DraftSight: perché il CAD resta strategico nell’era delle piattaforme. Negli ultimi anni il racconto della trasformazione digitale nella progettazione si è concentrato soprattutto sulle tecnologie più avanzate: modellazione 3D, simulazione, digital twin, piattaforme collaborative cloud. Un’evoluzione reale, che sta ridisegnando processi, competenze e catene del valore lungo la filiera industriale e delle costruzioni.
Tuttavia, resta un livello infrastrutturale che continua a sostenere la gran parte delle attività operative: il disegno tecnico bidimensionale. Planimetrie, layout, schemi impiantistici, tavole esecutive e documentazione di conformità restano ancorati a formati DWG e workflow 2D, che rappresentano la base documentale di qualunque progetto.
È in questo spazio — meno visibile rispetto al 3D ma tutt’altro che residuale — che si colloca DraftSight, la soluzione CAD 2D all’interno dell’ecosistema Dassault Systèmes, pensata per garantire continuità operativa nella gestione del disegno tecnico e una connessione progressiva agli ambienti progettuali più evoluti.
Il 2D evolve: da strumento di disegno a infrastruttura informativa
L’avanzata della modellazione tridimensionale e dei processi BIM ha trasformato il modo in cui edifici, infrastrutture e prodotti industriali vengono progettati e gestiti. Va detto che la diffusione del BIM continua a crescere — come del resto indicano i report di NBS e dell’Osservatorio BIM del Politecnico di Milano — ma resta disomogenea, con livelli di maturità più elevati nelle grandi organizzazioni rispetto al tessuto diffuso delle PMI.
Per questo il 2D continua a rappresentare un linguaggio operativo comune tra discipline e filiere: è il formato standard per permitting, validazioni normative, capitolati, documentazione di cantiere e consegne ufficiali. Inoltre, anche quando il progetto nasce in BIM, il modello genera comunque una quantità consistente di elaborati bidimensionali necessari per verifiche e deliverable formali.
Non si può poi non tenere in considerazione anche il patrimonio storico di disegni tecnici accumulato in decenni di attività: secondo stime ricorrenti nelle analisi di settore da parte di player come Gartner o IDC, la quota prevalente della documentazione tecnica esistente — in alcuni comparti oltre il 70% — è ancora archiviata in formato DWG o derivati. Ne deriva una condizione “a doppio binario”: modelli informativi sempre più complessi da un lato, produzione e manutenzione continua di documentazione 2D dall’altro.
È qui che DraftSight assume un ruolo infrastrutturale, rendendo formalizzabili e distribuibili le informazioni progettuali lungo tutta la filiera.
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Continuità del dato: il valore strategico del formato DWG
Uno dei nodi più critici della trasformazione digitale riguarda la gestione del patrimonio documentale esistente. Studi di ingegneria, imprese, utility e uffici tecnici custodiscono archivi DWG accumulati nell’arco di decenni: planimetrie, as-built, layout produttivi, schemi impiantistici.
Questi disegni non sono solo memoria storica: sono una base informativa ancora attiva, utilizzata per manutenzioni, retrofit e adeguamenti normativi. La migrazione integrale verso nuovi ambienti progettuali è spesso impraticabile, sia per costi sia per rischio di perdita informativa. In questo quadro, il fatto che DraftSight operi nativamente sul DWG consente di aprire, modificare e aggiornare i disegni preservandone struttura, layer e riferimenti: un elemento che incide direttamente su tempi, costi e rischi di qualunque intervento successivo.
Accessibilità economica: il CAD come “abilitatore di filiera”
C’è poi un tema di accesso. Le piattaforme 3D e BIM richiedono investimenti significativi in licenze, hardware, formazione e revisione dei processi: per le grandi organizzazioni è un passaggio sostenibile, per molte PMI è una barriera concreta. Diverse analisi sul mercato AEC indicano proprio nei costi di adozione uno dei principali freni alla diffusione uniforme della progettazione digitale lungo la supply chain.
In questo contesto, strumenti CAD professionali più accessibili diventano fattori abilitanti. DraftSight si inserisce con modelli di licensing flessibili e requisiti infrastrutturali più contenuti, facilitandone l’adozione anche in contesti meno strutturati. Il punto non è solo economico: riguarda la possibilità di estendere strumenti interoperabili lungo tutta la filiera — subfornitori, studi esterni, contractor — condizione necessaria per continuità del dato e coerenza documentale.
In quali configurazioni è disponibile DraftSight
Qui entra un elemento pratico che spesso fa la differenza nelle scelte: DraftSight non è un prodotto “unico”, ma un insieme di configurazioni pensate per esigenze diverse.
DraftSight Professional copre la progettazione 2D avanzata e la gestione quotidiana dei DWG, con strumenti di produttività e compatibilità file. DraftSight Premium estende il perimetro con funzionalità 3D e vincoli parametrici sul 2D, e include la possibilità di lavorare su aspetti legati all’integrazione con dati e processi più evoluti. DraftSight Mechanical è la variante verticale per chi lavora su disegni meccanici e deve gestire file DWG legacy con entità e librerie tipiche del disegno tecnico industriale. Sul fronte enterprise, DraftSight Enterprise risponde alle esigenze di grandi organizzazioni che puntano su licenze di rete e governance dell’adozione; mentre Enterprise Plus amplia ulteriormente l’insieme di funzionalità e include componenti come il modulo BIM (citato anche come disponibile in Premium ed Enterprise Plus), utile per agganciare il tema IFC/Revit alla produzione documentale 2D.
A tutto questo si affianca 3DEXPERIENCE DraftSight, che combina DraftSight con la piattaforma 3DEXPERIENCE per gestione dati, collaborazione e controllo di versione, e xDraftSight, la declinazione browser-based per accesso e modifica via web in contesti distribuiti.
Dal disegno al dato condiviso: con DraftSight integrazione BIM, automazione, collaborazione
Se osservata nel contesto della digitalizzazione, l’evoluzione del CAD 2D non riguarda più soltanto le funzioni di disegno, ma l’integrazione nei flussi informativi e collaborativi.
Sul fronte BIM, la possibilità di importare modelli IFC o provenienti da ambienti come Revit e generare sezioni, prospetti e tavole aggiornate consente di mantenere allineati modello informativo e rappresentazione documentale, riducendo fratture tra progettazione e formalizzazione.
Sul fronte produttività, script e API, gestione automatizzata dei layer, blocchi dinamici e pubblicazioni massive supportano la produzione e l’aggiornamento di grandi volumi di elaborati, mantenendo coerenza grafica e informativa nei progetti complessi.
Infine, se integrato con 3DEXPERIENCE, il disegno diventa un oggetto informativo governato (archiviazione cloud, versioning, workflow, lifecycle), riducendo duplicazioni ed errori tipici dei flussi file-based. In questa stessa logica si colloca xDraftSight: accesso e aggiornamento via browser per team distribuiti, senza sostituire il desktop nei workflow più intensivi.
Grazie a tutte queste caratteristiche, pur trovando una collocazione naturale nell’AEC, DraftSight è utilizzato lungo numerose filiere tecniche: progettazione meccanica, layout industriali, impiantistica, schemi elettrici, pianificazione territoriale. Varianti verticali come Mechanical estendono il CAD 2D verso esigenze più specialistiche, mantenendo centrale la logica documentale e l’interoperabilità DWG.
Nel dibattito sulla trasformazione digitale, il vero salto di qualità non avviene sostituendo il 2D, ma integrandolo in un ecosistema governato, interoperabile e scalabile.
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