassa e di contabilità, alla logistica, al marketing, agli ordini, al catalogo prodotti. Giusto per citarne alcune. Inoltre, soltanto per quanto riguarda l’e-commerce, dobbiamo considerare che oltre ai canali dei brand negli ultimi anni si sono diffusi in maniera significativa i marketplace B2C, che hanno a loro volta introdotto una serie di esigenze specifiche, date soprattutto dal fatto di dover attingere dai cataloghi di molti brand.

(FLT) – Atelier quale risposta offre ai fashion retailer?

(VM) – Il fatto di essere presenti da moltissimi anni in questo mercato, così di nicchia, per quanto caratterizzato da numeriche importanti, ci ha consentito di conoscere nel dettaglio tutte le dinamiche che caratterizzano questo mercato, nella sua evoluzione nel tempo. Per questo motivo Atelier è una piattaforma modulare, la cui offerta consiste nel garantire ad ogni cliente ciò di cui effettivamente necessita. Di base offriamo un ERP, a cui possono essere aggiunti moltissimi moduli funzionali, come il CRM, in grado di profilare il cliente, la Business Intelligence, per analizzare i dati relativi a qualsiasi processo. Abbiamo inoltre moduli per la contabilità, la gestione del catalogo e tutto quello che può soddisfare le decine di funzioni che si profilano per i brand e i marketplace. Per questo motivo realizziamo anche i siti internet, gli e-commerce e le piattaforme per i marketplace stessi. Front-end e back-end devono lavorare insieme. La piattaforma Atelier consente di integrare funzionalmente i vari moduli e farli dialogare tra loro, in modo da garantire il totale controllo delle operazioni.

(FLT) – Nel caso dell’industria fashion, ed in generale per qualsiasi azienda di prodotto, la trasformazione digitale coincide in primis con la digitalizzazione del prodotto. Il catalogo fisico diventa un catalogo digitale, formato da asset 2D / 3D che andrebbero sfruttati per tutte le operazioni.

(VM) – I brand devono al tempo stesso garantire l’interoperabilità dei loro dati, per essere presi in considerazione dai marketplace. Dobbiamo quindi predisporre dei cataloghi che sappiano dialogare con le tecnologie più diffuse, in modo da esportare le informazioni in modo diretto verso altre piattaforme. Senza un catalogo digitale opportunamente strutturato, le aziende sarebbero di fatto precluse da questa opportunità.

(FLT) – Atelier, in un contesto relativamente giovane come il digitale, vanta un’esperienza di lunghissimo corso. Ad un certo punto, è comparso il cloud. Come ha cambiato lo sviluppo delle applicazioni dell’industria fashion? Era davvero necessario? A che punto è la sua effettiva diffusione?

(VM) – Il cloud è ormai pressoché irrinunciabile quando si tratta di dover centralizzare determinate funzioni e renderle accessibili e operabili in tutti i contesti. Un brand che intende adottare per davvero una strategia omnichannel non può oggi prescindere dal cloud. Deve assicurare una continuità online to offline lungo l’intero customer journey. Pensare di farlo esclusivamente con soluzioni in locale non sarebbe oggi realistico. Dove sono presenti soluzioni on-premise è necessario fare delle valutazioni per capire cosa e quando migrare, avvalendosi se possibile di una consulenza esperta. Anche dal punto di vista tecnologico, il cloud consente di innovare molti aspetti grazie alle nuove funzionalità dell’Intelligenza Artificiale per l’analisi dei dati, giusto per citare un esempio. Il futuro del fashion, per quanto riguarda il mercato software, è senza dubbio in cloud, e credo che la stessa valutazione si possa ormai fare per tutti gli ambiti di business.

(FLT) – In quali termini potremmo definire la maturità aziendale nei confronti del cloud dell’industria fashion?

(VM) – Per quanto riguarda l’online, il percorso è stato abbastanza naturale, mentre per il fisico il fatto che esistessero già dei sistemi di gestione on-premise, che di per sé funzionano tuttora bene per il tipo di esigenza che ha il singolo negozio, ha costituito uno scenario meno incoraggiante per la diffusione del cloud. Ma è soltanto questione di tempo. Anche il retailer più tradizionale inizia a rendersi conto che non c’è davvero paragone, in termini di comodità ed efficienza, tra la gestione di un’infrastruttura IT on-premise e quanto oggi possibile grazie al cloud. Oltre a tutti i vantaggi generici, si eliminano del tutto i tempi morti, non bisogna preoccuparsi di aggiornare nulla, si hanno i dati sempre disponibili anche se non si è fisicamente presenti in negozio. Viviamo comunque una fase di transizione, la cui durata potrebbe non essere breve, in cui l’ISV deve garantire un approccio ibrido, capace di spingere verso l’innovazione del cloud, garantendo la continuità dei sistemi on-premise. I due mondi devono dialogare tra loro.

(FLT) – Quando si tratta di implementare una piattaforma in grado di svolgere numerose funzioni, un punto critico è solitamente costituito dalla necessità di personalizzare gli strumenti in funzione delle esigenze di business di ciascun cliente. Come si pone Atelier di fronte a questa richiesta di mercato?

(VM) – Il punto di forza di Atelier è nella sua elevata standardizzazione, che deriva dalla progressiva ottimizzazione delle feature, sulla base dei feedback che puntualmente riceviamo dai clienti. Potrebbe apparire paradossale, ma la standardizzazione è il risultato di una continua attività di personalizzazione delle funzioni, i cui vantaggi vengono resi disponibili a tutti, non in termini esclusivi a ciascun cliente. Ciò coincide con la filosofia di Atelier: soddisfare tutte le esigenze di un fashion retailer, sfruttando proprio la conoscenza che deriva dal seguire da tanti anni moltissime realtà. Più riusciamo a rendere standard la piattaforma, più riusciamo ad avvicinarci a questo risultato.

(FLT) – Quali tecnologie utilizzate per sviluppare la piattaforma Atelier?

(VM) – Atelier è una soluzione software interamente proprietaria, che si appoggia a Microsoft Azure per tutta la parte di infrastruttura. Il settore tecnico ha ritenuto fosse la soluzione ideale in fatto di performance, dopo aver valutato ogni aspetto, tra cui l’elevato livello di disponibilità da garantire ai nostri clienti ormai in tutto il mondo. Il fatto che Microsoft sia presente ovunque con i propri data center rappresenta per noi una garanzia fondamentale, sotto tutti i punti di vista. La scelta è stata inoltre orientata, almeno inizialmente, dal fatto che Atelier è sempre stato sviluppato in ambiente Windows, sulla base di tecnologie ora pienamente supportate dall’ecosistema di Azure.

(FLT) – Qual è la missione fondamentale di un ISV che opera nell’ambito delle soluzioni per il fashion retail?

(VM) – La risposta più naturale è probabilmente anche la più generica: rendere più efficienti i processi delle aziende, ma soprattutto aiutarle nell’internazionalizzazione del loro business, che costituisce un punto ormai fondamentale per questo settore, considerato il potenziale di mercato e la capacità di raggiungere ormai chiunque grazie ai canali online. In questo frangente è essenziale avere un approccio ibrido, molto flessibile nel rendere funzionali tutte le casistiche che possono presentarsi sul mercato. L’ISV deve ascoltare il cliente, intercettare i possibili trend a livello generale e garantire gli strumenti più adeguati per gestire tutte le situazioni di cambiamento.

ISV – ATELIER

Via Pompeiana 346, FERMO (FM)

info@atelier.cloud

Atelier sviluppa l’omonima soluzione software e hardware per il fashion, integrata e omnichannel, per gestire l’intero flusso del fashion retail, dal data entry mediante app mobile e gestione PIM, ai flussi verso illimitati canali di vendita online e offline, passando per processi logistici avanzati. In circa 30 anni di esperienza nel settore fashion and luxury, Atelier ha totalizzato circa 12mila installazioni, 1700 clienti, 200 siti e-commerce e 100 integrazioni marketplace. 

Nota – Le immagini contenute nel presente articolo sono di proprietà di Atelier.

Atelier: la gestione end-to-end del fashion retail ultima modifica: 2022-03-31T09:29:05+02:00 da Francesco La Trofa

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