L’accelerazione degli investimenti in infrastrutture per l’intelligenza artificiale sta iniziando a produrre effetti concreti sull’intera filiera tecnologica globale. Non solo nei data center e nei sistemi dedicati all’addestramento dei modelli, ma anche nel mercato più ampio dell’hardware enterprise e dei dispositivi IT.
Secondo una nuova analisi pubblicata dalla società di market intelligence Context, la crescente domanda di sistemi ad alte prestazioni utilizzati nei workload di AI sta comprimendo la disponibilità di alcuni componenti chiave, con effetti che iniziano a riflettersi su prezzi, disponibilità e dinamiche di acquisto lungo il canale IT.
Il fenomeno, come evidenziato nella nota “AI Infrastructure Boom Begins to Squeeze Hardware Supply and Push Prices Higher”, riguarda in particolare componenti ad alta specializzazione — come le HBM (High Bandwidth Memory) e altre architetture progettate per il calcolo accelerato — la cui capacità produttiva viene sempre più assorbita dai grandi progetti infrastrutturali dedicati all’intelligenza artificiale.
Le HBM sono memorie ad alte prestazioni progettate per fornire larghezze di banda molto elevate tra memoria e processore. Sono utilizzate nei sistemi che devono elaborare enormi quantità di dati in tempi molto brevi, come GPU, acceleratori per l’intelligenza artificiale e supercomputer. La forte crescita della domanda per queste tecnologie è uno dei segnali più evidenti dell’espansione delle infrastrutture AI e della crescente competizione per la capacità produttiva lungo la filiera dei semiconduttori.
Proprio questa dinamica — l’aumento degli investimenti in sistemi dedicati all’intelligenza artificiale — sta iniziando a produrre effetti anche sul mercato hardware più ampio, influenzando disponibilità di componenti, tempi di approvvigionamento e strategie di acquisto lungo l’intera filiera tecnologica.
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Crisi delle memorie. Un 2025 più forte del previsto per la distribuzione IT europea
Nel 2025 il mercato europeo della distribuzione IT ha chiuso con risultati migliori delle attese. Secondo i dati pubblicati da Context, la crescita si è attestata al 5,2%, ben al di sopra del 3,6% previsto all’inizio dell’anno.
Il dato va letto alla luce di due dinamiche convergenti. Da un lato il ciclo di rinnovo dei PC legato alla fine del supporto di Windows 10 ha spinto molte organizzazioni ad anticipare la sostituzione dei dispositivi. Dall’altro, l’espansione degli investimenti infrastrutturali nei data center — in particolare quelli legati ai progetti di intelligenza artificiale — ha sostenuto la domanda di server, storage e componenti ad alte prestazioni.
La spinta è diventata particolarmente evidente nella seconda metà dell’anno. Nel quarto trimestre del 2025 gli ordini hardware hanno registrato un incremento del 6,2% su base annua, il risultato più forte dell’intero anno.
Secondo gli analisti, una parte di questa accelerazione non riflette soltanto la crescita della domanda finale. Vendor e distributori hanno iniziato ad anticipare gli acquisti per assicurarsi la disponibilità di componenti prima che le tensioni sulla supply chain diventassero più evidenti.
Crisi delle memorie. La pressione dell’AI sulla supply chain
Alla base di questa trasformazione c’è l’espansione sempre più rapida del computing dedicato all’intelligenza artificiale.
La costruzione di nuovi cluster AI nei data center hyperscale e nelle infrastrutture enterprise richiede sistemi ad alte prestazioni, acceleratori specializzati e memorie ad altissima banda. Si tratta di componenti complessi e costosi, la cui produzione richiede capacità industriali limitate e fortemente concentrate.
Di conseguenza, una quota crescente della produzione globale viene destinata ai sistemi progettati per l’AI, riducendo la disponibilità per altre categorie hardware.
Come spiega Aaron Smith, senior analyst di Context: “Gli investimenti nell’intelligenza artificiale sono diventati abbastanza grandi da influenzare l’intera catena di approvvigionamento tecnologica. La domanda di componenti specializzati utilizzati nell’infrastruttura AI sta spostando capacità produttiva da altri segmenti del mercato hardware.”
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Crisi delle memorie. PC in crescita nel 2025, ma il 2026 si preannuncia più complesso
Questa dinamica diventa evidente se si osservano alcuni segmenti specifici del mercato hardware, come quello dei personal computer.
Nel 2025 il comparto PC ha registrato performance particolarmente solide. I sistemi desktop, in particolare, hanno visto i ricavi crescere di circa 26–27% su base annua, spinti soprattutto dal ciclo di rinnovo dei dispositivi legato alla fine del supporto di Windows 10, prevista per ottobre 2025.
Molte organizzazioni hanno anticipato la sostituzione delle macchine per evitare problemi di sicurezza e compatibilità, generando una domanda significativa lungo tutta la catena di distribuzione.
Il paradosso è che proprio mentre questo ciclo di rinnovo sostiene il mercato PC, la crescente domanda infrastrutturale legata all’AI inizia a sottrarre capacità produttiva ad altri segmenti hardware.
Secondo le previsioni di Context, questa dinamica potrebbe emergere con maggiore evidenza nel corso del 2026, quando le tensioni sulla supply chain potrebbero rendere più complessa la pianificazione degli acquisti anche nel segmento PC.
I server restano il segmento più dinamico
Se il mercato dei PC mostra segnali di possibile rallentamento, la domanda infrastrutturale continua invece ad accelerare.
Il mercato dei server ha registrato una crescita significativa nel 2025 e le previsioni indicano un ulteriore aumento nel 2026, con ricavi attesi in crescita del 7,7%.
A sostenere questa espansione sono soprattutto due fattori: da un lato la costruzione di infrastrutture dedicate all’addestramento dei modelli di AI, dall’altro la diffusione di ambienti di calcolo progettati per l’inference, cioè l’esecuzione operativa dei modelli nei processi aziendali.
Questo tipo di architetture richiede sistemi ad alta densità computazionale, acceleratori hardware e infrastrutture di memoria avanzate, aumentando la domanda di server specializzati.
Un mercato sempre più diviso tra infrastrutture AI e hardware tradizionale
Per il canale IT, la conseguenza è un mercato sempre più polarizzato.
Da una parte si trovano i segmenti infrastrutturali legati all’intelligenza artificiale — server, storage ad alte prestazioni e sistemi accelerati — che continuano a registrare tassi di crescita sostenuti. Dall’altra, alcune categorie hardware più tradizionali iniziano a risentire della pressione sui componenti e dell’aumento dei costi.
In parallelo cresce il peso del software e dei servizi di sicurezza. Secondo le previsioni di Context, il mercato della cybersecurity dovrebbe registrare nel 2026 una crescita del 7,7%, spinta dalla necessità di proteggere infrastrutture sempre più complesse e dall’emergere di minacce informatiche potenziate dall’uso dell’intelligenza artificiale.
Nel complesso, il quadro che emerge è quello di una trasformazione strutturale del mercato hardware.
Come osserva ancora Smith: “L’intelligenza artificiale non sta solo creando una nuova categoria di infrastruttura. Sta iniziando a influenzare il modo in cui l’intero mercato hardware si comporta: dalla supply chain ai prezzi, fino al modo in cui le organizzazioni definiscono le proprie priorità di investimento IT.”
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