Un’interfaccia uomo-macchina (HMI, human machine interface) è un’interfaccia utente o una dashboard che collega una persona a una macchina, un sistema o un dispositivo.

Sebbene tecnicamente il termine possa essere applicato a qualsiasi schermo che consenta a un utente di interagire con un dispositivo, l’HMI è più comunemente utilizzato nel contesto di un processo industriale. Le Interfacce uomo macchina sono simili in qualche modo alle interfacce utente grafiche (GUI) ma non sono sinonimi; Le GUI vengono spesso sfruttate all’interno degli HMI per funzionalità di visualizzazione. 

Negli ambienti industriali, un’interfaccia uomo-macchina può essere utilizzata per

  • Visualizzare visivamente i dati 
  • Tenere traccia dei tempi di produzione, delle tendenze  
  • Monitorare gli input e gli output della macchina 

E altro ancora In modo simile a come interagiresti con il tuo sistema di climatizzazione per controllare la temperatura in casa, un operatore dell’impianto potrebbe utilizzare un’interfaccia uomo macchina per controllare la temperatura di un serbatoio dell’acqua industriale o per vedere se una determinata pompa nella struttura è attualmente in funzione. 

Gli esempi di interfaccia uomo-macchina di base includono schermi integrati su macchine, monitor di computer e tablet, ma indipendentemente dal loro formato o dal termine utilizzato per riferirsi ad essi, il loro scopo è fornire informazioni sulle prestazioni e sui progressi meccanici.

L’interfaccia uomo-macchina nell‘intrattenimento e nei musei

Ma c’è di più e c’è qualcosa che va oltre le pure applicazioni in ambito industriale. Le interfacce e le interazioni uomo macchina infatti vengono oggi adottate, attraverso installazioni ad hoc, anche come un modo per distinguersi dalla massa quando si presentano e si lanciano nuovi prodotti ma anche e soprattutto per creare esperienze di profondità, e appunto interazione, senza precedenti nel corso della visita e della conoscenza di uno spazio. Inoltre, l’interfaccia uomo macchina e le installazioni interattive possono aiutare i marchi, gli enti a connettersi con i clienti e gli utenti oltre l’ambito degli eventi fisici collegandosi a ulteriori informazioni e siti, che a loro volta possono semplificare i processi di coinvolgimento e acquisto.

Sinnos, un ecosistema a servizio del turismo

Ed è proprio nel merito del settore museale che l’Interfaccia Uomo Macchina può rappresentare uno “sliding doors” essenziale. Il progetto Sinnos, realizzato per l’Assessorato al Turismo della Regione Sardegna da CRS4, Centro di Ricerca, Sviluppo e Studi Superiori in Sardegna mira a offrire soluzioni interattive per la promozione turistica del territorio in vari momenti. Più nel dettaglio, il progetto SINNOS ha permesso lo sviluppo di soluzioni interattive per la promozione turistica grazie ad un vero ecosistema di gioielli tecnologico come: superfici multitouch e contenuti video e 3D; tavoli interattivi che utilizzano il riconoscimento di oggetti simbolo (es. modelli di nuraghe, cestini) per mostrare contenuti multimediali e raccontare i temi principali legati alla promozione del territorio (il mare, la natura, l’artigianato, l’enogastronomia, etc.); sistemi di gamification che sfruttano tecnologie per il riconoscimento gestuale per avviare un racconto legato alla posa effettuata dagli utenti (ad esempio la posa del volo, tenendo le braccia aperte in modo orizzontale, scatena l’esecuzione di video da riprese aeree sul territorio); percorsi multi-sensoriali per il racconto del territorio attraverso un’esperienza che coinvolge i 5 sensi; sistema interattivo che sfrutta il riconoscimento dei segni LIS per accedere ai contenuti multimediali. Tramite un gesto l’utente non udente può accedere ai contenuti multimediali e informarsi sulle caratteristiche e tipicità del territorio.

CRS4, una tradizione innovativa

SINNOS è solo l’ultimo in ordine di arrivo tra i progetti sviluppati in ambito percorsi interattivi da CRS4.

Tanto per citare alcuni esempi eccellenti CRS4 ha già sviluppato un percorso espositivo interattivo ed esperienziale per il racconto della poesia di improvvisazione presso il Museo sulla poesia improvvisativa, Sa dom’e Farra di Quartu, dove le superfici interattive trasformano la poesia in un’attività ludico-didattica consentendo ai visitatori di esplorare i contenuti, comporre una poesia e apprendere sia singolarmente che in gruppo. Grazie ad un mappamondo multitouch e multi-utente è in grado di entrare in contatto con le tradizioni della poesia improvvisata nel mondo. Le tecnologie utilizzate rendono interattivi gli oggetti e i ritratti dei poeti, consentendo ai cantadoris del passato di raccontare la loro storia

Il progetto RiVA con ambienti interattivi presso lo Spazio espositivo museale Ilisso di Nuoro ha invece previsto la realizzazione del percorso espositivo tramite tecnologie di interazione, come superfici interattive, sensori, sistemi di proiezione, tavoli multitouch, frutto delle attività di ricerca e sviluppo, allo scopo di far entrare in contatto le persone con la tradizione sarda ed allo stesso tempo costruire uno spazio per raccogliere e tramandare la memoria storica, unendo tradizione ed innovazione. Sono state previste anche installazioni itineranti facilmente trasportabili in altri luoghi per essere utilizzate per eventi e attività culturali.

Un altro esempio interessante poi è quello dell’esposizione temporanea su Grazia Deledda presso il Rettorato dell’Università degli Studi di Cagliari, dove l’interazione di prossimità consente la fruizione di video su un sistema di multi-proiezione in modo interattivo: inquadrando il QR Code sul monitore con il cellulare questo diventa un telecomando con cui controllare l’installazione. Ma anche il Tappeto Corale presso il Murats, museo del tappeto di Samugheo (OR) che, grazie ad un sistema di proiezione interattiva sviluppata dal CRS4, diventa interattivo al tocco e racconta la sua storia tramite una video intervista dell’autore che appare direttamente sullo stesso. Si tratta di un tappeto corale, ossia di gruppo, perché è progettato per crescere: lungo 12 metri, di porzioni di 1 metro dove ogni artigiano crea il proprio spazio. Diventando così un archivio digitale interattivo a disposizione di tutti.  

Infine, l’installazione INTACE presso Expo 2020 a Dubai e al Teatro Lirico di Cagliari. Si tratta di un public display interattivo di nuova concezione con il quale intercettare l’utente e catturare la sua attenzione, dare informazioni, promuovere i contenuti esposti dall’installazione, accessibili tramite dispositivo mobile personale, come smartphone o tablet, al fine di garantire l’esplorazione in totale sicurezza. Inquadrando un semplice QR Code, gli utenti potranno navigare tra le varie informazioni col proprio dispositivo personale rispettando le restrizioni imposte dalla passata emergenza sanitaria. L’installazione è controllabile da remoto tramite una piattaforma web con cui gestire e pubblicare i contenuti sull’installazione.  

Interfaccia uomo-macchina: il motore della rivoluzione interattiva firmata CRS4

Alla base della rivoluzione digitale e interattiva che CRS4 sta mettendo a disposizione della Regione Sardegna c’è la storia e la competenza di un ricercatore come Samuel Aldo Iacolina, un dottorato in Informatica presso l’Università degli Studi di Cagliari, un master di secondo livello in Security Awareness e al lavoro da circa 10 anni nel settore della Human Computer Interaction al CRS4. Iacolina ha svolto attività nel settore museale per la progettazione e realizzazione di tecnologie di interazione per la fruizione di contenuti multimediali. Nel novero delle sue attività rientrano: la progettazione della user experience e l’analisi dei media che si vogliono mostrare; il design degli ambienti come integrazione fra arredi e tecnologia di interazione per capire quali la scelta della tecnologia in base all’esperienza utente e al tipo di media, la realizzazione in senso stretto della tecnologia, attraverso la costruzione di elementi hardware e software prototipali ad-hoc per il sistema e la realizzazione delle interfacce utente. Fra le tecnologie realizzate ci sono le superfici multi-utente e multi-touch, sensori ottici, tecnologie di analisi di immagine, tecnologie di deep learning e di machine learning per il riconoscimento delle interazioni gestuali (gesti, pose, movimenti del corpo umano), l’interazione tangibile (riconoscimento di oggetti), un’interfaccia olografica e proiezione su superfici trasparenti e interattive, l’interazione mobile e la proximity interaction, riconoscimento vocale, sistemi di ricerca, attuatori ad-hoc (ad esempio dispositivi in grado di emettere calore), elementi e interfacce esperienziali e multi-sensoriali per offrire un’esperienza basata sui cinque sensi. Collabora inoltre, con altri colleghi, alla realizzazione di ambienti interattivi accessibili, in particolare un modello 3D con esplorazione tattile e tangibile per gli ipovedenti e sistemi di riconoscimento di gesti per i non udenti.

Interfaccia uomo-macchina cos’è e a cosa serve davvero. Il caso “Sinnos” e la rivoluzione delle installazioni interattive nel turismo ultima modifica: 2024-01-30T08:30:00+01:00 da Marco Lorusso

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui