
Proteggere un ambiente di fabbrica dagli attacchi informatici richiede una conoscenza precisa dei dispositivi collegati alla rete, delle loro comunicazioni e delle vulnerabilità che possono compromettere la produzione. Per aiutare i propri partner a fornire alle imprese questa visibilità più che maio necessaria, Data Cube ha siglato un accordo di distribuzione con MON5, realtà italiana specializzata nella cybersecurity industriale, integrando dunque nel proprio portafoglio di offerta una soluzione per mappare gli apparati, valutarne l’esposizione e monitorare il traffico delle reti OT, e offrendo aiuto e supporto nella formazione tecnica e nelle attività pre-sales.
La partnership appena siglata estende dunque l’offerta del distributore alle Operational Technologies, vale a dire all’insieme delle tecnologie che controllano e supervisionano i processi fisici. Per i partner significa poter affiancare alla protezione dei sistemi informativi un’attività dedicata alle infrastrutture di fabbrica, con una proposta rivolta a PMI manifatturiere, utilities e organizzazioni che gestiscono impianti e servizi critici.
“La sicurezza informatica non può più fermarsi alle infrastrutture IT: oggi è necessario avere visibilità anche su ciò che accade all’interno degli ambienti produttivi”, dichiara Lorenzo Zanotto, CEO di Data Cube. “MON5 ci permette di portare ai nostri partner una tecnologia italiana sviluppata specificamente per il mondo OT, con un approccio che parte dalla conoscenza degli asset e delle vulnerabilità e può evolvere fino al monitoraggio continuo.”
Data Cube e MON5: proteggere la produzione richiede un approccio specifico
Per capire la portata dell’accordo, è fondamentale comprendere il contesto.
Nelle reti industriali convivono controllori programmabili, sistemi di supervisione SCADA, interfacce operatore HMI, sensori e apparati di rete. La loro connessione ai sistemi aziendali consente di scambiare dati e gestire le attività con maggiore visibilità, ma rende necessario conoscere e presidiare anche i collegamenti tra uffici e produzione.
Il problema è che una parte di queste infrastrutture utilizza ancora sistemi datati, protocolli privi di funzionalità di sicurezza native e dispositivi che non possono essere aggiornati liberamente. Un intervento deve tenere conto del funzionamento dell’impianto e della possibilità di interrompere un processo.
È una specificità richiamata anche dalla guida del NIST alla sicurezza OT, che lega la protezione informatica ai requisiti di prestazione, affidabilità e sicurezza fisica dei sistemi. Il perimetro considerato comprende, oltre all’automazione industriale, anche sistemi di gestione degli edifici e infrastrutture di trasporto: ambienti nei quali un’anomalia digitale può produrre conseguenze operative e materiali.
Per il canale, questo significa costruire progetti nei quali le scelte tecnologiche devono essere condivise con chi conosce le macchine, i processi e i vincoli della manutenzione.
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Dall’inventario dei dispositivi al monitoraggio delle anomalie
La proposta MON5 parte dall’Asset Discovery, con l’identificazione dei dispositivi presenti nella rete e la raccolta di informazioni su tipologia, produttore, modello e firmware. A questo inventario si aggiunge la ricostruzione delle connessioni, per comprendere come i diversi componenti comunicano tra loro.
La piattaforma analizza quindi vulnerabilità ed errori di configurazione in relazione all’ambiente nel quale si trovano gli apparati e alla loro esposizione. L’obiettivo è fornire elementi utili a stabilire le priorità degli interventi: un elenco di problemi acquista valore operativo quando permette di capire quali richiedano attenzione immediata e quali possano essere affrontati con una pianificazione diversa.
L’accordo presenta un percorso modulare: le imprese possono iniziare dalla conoscenza della rete e dall’individuazione delle vulnerabilità, per estendere poi il progetto al monitoraggio continuo. Per un partner, questa progressione consente di impostare il rapporto con il cliente a partire da una valutazione dell’impianto e di sviluppare i servizi sulla base delle necessità emerse.
Data Cube e MON5: le evidenze tecniche a supporto della conformità
Un inventario aggiornato e una mappa delle comunicazioni industriali forniscono anche una base documentale per valutare la sicurezza degli impianti e preparare gli audit. MON5 affianca al monitoraggio strumenti di valutazione della rete, gap analysis e reportistica, a supporto dei percorsi di conformità alla serie di standard IEC 62443. La classificazione degli asset secondo il modello Purdue aiuta inoltre a rappresentare l’infrastruttura e le relazioni tra i suoi diversi livelli.
Queste informazioni contribuiscono anche alla gestione del rischio richiesta dalla NIS2 alle organizzazioni soggette alla direttiva: conoscere i sistemi, individuarne le vulnerabilità e rilevare le anomalie permette di definire le priorità di intervento e documentare le attività di controllo.
Sul fronte dei prodotti, il Cyber Resilience Act introduce requisiti di sicurezza che coprono progettazione, manutenzione e gestione delle vulnerabilità. Gli obblighi principali si applicheranno dall’11 dicembre 2027, mentre quelli di segnalazione decorrono dall’11 settembre 2026. Per le imprese coinvolte, i dati raccolti dalla piattaforma possono sostenere le verifiche tecniche, all’interno di un percorso di adeguamento che comprende anche procedure e responsabilità organizzative.
Formazione e supporto per sviluppare le competenze del canale
Per Data Cube, che ha scelto di focalizzarsi proprio su su cybersecurity, protezione dei dati, storage, cloud e servizi gestiti, l’ingresso di MON5 è accompagnato da formazione tecnica dedicata alla sicurezza OT e supporto pre-sales.
La preparazione dei partner è parte esplicita dell’accordo. “È un ambito nel quale vediamo esigenze sempre più concrete da parte delle imprese e nel quale vogliamo mettere a disposizione del canale non soltanto una soluzione tecnologica, ma anche le competenze necessarie per proporla e implementarla efficacemente”, afferma Zanotto.
Dal lato di MON5, la collaborazione punta ad ampliare la presenza presso le aziende attraverso il network del distributore. “Ci aspettiamo che questa partnership rappresenti un ulteriore tassello nel percorso di crescita di MON5 e ne supporti l’espansione, con l’obiettivo di servire un numero sempre maggiore di aziende e contribuire a rendere il settore manifatturiero italiano più sicuro”, dichiara Roberto Pasi, cofondatore e CEO di MON5.
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