i-Vertix ha scelto Claudio Panerai come nuovo Global Sales Director. Questa la notizia, in purezza. Una nomina dietro alla quale come sempre ci sono mille sfumature e analisi che, alla fine, diventano il tutto di un puzzle di grande importanza per l’intero mercato ICT.
Intanto il cuore del tutto: i-Vertix, come detto, accelera sul mercato internazionale e affida a Claudio Panerai il ruolo di Global Sales Director.

Al centro della nuova fase ci sono EMEA, sviluppo dell’ecosistema dei partner e una sfida tecnologica sempre più strategica: trasformare IT Observability, cybersecurity e intelligenza artificiale in strumenti capaci di restituire alle aziende controllo e visibilità su infrastrutture sempre più complesse. Una necessità che i numeri del mercato rendono evidente.
Il vendor italiano specializzato in IT Monitoring, Log Management e IT Observability apre infatti una nuova fase del proprio percorso di crescita, con l’obiettivo di consolidare ulteriormente la presenza in Italia e accelerare l’espansione internazionale, partendo dai mercati EMEA.
A Panerai spetterà però un compito che va oltre lo sviluppo commerciale in senso tradizionale. Uno degli elementi centrali del nuovo incarico sarà infatti la costruzione e l’ampliamento di un ecosistema internazionale di partner, insieme alla capacità di portare sul mercato una proposta che incrocia alcuni dei temi più caldi dell’IT contemporaneo: Observability, sicurezza, gestione degli ambienti IT e OT e, inevitabilmente, intelligenza artificiale.
Ed è proprio qui che la nomina diventa interessante, come anticipato, anche oltre il perimetro di i-Vertix.
Claudio Panerai i-Vertix: il canale al centro della crescita EMEA
Per chi segue da tempo il mercato ICT italiano, quello di Claudio Panerai è un nome conosciuto oltre che una voce e un volto “familiari”, riconoscibilissimi proprio per la lunga esperienza anche di “front man” di alcuni degli eventi più importanti dell’intero mondo ICT di casa nostra.
Laureato in Scienze dell’Informazione e con oltre vent’anni di esperienza nel settore, Panerai ha costruito un percorso professionale nel quale competenze tecnologiche, cybersecurity e sviluppo del business si sono spesso intrecciati.
Nel corso della sua carriera ha ricoperto ruoli tecnici e strategici, compreso quello di CTO, lavorando sulla progettazione e gestione di infrastrutture IT complesse e sull’introduzione sul mercato di nuove tecnologie per la gestione dell’IT e la sicurezza informatica.
C’è però un elemento particolarmente significativo rispetto al nuovo incarico: la conoscenza del canale IT.
Le esperienze maturate in realtà come Achab e ReeVo hanno infatti portato Panerai a lavorare direttamente sulla costruzione di strategie commerciali basate su partner, vendor e operatori dell’ecosistema ICT.
Un patrimonio che i-Vertix vuole ora utilizzare su una scala più ampia.
«L’Italia rappresenta per i-Vertix un mercato strategico e il punto di partenza per un percorso di progressiva espansione internazionale. Allo stesso tempo, l’area EMEA offre opportunità significative grazie alla continua esigenza delle aziende di ottenere maggiore visibilità sulle proprie infrastrutture, rafforzare la sicurezza e garantire la continuità operativa», spiega Panerai.
Parole che fotografano bene anche la trasformazione in corso nel mercato.
Perché l’IT Observability sta diventando strategica
Per capire il significato della nuova fase di i-Vertix bisogna infatti partire da una parola diventata sempre più centrale nelle strategie IT: Observability.
Cloud, applicazioni SaaS, infrastrutture ibride, reti, endpoint, ambienti OT e servizi distribuiti hanno moltiplicato negli ultimi anni il numero di componenti che un’organizzazione deve controllare.
Il problema non è più soltanto sapere se un server funziona o se un’applicazione è disponibile.
La vera sfida è riuscire a comprendere cosa sta accadendo all’interno dell’intero ecosistema tecnologico, correlando segnali provenienti da ambienti differenti e trasformando enormi quantità di informazioni in indicazioni utilizzabili.
È qui che il concetto tradizionale di monitoring evolve verso quello di Observability.
La piattaforma i-Vertix nasce proprio con l’obiettivo di centralizzare dati operativi e informazioni strategiche, integrando IT Monitoring, Log Management, IT Asset Management e funzionalità di analisi e sicurezza per restituire una visione più completa delle infrastrutture.
Una visibilità che non riguarda soltanto l’efficienza dell’IT.
Sta diventando una componente fondamentale anche della cybersecurity e della resilienza operativa.
Cybersecurity e Observability: per proteggere bisogna prima vedere
Il principio è semplice: è molto difficile proteggere ciò che non si riesce a vedere.
La crescita della superficie digitale delle imprese ha reso questo concetto ancora più evidente. Infrastrutture on-premise, servizi cloud, applicazioni, reti e sistemi OT non possono più essere osservati come mondi separati.
Devono essere letti come componenti dello stesso ecosistema.
Ed è proprio il quadro delle minacce a spiegare perché questa capacità di osservazione stia diventando così importante.
Secondo il Rapporto Clusit 2026, nel 2025 gli incidenti cyber censiti a livello mondiale sono cresciuti del 49% rispetto al 2024. Ma c’è un numero ancora più significativo per il nostro mercato: il 9,6% degli incidenti rilevati a livello globale ha riguardato l’Italia.
Un peso particolarmente rilevante per un Paese che rappresenta una quota decisamente inferiore dell’economia e della popolazione mondiale e che conferma quanto la pressione cyber sulle organizzazioni italiane sia ormai un tema strutturale.
La conseguenza è che la sicurezza non può più essere interpretata esclusivamente come capacità di bloccare un attacco. Diventa altrettanto importante riuscire a individuare rapidamente anomalie, comprenderne l’origine, correlare ciò che accade nei diversi livelli dell’infrastruttura e reagire prima che un problema tecnico o un evento cyber produca conseguenze sul business.
È una trasformazione che avvicina sempre di più Observability, IT Operations, cybersecurity e cyber resilience.
«In un ambiente digitale sempre più complesso, infrastrutture, cloud, applicazioni, reti e servizi devono essere considerati come parti di un unico ecosistema. Solo attraverso una visione completa è possibile proteggere ciò che conta davvero e garantire continuità al business», osserva Panerai.
La visibilità diventa quindi il primo livello di una strategia più ampia di sicurezza e resilienza.
La cybersecurity italiana vale 2,78 miliardi di euro
A raccontare la portata di questa trasformazione sono anche gli investimenti delle imprese.
Secondo l’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection della School of Management del Politecnico di Milano, il mercato italiano della cybersecurity ha raggiunto nel 2025 un valore di 2,78 miliardi di euro, registrando una crescita del 12% rispetto all’anno precedente.
E la corsa non sembra destinata a fermarsi: sette grandi aziende italiane su dieci prevedono di aumentare ulteriormente il budget dedicato alla cybersecurity nel 2026.
Dietro agli investimenti c’è però anche l’impatto concreto degli attacchi. Nel 2025 il 34% delle grandi imprese italianeha subito incidenti cyber che hanno comportato costi significativi di ripristino, mentre il 57% ha avviato una revisione strutturale dei propri piani di incident response.
Un passaggio particolarmente importante.
Significa che il mercato sta progressivamente spostando l’attenzione dalla sola prevenzione alla capacità di rilevare, comprendere, contenere e superare un incidente.
Ed è esattamente in questo spazio che Observability e cybersecurity iniziano a sovrapporsi.
Avere più dati non significa necessariamente avere più controllo. Il vero valore nasce dalla capacità di correlare quei dati e trasformarli rapidamente in informazioni sulle quali prendere decisioni.
AI e Observability: meno rumore, più informazioni utili
È qui che entra in gioco l’intelligenza artificiale.
L’AI sta infatti entrando rapidamente anche nella gestione delle infrastrutture IT, ma la questione interessante non è semplicemente aggiungere nuove funzioni AI alle piattaforme tecnologiche.
È capire quale problema possano realmente risolvere.
Nel mondo dell’Observability uno dei problemi principali è rappresentato dal rumore: eventi, log, alert e segnali prodotti continuamente da sistemi differenti rischiano di generare una quantità di informazioni difficile da interpretare per i team IT.
L’intelligenza artificiale può cambiare questo scenario se utilizzata per correlare gli eventi, individuare anomalie e soprattutto aiutare le persone a capire quali segnali meritano realmente attenzione.
È questa anche la visione indicata da Panerai per l’evoluzione di i-Vertix.
«L’AI deve aiutare le aziende a ridurre il rumore informativo, identificare rapidamente ciò che è realmente importante e supportare decisioni più efficaci. La tecnologia deve diventare più comprensibile, governabile e utile».
Una lettura particolarmente interessante perché sposta il dibattito dall’AI come semplice funzione aggiuntiva all’AI come strumento di semplificazione della complessità IT.
Ma c’è anche l’altra faccia della medaglia.
Secondo l’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection del Politecnico di Milano, il 71% dei CISO italiani ritiene che l’intelligenza artificiale aumenti il rischio cyber. L’AI sta infatti abbassando la barriera tecnologica per gli attaccanti e rendendo possibili campagne più automatizzate, veloci e sofisticate.
L’intelligenza artificiale diventa così contemporaneamente parte del problema e parte della risposta.
E proprio per questo la capacità di osservare e comprendere in tempo reale ciò che accade all’interno delle infrastrutture acquista ancora più valore.
L’Observability enterprise si apre anche alle aziende più agili
C’è poi un’altra partita sulla quale i-Vertix intende costruire la propria crescita.
Storicamente molte piattaforme avanzate di monitoring, analytics e Observability sono nate per grandi ambienti enterprise, con livelli di complessità, competenze e investimenti non sempre compatibili con organizzazioni di dimensioni differenti.
Il mercato sta però cambiando.
Anche aziende più agili operano ormai attraverso infrastrutture ibride, applicazioni cloud, reti distribuite e ambienti tecnologici complessi. Hanno quindi esigenze di visibilità sempre più simili a quelle delle grandi imprese, senza necessariamente disporre delle stesse risorse.
La sfida diventa allora democratizzare l’Observability, portando capacità tipicamente enterprise all’interno di una piattaforma flessibile e scalabile.
«Molte imprese hanno bisogno di comprendere in profondità cosa accade all’interno delle proprie infrastrutture tecnologiche, ma spesso non dispongono delle risorse, delle competenze specialistiche o dei budget adeguati per adottare soluzioni nate per il mondo enterprise», sottolinea Panerai.
È uno spazio di mercato particolarmente interessante anche per partner, system integrator e service provider, che possono trasformare strumenti di monitoraggio e visibilità in servizi a valore per i propri clienti.
Partner e distributori, la leva per portare i-Vertix fuori dall’Italia
Ed è probabilmente proprio il canale uno degli aspetti più importanti della nuova strategia.
L’espansione internazionale di un vendor tecnologico non passa soltanto dalla disponibilità di un prodotto competitivo. Richiede presenza sul territorio, competenze, capacità progettuale e soprattutto relazioni con clienti e mercati differenti.
Partner e distributori diventano quindi moltiplicatori della capacità di raggiungere il mercato.
Nel nuovo incarico Panerai unirà per questo sviluppo commerciale ed evangelizzazione tecnica, con l’obiettivo di trasformare l’innovazione tecnologica di i-Vertix in opportunità concrete per clienti, partner e distributori.
Un modello che parte dall’Italia ma guarda apertamente all’EMEA.
«Con l’ingresso di Claudio Panerai, i-Vertix rafforza il proprio percorso di crescita internazionale. Claudio porta con sé una lunga esperienza nel settore IT, maturata collaborando con aziende tecnologiche, vendor e partner di canale. La sua conoscenza del mercato e la capacità di sviluppare relazioni solide con clienti e partner rappresentano un elemento importante per sostenere l’espansione di i-Vertix nei mercati EMEA», commenta Jochen Platzgummer, Founder & CEO di i-Vertix.
i-Vertix, dall’Italia una sfida internazionale sull’Observability
La nomina di Claudio Panerai racconta quindi qualcosa di più di un nuovo ingresso manageriale.
Racconta l’ambizione di una realtà italiana di giocare una partita internazionale in un mercato che sta diventando centrale nella trasformazione delle infrastrutture digitali.
I numeri aiutano a comprenderne il contesto: gli incidenti cyber globali crescono del 49%, l’Italia concentra il 9,6% degli incidenti mondiali, il mercato nazionale della cybersecurity ha raggiunto 2,78 miliardi di euro e sette grandi aziende su dieci prevedono di aumentare ancora gli investimenti.
Ma soprattutto cambia la natura stessa del problema.
Più l’IT diventa distribuito, ibrido e intelligente, più cresce paradossalmente il bisogno di renderlo visibile, comprensibile e governabile.
Observability, AI, cybersecurity e resilienza stanno così iniziando a convergere.
La sfida per i-Vertix sarà trasformare questa convergenza tecnologica in crescita, costruendo intorno alla piattaforma un ecosistema internazionale di partner capace di portarla sul mercato.
Ed è proprio da qui che comincia il nuovo lavoro di Claudio Panerai.








