Crisi delle memorie, Everpure: «Ora una nuova fase: l’AI spinge i costi dell’hardware enterprise».

Charles Giancarlo, presidente e CEO di Everpure  interviene con una lettera aperta ai clienti per spiegare come la pressione dell’intelligenza artificiale sulla supply chain globale dei semiconduttori stia facendo salire i costi di DRAM, Flash, CPU e componentistica enterprise. Un segnale che conferma come la crisi delle memorie stia ormai avendo effetti diretti su prezzi, disponibilità e pianificazione infrastrutturale

Da mesi il tema della crisi delle memorie e della pressione esercitata dall’intelligenza artificiale sulla supply chain hardware globale sta progressivamente emergendo come uno dei nodi più delicati dell’intero mercato IT.
Finora, però, gran parte del dibattito si era concentrata soprattutto sui produttori di semiconduttori, sui colli di bottiglia legati alle GPU e sull’esplosione della domanda di HBM (High Bandwidth Memory) e componentistica destinata ai sistemi AI hyperscale.

Ora però arrivano segnali molto più espliciti anche dal mondo infrastrutturale enterprise.

A prendere posizione è stato in questi giorni Charles Giancarlo, storico manager della Silicon Valley, CEO di Everpure, che in una lunga lettera aperta ai clienti dell’azienda ha descritto una situazione definita “eccezionale” per l’intera catena di approvvigionamento tecnologica.

“Per la terza volta in un decennio, il mondo della tecnologia sta affrontando un’interruzione della catena di approvvigionamento definita ‘eccezionale’”, scrive Giancarlo nella lettera.

Ed è interessante notare come il messaggio non riguardi soltanto il mercato AI in senso stretto, ma l’intera economia hardware enterprise.

Crisi delle memorie, non solo GPU

Nella sua lettera, Giancarlo sottolinea come la domanda globale di semiconduttori legata all’intelligenza artificiale abbia ormai superato la capacità produttiva disponibile, provocando una crescita estremamente rapida dei costi di approvvigionamento.

Secondo il manager, “la straordinaria crescita della domanda di semiconduttori per alimentare l’insaziabile appetito dell’AI ha superato di gran lunga la capacità produttiva globale, spingendo i prezzi dei componenti a livelli record”.

Secondo quanto dichiarato, Everpure acquista grandi quantità di CPU, DRAM, chip Flash e altri componenti necessari per costruire sistemi storage destinati a data center enterprise, hyperscaler e ambienti AI.

Ed è proprio qui che emerge uno degli aspetti più interessanti della vicenda.

Negli ultimi mesi il mercato aveva iniziato a percepire la scarsità soprattutto come un problema concentrato sulle GPU di NVIDIA e sulle memorie HBM utilizzate nei sistemi AI avanzati. La fotografia descritta da Giancarlo suggerisce invece che la pressione stia ormai iniziando a propagarsi molto più in profondità nella filiera.

La riallocazione della capacità produttiva verso componenti AI ad alta marginalità starebbe infatti riducendo la disponibilità anche di semiconduttori utilizzati nei sistemi enterprise tradizionali, contribuendo ad aumentare i prezzi lungo tutta la catena infrastrutturale.

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Il passaggio più forte della lettera riguarda probabilmente proprio i numeri.

Secondo Everpure, i costi di approvvigionamento di alcuni componenti semiconduttori sarebbero aumentati tra il 300% e il 900% dalla metà del 2025, con ulteriori accelerazioni tra dicembre e marzo.

Giancarlo scrive che “in media, i nostri prezzi sono aumentati di circa il 70% dall’inizio dell’anno”.
Un dato particolarmente significativo in un settore che per oltre un decennio aveva vissuto una dinamica opposta, caratterizzata da una costante riduzione del costo per terabyte e da una progressiva commoditizzazione dell’hardware storage.

Nella ricostruzione proposta da Giancarlo, la crisi attuale nasce dalla convergenza di più fattori: prima le conseguenze del COVID sulle supply chain globali, poi i dazi commerciali introdotti dagli Stati Uniti nel 2025 e infine l’esplosione della domanda AI.

Ma il punto centrale è un altro: secondo il manager, questa volta il fenomeno rischia di avere una durata molto più lunga rispetto alle crisi precedenti.

Una crisi strutturale

Nella lettera emerge infatti una considerazione che diversi analisti del settore stanno iniziando a condividere: il problema non riguarda soltanto uno squilibrio temporaneo tra domanda e offerta.

Il vero nodo è che la costruzione di nuove fabbriche di semiconduttori richiede anni, investimenti enormi e una filiera industriale estremamente complessa.

Nel frattempo, però, l’AI continua ad assorbire capacità produttiva a una velocità crescente.

Secondo Giancarlo, i produttori di chip starebbero privilegiando sempre più i componenti destinati ai sistemi AI, considerati più profittevoli, comprimendo ulteriormente la disponibilità per gli altri segmenti del mercato.

“A meno che la domanda legata all’AI non diminuisca nel prossimo anno, questi costi elevati potrebbero persistere per molti anni”, osserva il manager.

Ed è qui che la crisi delle memorie smette di essere soltanto un tema tecnico e diventa un tema strategico per l’intero settore IT.

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L’infrastruttura torna al centro del mercato

La lettera di Everpure è interessante anche perché conferma un cambiamento più ampio che sta attraversando il mercato tecnologico.

Temi considerati quasi “invisibili” negli anni della virtualizzazione e del cloud — disponibilità delle memorie, supply chain hardware, accesso ai semiconduttori e capacità manifatturiera — stanno tornando rapidamente centrali.

La crisi attuale mostra infatti quanto l’intera economia digitale dipenda da una filiera produttiva estremamente concentrata, nella quale pochi produttori e poche aree geografiche controllano componenti diventati essenziali per data center, cloud e infrastrutture AI.

È proprio qui che il tema delle memorie si collega ai grandi dossier oggi aperti nel settore tecnologico: sovranità digitale, autonomia industriale, capacità produttiva europea, dipendenza dagli hyperscaler e ridefinizione geopolitica della filiera globale dei semiconduttori.

Crisi delle memorie, Everpure: «Ora una nuova fase: l’AI spinge i costi dell’hardware enterprise» ultima modifica: 2026-05-03T16:41:06+02:00 da Miti Della Mura

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