Zyxel: networking 2026 tra sicurezza e servizi gestiti. Il 2026 si apre per il mercato del networking con una dinamica che i partner di canale conoscono bene: da un lato la rete diventa sempre più infrastruttura critica per la continuità operativa delle imprese, dall’altro il contesto economico e competitivo continua a comprimere margini e visibilità di business. La crescita dei workload cloud, l’aumento costante del numero dei dispositivi connessi e la diffusione di modelli di lavoro distribuiti ampliano il perimetro delle infrastrutture di rete, rendendole più complesse da gestire e, soprattutto, più esposte sul piano della sicurezza.
In parallelo, il ciclo di investimenti sostenuto negli ultimi anni da incentivi e programmi pubblici — PNRR in primis — si avvia progressivamente verso una fase di normalizzazione. Una transizione che, per il canale IT, significa dover tornare a costruire domanda strutturale, meno trainata da fondi straordinari e più legata alla capacità di generare valore consulenziale, servizi gestiti e progettualità continuativa presso i clienti.
Tra fine incentivi e pressione sui prezzi: come cambia l’equilibrio del canale
Sul piano competitivo, gli ultimi due anni sono stati segnati da una forte pressione sui listini hardware, con una corsa al ribasso che ha inciso sulla marginalità di vendor e rivenditori. Una dinamica che, se da un lato ha sostenuto i volumi, dall’altro ha reso più complessa la costruzione di valore lungo la filiera.
In parallelo, si è aperto un nuovo ciclo di rinnovo infrastrutturale. La fine del supporto a Windows 10 e la diffusione di Windows 11 stanno già innescando aggiornamenti del parco PC, destinati a generare effetti a cascata sulle reti aziendali: maggiore richiesta di connettività multi-gigabit, upgrade degli access point, revisione delle policy di sicurezza. Un refresh tecnologico che, pur non immediato, rappresenta un’opportunità concreta per il canale networking.
Non mancano, tuttavia, elementi di complessità. Lo shortage di componenti e le tensioni sulle catene di approvvigionamento continuano a influenzare tempi e costi dei progetti, mentre l’aumento delle prestazioni infrastrutturali non sempre si traduce in un’adozione immediata da parte dei clienti, soprattutto nei segmenti meno maturi.
Alla luce di questo scenario, gli stessi vendor stanno rileggendo priorità e modelli di ingaggio del canale, puntando a rafforzare le basi operative costruite negli anni: relazione con i partner, formazione, presenza territoriale e supporto allo sviluppo di servizi, con l’obiettivo di riequilibrare un mercato che nel tempo ha visto una forte pressione competitiva sul prezzo dell’hardware e una crescente polarizzazione del valore su software e sicurezza.
È questa la lente attraverso la quale Zyxel rilegge oggi le sue priorità: il 2026 è per la società un anno di consolidamento strategico, un ritorno a quei “fondamentali” — canale, competenze, prossimità — che oggi tornano centrali per affrontare una fase di mercato percepita più selettiva, ma anche potenzialmente più matura.
Zyxel: un ecosistema di partner in espansione, tra consolidamento e nuove ingressi
Il primo elemento sul quale poggia la visione di Zyxel è rappresentato dalla struttura dell’ecosistema di canale. I numeri raccontano infatti una base ampia, stratificata e — soprattutto — tornata a crescere dopo una fase di contrazione che aveva interessato l’intero mercato della distribuzione IT.
All’interno del Partner Program si contano oggi circa 8.000 aziende attive, un bacino che rappresenta l’ossatura operativa della presenza Zyxel sul territorio italiano. Di queste, oltre 1.000 rientrano nei livelli più strutturati — Ally, Prime ed Elite — configurandosi come il nucleo strategico con il quale la società sviluppa progettualità, iniziative commerciali e attività di go-to-market dedicate al mondo delle piccole e medie imprese.
Il dato più significativo, tuttavia, riguarda la dinamica di ingresso di nuovi operatori. Nel corso dell’ultimo anno si sono aggiunti oltre 400 nuovi partner registrati, un segnale in controtendenza rispetto alla riduzione del numero di rivenditori che aveva caratterizzato gli esercizi precedenti, complice la pressione sui margini hardware e la trasformazione dei modelli di business verso software e servizi.
Attenzione, però.
La crescita non va letta soltanto in termini quantitativi. Una parte rilevante di questi ingressi riflette infatti l’evoluzione del canale verso modelli MSP e servizi gestiti, ambiti nei quali la gestione della rete — sempre più integrata con la sicurezza — diventa piattaforma operativa ricorrente più che semplice fornitura infrastrutturale.
Ma non ci sono solo le “new entry” nell’ecosistema di Zyxel. La componente storica del partner network resta senz’altro centrale: una base consolidata, costruita nel tempo, che continua a rappresentare un elemento distintivo in termini di prossimità territoriale, relazione fiduciaria con il cliente finale e capacità di presidiare segmenti meno strutturati del mercato — dalle PMI diffuse fino alle microimprese e agli studi professionali.
Potremmo parlare di un delicato equilibrio tra continuità e rinnovamento che porta oggi Zyxel a rafforzare la profondità dell’ecosistema esistente, accogliendo nel contempo l’ingresso di nuovi partner e facendoli evolvere verso modelli di business più evoluti, nei quali la componente di servizio, gestione e sicurezza ha un peso non trascurabile nella costruzione del valore complessivo d’impresa.
Dalla connettività alla piattaforma: le quattro direttrici tecnologiche del 2026 di Zyxel
Ma non c’è solo il consolidamento dell’ecosistema nel 2026 di Zyxel.
Dal punto di vista della tecnologia, la società si muove lungo quattro direttrici principali, che riflettono sia l’evoluzione della sua offerta sia le trasformazioni in atto nelle infrastrutture di rete delle PMI: Wi-Fi 7, connettività multi-gigabit, cybersecurity e cloud networking.
Tutte leve complementari che ridefiniscono il modo in cui la rete viene progettata, gestita e monetizzata dal canale.
Il passaggio al Wi-Fi 7 rappresenta, ad esempio, una risposta diretta alla crescita della densità di dispositivi connessi e all’espansione di applicazioni ad alta intensità di banda — collaboration, video, ambienti immersivi, sistemi IoT. Non un semplice upgrade prestazionale, ma un’evoluzione necessaria per sostenere ambienti di lavoro sempre più distribuiti e digitalizzati.
Parallelamente, la diffusione di infrastrutture multi-gigabit interviene su un tema spesso sottovalutato nei progetti di modernizzazione: la coerenza end-to-end delle prestazioni. L’incremento della velocità wireless, infatti, richiede backbone cablati in grado di sostenere il traffico senza generare colli di bottiglia. Da qui l’evoluzione delle linee switching multi-gigabit, progettate per accompagnare la transizione verso reti ad alte prestazioni in modo progressivo e sostenibile per il cliente finale.
La terza direttrice — la cybersecurity — non è più un’estensione funzionale dell’infrastruttura, ma diventa parte integrante dell’architettura di rete. Protezione del traffico, segmentazione, controllo degli accessi e gestione centralizzata delle policy si inseriscono ormai nella progettazione nativa delle soluzioni, con implicazioni dirette anche sui modelli di servizio che il partner può costruire attorno al cliente.
Infine, il cloud networking — rappresentato dalla piattaforma Nebula — agisce come layer abilitante dell’intero disegno strategico. La gestione centralizzata, multi-tenant e integrata tra networking e security consente ai partner di trasformare l’infrastruttura installata in un ambiente gestito continuativamente, aprendo la strada a modelli MSP basati su monitoraggio remoto, manutenzione proattiva e servizi ricorrenti.

Sicurezza e microimprese: dove si concentra la nuova domanda
In particolare, la cybersecurity ha un ruolo peculiare nella strategia di Zyxel, con un impatto significativo anche nello sviluppo economico del canale.
Non solo una questione di ampiezza dell’offerta, che oggi abbraccia in modo trasversale i vendor, ma soprattutto per quanto riguarda il perimetro di mercato sul quale si sta progressivamente spostando la domanda: quello delle piccole organizzazioni e delle microimprese.
È in questo segmento, infatti, che si concentra oggi uno dei principali spazi di crescita. Si tratta di realtà con infrastrutture digitali sempre più esposte ma prive di competenze interne e modelli strutturati di protezione. Studi professionali, realtà mono-sede, organizzazioni con pochi dipendenti rappresentano un tessuto produttivo vastissimo, capillare e storicamente poco presidiato sotto il profilo della sicurezza.
E non è un caso che nell’ultimo anno il segmento cybersecurity abbia registrato una crescita nell’ordine del 15%, accompagnata da un incremento di circa il 10% nel numero di clienti che adottano soluzioni di protezione integrate.
Crescita che riflette sia la maggiore consapevolezza del rischio sia l’effetto di iniziative pubbliche — come i voucher dedicati a cloud e sicurezza — che stanno progressivamente stimolando la domanda anche nei contesti meno maturi.
In questo quadro si inseriscono progetti verticali mirati. È il caso, ad esempio, delle iniziative dedicate agli studi professionali, sviluppate con l’obiettivo di accompagnare categorie particolarmente esposte — come commercialisti e consulenti — nella protezione delle infrastrutture e dei dati gestiti per conto dei clienti.
Accanto alle iniziative di go-to-market, resta centrale il lavoro culturale. Programmi come i Cybersecurity Labs, rivolti al mondo scolastico e tecnico, contribuiscono a costruire competenze di base e ad affrontare, almeno in parte, il tema dello skill shortage, destinato a incidere sempre più anche sulla capacità del canale di erogare servizi evoluti.
Formazione, territorio e verticalità: le leve di enablement del canale
Per Zyxel una parte rilevante della strategia di canale si focalizza su formazione tecnica, prossimità territoriale e specializzazione verticale, e i numeri raccontano un’attività strutturata e continuativa.
Lo scorso anno il programma di enablement ha incluso 22 webinar e corsi tecnici online, che hanno generato oltre 4.500 iscrizioni e più di 3.000 partecipazioni effettive. A questi si sono affiancati 23 corsi tecnici sul territorio realizzati in collaborazione con la distribuzione, a conferma di un modello formativo ibrido che combina remoto e presenza, con un’attenzione mirata al trasferimento esperienziale delle competenze, soprattutto sui progetti più complessi.
Ma evolve anche il taglio dei contenuti. I nuovi format formativi si orientano sempre più verso scenari applicativi concreti e verticali di mercato: networking per l’hospitality, progettazione Wi-Fi per ambienti education ad alta densità, connettività per contesti industriali e logistici, fino alle infrastrutture AV over IP. Un’impostazione che risponde alla necessità, per i partner, di tradurre la tecnologia in soluzioni replicabili all’interno di specifici settori: la verticalizzazione diventa così uno strumento operativo di sviluppo del business.








