Crisi delle memorie 2026, Dell risponde ad HPE: la battaglia sulla prevedibilità dei prezzi è cominciata
Dopo HPE, Dell Technologies estende da 14 a 30 giorni la validità delle quotazioni presentate ai propri clienti. La maggiore visibilità sui costi dei componenti consente ai vendor di restituire spazio alle trattative, ma le due politiche restano differenti: HPE protegge anche il prezzo dopo l’accettazione per molte operazioni, Dell interviene per ora sulla durata del preventivo. Il RAMageddon comincia così a ridisegnare anche la competizione commerciale tra i grandi produttori
Pochi giorni fa ci chiedevamo se la decisione di HPE di proteggere i prezzi di server, storage e GreenLake Flex avrebbe spinto altri grandi produttori a intervenire sulle proprie condizioni commerciali.
La prima risposta è arrivata.
Secondo quanto riportato in queste ore da CRN, Dell Technologies avrebbe esteso da 14 a 30 giorni la validità delle proprie quotazioni, riportando quindi clienti e partner verso tempi più compatibili con i normali processi di acquisto aziendali.
Un cambiamento significativo che, a nostro avviso, altro non è se non un altro effetto diretto della crisi delle memorie che stiamo raccontando come RAMageddon. Nei mesi di maggiore volatilità, l’aumento rapido dei costi dei componenti aveva infatti portato alcuni vendor a ridurre la validità dei preventivi fino a 14 giorni. Un intervallo particolarmente difficile da gestire per acquisti infrastrutturali che richiedono verifiche tecniche, approvazioni interne, budget e procedure amministrative.
Ora qualcosa sta cambiando.
Non perché il problema delle memorie sia scomparso, ma perché la dinamica dei costi sembra essere diventata almeno un po’ più leggibile.
Crisi delle memorie 2026, HPE congela i prezzi: il RAMageddon entra nei contratti
Crisi delle memorie 2026, Dell torna ai 30 giorni grazie a una maggiore visibilità sui componenti
Dell non ha commentato ufficialmente la decisione con CRN. Una fonte vicina all’azienda, riferisce però la testata statunitense, attribuisce l’estensione dei preventivi alla maggiore visibilità acquisita sull’andamento dei costi dei componenti, sufficiente per assumersi un impegno commerciale di più ampio respiro.
È un passaggio importante nel cuore di questa lunga crisi delle memorie 2026 .
Durante la fase più acuta del RAMageddon il problema non era rappresentato soltanto dal livello dei prezzi, ma dalla loro velocità di variazione. Con un effetto a cascata evidente. Se un produttore non riesce a prevedere quanto pagherà memoria e altri componenti nelle settimane successive, diventa per lui molto difficile “cristallizzare” una quotazione presentata al proprio cliente.
L’allungamento della validità suggerisce quindi che Dell ritenga oggi possibile guardare un po’ più avanti nella propria supply chain.
Anche alcuni operatori della distribuzione sentiti da CRN segnalano che gli aumenti delle memorie risultano meno erratici rispetto a tre-sei mesi fa. Una maggiore regolarità delle variazioni, consente ai produttori di assumersi nuovamente impegni commerciali più lunghi.
Stabilità, però, non significa necessariamente discesa dei prezzi.
Come abbiamo visto analizzando la crisi delle memorie, DRAM, NAND ed enterprise SSD continuano a risentire della pressione esercitata dalla domanda AI e dello spostamento degli investimenti produttivi verso HBM e componenti a maggiore redditività. Il mercato può quindi rimanere caro e teso anche mentre diminuisce la violenza delle oscillazioni.

Perché 14 giorni erano diventati un problema per clienti e partner
La durata del preventivo potrebbe sembrare un elemento amministrativo. In realtà, nella vendita di infrastrutture enterprise incide direttamente sulla possibilità di concludere un ordine.
CRN riferisce che la riduzione a 14 giorni aveva costretto partner e distributori a continui processi di riquotazione. Se il cliente non riusciva a completare le approvazioni interne entro la scadenza, l’offerta doveva essere aggiornata e il nuovo prezzo poteva richiedere un ulteriore passaggio autorizzativo.
I partner sentiti dalla testata descrivono il ritorno ai 30 giorni come un recupero di prevedibilità soprattutto per i grandi clienti, dove la trasformazione di una proposta tecnica in un ordine di acquisto può richiedere diverse settimane.
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Crisi delle memorie 2026, Dell segue HPE, ma le due garanzie sono diverse
Il confronto con HPE richiede però una distinzione importante.
Dell ha esteso la validità del preventivo da 14 a 30 giorni.
HPE era già intervenuta sullo stesso punto a giugno, ma il 4 agosto ha compiuto un passo ulteriore: per le operazioni compute, storage e GreenLake Flex inferiori a un milione di dollari netti, ha modificato i termini contrattuali in modo da proteggere il prezzo accettato dal cliente anche da successivi rincari intervenuti prima della consegna. CRN ricorda inoltre che HPE ha abbassato da un milione a 500.000 dollari la soglia per l’escalation pricing sulle operazioni compute e modificato alcuni incentivi destinati al canale.
Sono quindi due livelli differenti di protezione.
Con Dell il cliente dispone di 30 giorni per accettare una determinata quotazione.
Con la nuova policy HPE, per le operazioni comprese nel perimetro previsto, una volta che il prezzo è stato accettato entro il periodo stabilito il vendor si assume anche il rischio che i costi dei componenti aumentino successivamente, durante l’attesa della consegna.
Nondimeno, la mossa di Dell rimane comunque significativo perché mostra che la durata delle quotazioni sta diventando terreno di confronto tra i grandi produttori.








