Riordinare le idee e comprendere cosa fa uno sviluppatore software oggi ma, soprattutto, capire cosa dovrebbe fare non è solo consigliabile, è fondamentale. Se sei un ISV ma non hai un volume d’affari pari a quello dei più grandi (Microsoft, Oracle, Salesforce, nomi così) dovresti prenderti due minuti, guardarti allo specchio e chiederti dove vuoi andare.

Queste riflessioni su cosa fa uno sviluppatore software nel 2020 non sono frutto di folgorazioni mistiche, ma si possono evincere dai principali trend del mercato della tecnologia. Se oggi non si sente parlare altro che di Cloud, Intelligenza Artificiale, IoT è facile che la sopravvivenza degli ISV e degli sviluppatori freelance dipenda da quanto siano capaci di cavalcarli questi trend.

Li analizzeremo uno per uno, stilando una lista di 5 tendenze imprescindibili sperando che vengano recepite velocemente, in caso contrario il business di ISV e piccole e medie Software House ne risentirebbe pesantemente.

Cosa fa uno sviluppatore software oggi? Non certo codice proprietario

Mettiamo subito le cose in chiaro: sviluppare prodotti software proprietari oggi non è consigliabile. Finito da anni il tempo del [nome prodotto] unico e irripetibile che risolve un qualche mal di testa aziendale, oggi, forse, ciò che si salva è il comparto delle app mobile. Ma non tutte.

Basta anche con il vecchio modello di licensing, che tanto ha contribuito a far fiorire il parco di auto d’epoca del titolare. Oggi il software è un servizio e i balzelli di un tempo, aggiornamenti, assistenza, manutenzione, devono essere totalmente trasparenti all’azienda cliente.

Il vecchio modello di licensing e i software proprietari non esistono più, ora il business è nello sviluppo su piattaforme standard, nelle API, nei connettori e negli integratori.

Ma non ci sono solo brutte notizie. Quella buona è che, secondo Jay McBain di Forrester, non ci dovremmo stupire se il numero di aziende che sviluppano software raggiungesse il milione entro il 2027. Un incremento notevole visto che il sito ISVWorld ne censisce 175mila nel 2018.

Vuoi altri dati? Secondo Gartner, il mercato SaaS (Software-as-a-Service) potrebbe toccare i 113 miliardi di dollari di valore complessivo entro il 2021. Ancora, una media azienda utilizza dalle 70 alle 124 applicazioni in SaaS.

In Aws, il cloud di Amazon, sono presenti migliaia di applicazioni, Microsoft sostiene che Azure conta 100 milioni di utenti attivi e Salesforce si aspetta di raggiungere presto i mille miliardi di dollari in business generato grazie all’ecosistema dei partner e degli sviluppatori. Infine, nei due mobile marketplace di riferimento (Apple Store, Google Play Store) girano circa 5 milioni di app.

Dati i numeri e servito l’antipasto non ci resta che passare ai 5 trend che definiranno cosa fa uno sviluppatore oggi, quello che ha compreso che si deve cambiare direzione, subito.

5 trend da cavalcare per trasformarsi in un ISV in linea con le esigenze di mercato

1. Cloud
Cosa vuol dire sviluppare per il cloud? Principalmente vuol dire scegliere una o due piattaforme cloud (AWS e Azure per esempio) e specializzarsi nello sviluppo di applicativi da inserire nei due markeplace. Nel contempo, il bravo sviluppatore sa che i clienti avranno bisogno di lui nel momento in cui decidono di trasportare la propria piattaforma applicativa su cloud. Prima cosa, dunque: certificarsi come sviluppatore per il cloud.

2. IoT
Che ne sai di sviluppo per dispositivi e apparati connessi, poco? Dovresti approfondire l’argomento. Oggi le aziende del manifatturiero, e non solo, hanno bisogno di te. Anche qui è spesso un problema di codice di integrazione, di connettori applicativi che permettano alle macchine di dialogare e scambiarsi dati all’interno di una rete aziendale. È l’Industry 4.0 e non si può fare senza il software.

3. Security
La sicurezza è uno dei pillar della Digital Transformation. Senza protezione adeguata e declinata secondo un approccio moderno, un’azienda cliente è finita. Qui, magari, di codice puro ce ne vuole poco, serve soprattutto competenza e alte capacità di engineering per correggere e aggiustare bug, errori e servizi Web.

4. Progressive Web App
Come detto, il mercato delle App mobile è forse anche troppo in salute. Anziché perdere tempo nel realizzare il piccolo tool sperando che scali le classifiche in barba alla affollata concorrenza, può essere più intelligente focalizzarsi sulle PWA. Si tratta di un modello di sviluppo di app mobile che punta sull’unificazione dell’esperienza utente da browser o da app su smartphone. Una PWA non dipende dal device ed è il meglio che possano richiedere le aziende di diversi comparti, il retail è uno di questi.

5. Intelligenza Artificiale
L’AI è ovunque e non si dovrebbe sottovalutare. Sviluppare in questo contesto non significa realizzare miliardi di linee di codice per produrre un software o un servizio di gestione dati che probabilmente qualcuno più grande di noi ha già distribuito. Si tratta, invece, di specializzarsi in tutto ciò che serve per far transitare e matchare i dati da una applicazione all’altra senza chiedere al cliente di buttarle via (integratori e connettori, Api). E si tratta di personalizzare console e interfaccia standard secondo i desiderata e le esigenze delle aziende clienti.

In conclusione, cosa fa uno sviluppatore software oggi? In primo luogo, si rimbocca le maniche, si rimette a studiare e investe in un paio di certificazioni fondamentali. Subito, perché le aziende clienti non aspettano più.

Cosa fa uno sviluppatore software oggi e perché deve aggiornarsi ultima modifica: 2020-11-04T11:00:53+00:00 da Valerio Mariani

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