Edge Computing cos’è e perché è il, nuovo, motore del valore per i system integrator. Il caso Var Group. Inauguriamo con questa intervista un nuovo viaggio a tu per tu con le più belle e interessanti stori di business, valore, partnership e innovazione che stanno nascendo sul territorio italiano. Storie che, da tempo, hanno al centro un progetto, una piattaforma collaborativa ormai caso di successo internazionale come il programma HPE Innovation Lab Next.

Un ecosistema su cui HPE è al lavoro, in Italia, da anni insieme ai suoi più importanti system integrator italiani e con l’obiettivo dichiarato di portare davvero innovazione digitale a km0 dove serve, quando serve e sulla base delle competenze e delle specifiche esigenze di ogni impresa.

Parlare di innovazione a km0 di questi tempi poi, venendo al punto della storia di oggi, è praticamente impossibile senza fare cenno ad un paradigma tecnologico rivoluzionario come l’edge computing che ha il compito di portare la potenza di calcolo proprio sul territorio, in periferia, esattamente dove serve e a stretto contatto con la fonte, i mittenti dei dati. Un paradigma su cui, nell’ambito di HPE Innovation Lab Next, è da tempo al lavoro un system integrator come Var Group. Ed è questa la storia che vogliamo raccontare.

Edge Computing cos’è

Prima di partire però, come sempre, al di là di qualche anticipazione proviamo a partire da una definizione di massima che, ancora una volta, arriva dagli esperti internazionali di Tech Target. Edge computing cos’è? Si tratta di un’architettura informatica distribuita in cui i dati dei client vengono elaborati alla periferia della rete, il più vicino possibile alla fonte di origine. Il passaggio verso l’edge computing è guidato dal mobile computing, dal costo decrescente dei componenti del computer e dal costante aumento del numero di dispositivi intelligenti legati all’Internet of Things (IoT). Nell’ambito di un’architettura di edge computing, a seconda dell’implementazione, i dati sensibili possono essere elaborati nel punto di origine da un dispositivo intelligente o inviati a un server intermedio situato in stretta vicinanza geografica al client. I dati meno sensibili vengono invece inviati al cloud per analisi meno urgenti, analisi legate ai big data e archiviazione a lungo termine.

Il punto insomma è che oggi più che mai aumentano i mittenti di dati critici e la trasmissione di enormi quantità di dati non elaborati su una rete comporta un enorme carico di risorse di rete. In alcuni casi, è molto più efficiente elaborare i dati vicino alla loro fonte e inviare a un centro dati remoto solo informazioni che hanno valore. Invece di trasmettere continuamente dati sul livello dell’olio nel motore di un’auto, ad esempio, un sensore automobilistico potrebbe semplicemente inviare periodicamente dati di riepilogo a un server remoto. Oppure un termostato intelligente potrebbe trasmettere dati solo se la temperatura aumenta o scende al di fuori dei limiti accettabili.

L’edge computing può anche essere utile agli ambienti e alle organizzazioni di uffici remoti che hanno una base utenti dispersa geograficamente. In tale scenario, è possibile installare micro data center intermedi o server ad alte prestazioni per replicare i servizi cloud localmente, migliorando le prestazioni e la capacità di un dispositivo di agire su dati reperibili in frazioni di secondo.

Edge o Fog Computing?

Il consorzio OpenFog usa il termine fog computing per descrivere l’edge computing. La parola “nebbia” vuole dire che i vantaggi del cloud computing dovrebbero essere avvicinati all’origine dati. (In meteorologia, la nebbia è semplicemente una nuvola vicina al suolo.) I membri del consorzio includono Cisco, ARM, Microsoft, Dell, Intel e Princeton University.

Edge Computing vantaggi e sfide

Un grande vantaggio dell’edge computing è dunque la sua capacità di migliorare i tempi di intervento e ridurre i tempi di risposta fino a millisecondi, conservando al contempo le risorse di rete.

Nonostante sia in grado di ridurre la latenza e i colli di bottiglia della rete, l’edge computing può comportare sfide significative in termini di sicurezza, licenze e configurazione.

L’architettura distribuita di Edge computing aumenta il numero di vettori di attacco. Più intelligenza ha un client perimetrale, più diventa vulnerabile alle infezioni da malware e agli exploit di sicurezza.

Edge Computing, il caso Var Group

 

Vantaggi, sfide, complessità che solo partner e imprese ad alto tasso di competenze e innovazione dovranno e potranno cavalcare e declinare adeguatamente sul territorio. Tra queste c’è sicuramente Var Group che, come anticipato, sta lavorando da tempo proprio sull’edge computing in collaborazione con HPE.

Una collaborazione che ha già dato vita ad una serie di progetti e casi di successo molto interessanti.

«Le innumerevoli trasformazioni digitali alle quali abbiamo assistito in questi ultimi anni, e alle quali assisteremo nel corso dei prossimi – ci racconta Marcello Cimbro, HPE Brand Manager Var Group –, stanno portando a diversi cambiamenti in ambito tecnologico. Uno tra i più importanti è l’adozione di nuove tecnologie nell’ Edge e nuove soluzioni cloud.

Il Data center tradizionale, non rappresenta più l’unica fonte di raccolta e analisi del dato, è molto importante portare la potenza di calcolo direttamente sul campo. Questo permette di avere maggiori performance e maggiori livelli di sicurezza, abbattendo le latenze tra il luogo in cui vengono generati i dati e il datacenter stesso.

Queste nuove soluzioni, possono portare vantaggi sensibili alle aziende italiane, pensiamo ad esempio a tutte le aziende che hanno una catena produttiva; la possibilità di avere dei gateway HPE sulla propria linea di produzione che permettono di analizzare il dato e prendere decisioni in real time può ottimizzare tempi e processi produttivi

Dall’Edge, si passa poi al Datacenter, anch’esso si sta trasformando e sul mercato si sono ormai affermate da anni tematiche di Hibryd Cloud».

Edge Computing, HPE e Var Group, strategie perfettamente allineate

«In ambito Edge computing – continua Cimbro – stiamo collaborando insieme ad HPE ormai da qualche anno sul mondo fabbrica con la nostra Business Unit Digital Process mentre in ambito Data Center, abbiamo lanciato a inizio dicembre il nuovo “Hybrid Cloud Experience”, un laboratorio permanente dedicato alle imprese con l’obiettivo di promuovere la cultura digitale e in particolare di aiutare realtà di qualsiasi dimensione e settore a comprendere i vantaggi del Cloud Ibrido a supporto della competitività.

Ideata dalla task force di quattro player come Var Group, HPE, Microsoft ed Equinix, l’Hybrid Cloud Experience fa leva sul mix di competenze e tecnologie di ognuno per offrire consulenza a 360° e guidare le aziende verso la trasformazione digitale. Il laboratorio si propone quale luogo di confronto, dove le imprese potranno intraprendere un percorso esperienziale alla scoperta del Cloud Ibrido e studiare insieme agli esperti di Var Group, Microsoft Italia, HPE ed Equinix soluzioni dinamiche in grado di ottimizzare efficienza ed efficacia, preservando gli investimenti, garantendo continuità, controllo e governance, guadagnando flessibilità e sfruttando funzionalità tecnologiche avanzate anche in termini di analisi dati, per affrontare con successo le sfide di oggi e di domani».

 

 

 

Edge Computing cos’è e perché è il, nuovo, motore del valore per i system integrator. Il caso Var Group ultima modifica: 2020-05-01T18:23:06+00:00 da Marco Lorusso

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