Capire cosa è XaaS e cosa si intende per “qualsiasi cosa come servizio” oggi è determinante per un’azienda. Lo è per avere una visione completa delle tecnologie fruibili in modalità di servizio, per conoscerle e comprendere quanto sia utile abbracciare il paradigma. O se, forse, sia il caso di fare dei distinguo.

In principio erano IaaS, PaaS e SaaS le modalità di fruizione come servizio della tecnologia, poi gli acronimi sono aumentati. Oggi si parla di DRaaS, disaster recovery as a service, BaaS, backup as a service, DaaS, desktop (o device) as a service e DBaaS, database as a service, solo per citare i più diffusi.

Il concetto è sempre lo stesso: usufruire di un servizio fornito da un partner It che, a fronte di una fee fissa e predeterminata, si occuperà di tutto. L’azienda cliente non dovrà più preoccuparsi di licenze di utilizzo del software, aggiornamenti, manutenzione ecc., penserà a tutto il partner.

[Evoluzione a consumo: fino a che punto è possibile trasformare l’IT in servizio? Cosa scegliere e cosa evitare. La guida completa il prossimo 8 giugno 2021, ore 11:30 in diretta streaming qui tutti i dettagli per partecipare]

Il cloud ambiente naturale dell’It as a service

Il cloud è l’ambiente naturale del modello as a service. Il system integrator o il cloud service provider sceglie i luoghi fisici dell’It a seconda delle esigenze aziendali e dei processi esistenti. Previa attenta analisi preliminare, distribuisce l’infrastruttura tecnologica, o alcune componenti, su cloud pubblici e privati o ibridi e multicloud, le ultime come combinazioni dei primi due ambienti.

In questo modo, la capacità di calcolo, lo storage, i servizi di rete vengono erogati come servizio, modulandoli secondo un principio di scalabilità che ne garantisce il pagamento a consumo. Ovvero, l’azienda cliente paga una quota fissa in base a quanto e chi utilizza i diversi servizi. Quota che può essere dinamicamente ricalcolata se le esigenze aziendali crescono.

LEGGI ANCHE: VDI (VIRTUAL DESKTOP INFRASTRUCTURE), COME FUNZIONA?

Anche l’uso delle applicazioni può essere erogato come servizio, esattamente come avviene già con Microsoft 365 o i servizi business di Google, in maniera totalmente trasparente agli utilizzatori. Ma anche i computer, o le stampanti, possono essere servizi erogati in una modalità che, in fondo, è il classico noleggio operativo.

I vantaggi del paradigma XaaS

È ampiamente dimostrato che qualsiasi modalità di servizio porta in dote una serie di vantaggi. I costi, innanzitutto, nel lungo termine si riducono, azzerando il vecchio TCO, total cost of ownership, a favore di un TCS, total cost of service. I team aziendali non dovranno più preoccuparsi dell’operatività, e si concentreranno su attività più utili al business aziendale. Inoltre, affidarsi al cloud garantirà performance di alto livello per l’hardware e applicativi sempre aggiornati. Passare da un It di prodotto a quello di servizio, infine, determinerà un passaggio da Capex ad Opex tra le voci di bilancio.

Ma non è detto che l’XaaS – tutto ciò è as a service – sia la scelta giusta per l’azienda. Sarà l’approccio consulenziale del partner It che aiuterà l’azienda a scegliere la modalità migliore a seconda delle proprie esigenze di business.

Per questo, è necessario che un’azienda si faccia due domande. La scelta migliore è trasformare tutta l’It in un servizio (IaaS, infrastructure as a service)? Oppure usare il cloud anche per lo sviluppo e l’erogazione di nuovi applicativi (PaaS, platform as a service)? O, ancora, limitarsi all’erogazione in modalità di servizio delle sole applicazioni (SaaS, software as a service)?

E, tra le applicazioni, è conveniente “servitizzare” solo la gestione del database? Oppure, fruire di un servizio per il disaster recovery o il backup? O, ancora, per la protezione dei dati (security as a service)? Insomma, il ventaglio di scelte è enorme e c’è il rischio di perdersi.

I rischi di un XaaS troppo spinto

Affidare l’infrastruttura It, e i dati aziendali, a un fornitore esterno comporta l’accettazione di un rischio, che comunque è misurabile e gestibile. Un qualsiasi contratto di fornitura a servizio prevede delle garanzie per la protezione dei dati aziendali e per l’adeguamento alla compliance, ma è bene verificarlo attentamente.

Altra considerazione basilare riguarda i costi. Se è vero che il passaggio a un IaaS annulla nel lungo termine il TCO, è altrettanto vero che tutte le modalità as a service hanno un costo, che a volte può non rivelarsi conveniente. Anche in questo caso, è importante valutare con il partner It fin da subito cosa “servitizzare” e come. Si potrebbe scoprire, per esempio, che si risparmierebbe se il disaster recovery fosse gestito da un team interno già presente in azienda.

Ancora, un’altra criticità riguarda la scalabilità dei servizi. È certamente un grande vantaggio poter contare su un loro ampliamento al momento del bisogno, ma a che prezzo? Anche in questo caso è fondamentale un’analisi puntuale e preventiva dei costi. Infine, il modello as a service implica l’affidarsi a un unico partner di tecnologia per diverso tempo. Ed è fondamentale sceglierlo subito bene.

Vuoi saperne di più? Iscriviti subito al webinar organizzato da NPO sistemi e HPE:

#AsAServiceEvolution

Evoluzione a consumo: fino a che punto è possibile trasformare l’IT in servizio? Cosa scegliere e cosa evitare.

8 giugno 2021, ore 11:30 in streaming

ISCRIVITI DA QUI

Cosa è XaaS (Everything as a service) e quando serve ultima modifica: 2021-05-26T10:17:34+00:00 da Valerio Mariani

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here