Cloud europeo: Scaleway apre la region italiana a Milano
Il provider cloud del Gruppo iliad apre la prima availability zone nella città, con altri due data center in arrivo nei prossimi mesi. Il CEO Damien Lucas: “L’Europa non può affidarsi interamente agli hyperscaler stranieri per alimentare la propria economia digitale”

Con l’apertura della prima availability zone italiana, Scaleway compie il primo passo concreto nel mercato cloud del nostro Paese. L’infrastruttura, ospitata in un data center a Settimo Milanese, rappresenta il primo nodo della nuova cloud region che l’azienda sta realizzando nell’area di Milano e che, nei prossimi mesi, sarà completata da altri due siti situati a Basiglio e nel capoluogo lombardo.
Il progetto segna l’avvio operativo della presenza di Scaleway in Italia e si inserisce nella strategia con cui il provider cloud del gruppo iliad sta ampliando la propria infrastruttura su scala europea.
“L’Europa non può affidarsi interamente agli hyperscaler stranieri per alimentare la propria economia digitale. Le aziende europee devono avere accesso a piattaforme cloud hyperscale costruite in Europa, gestite in conformità con le normative UE e allineate alle priorità europee”, ha dichiarato Damien Lucas, CEO di Scaleway.
Cloud europeo, ll nodo centrale: un hyperscaler continentale
L’apertura della regione italiana non è soltanto un’espansione geografica. Per Scaleway rappresenta piuttosto un tassello di un progetto più ampio: contribuire alla costruzione di un hyperscaler europeo capace di competere su scala con i grandi operatori globali, mantenendo però proprietà, governance e infrastrutture pienamente radicate in Europa.
“Come hyperscaler europeo vogliamo espandere la nostra presenza in tutto il continente, rafforzando la vicinanza ai mercati locali. L’avvio delle operazioni in Italia è un passo fondamentale in questa direzione”, ha spiegato ancora Lusa.
La struttura societaria e giuridica è un punto chiave nella strategia di Scaleway. Il provider sottolinea come il 100% del capitale, dei dipendenti (oltre 700) e delle operazioni abbia sede nell’Unione Europea. Una configurazione che, secondo la società, consente di operare al di fuori dell’ambito di applicazione di normative extraterritoriali come il CLOUD Act o il PATRIOT Act statunitense.
La scelta dell’Italia si inserisce in un piano di espansione più ampio che comprende region cloud già operative in Francia, Polonia e Paesi Bassi e che prevede l’apertura di nuove infrastrutture in Svezia e Germania.
“Ogni 100 euro spesi su Scaleway, 68 vengono reinvestiti direttamente nell’economia europea”, ha ricordato Damien Lucas citando dati interni dell’azienda relativi al 2025.
Il riferimento riguarda in particolare la filiera industriale e tecnologica che sostiene l’infrastruttura cloud: team, fornitori di servizi, partner e parte delle infrastrutture operative sono localizzati in Europa. Secondo Scaleway, questo modello consente di mantenere una quota significativa degli investimenti all’interno dell’ecosistema tecnologico europeo, a differenza di quanto accade spesso con le grandi piattaforme cloud globali, dove una parte rilevante del valore economico generato torna negli Stati Uniti.
Tre availability zone per garantire resilienza
La cloud region milanese segue l’architettura standard adottata da Scaleway nelle proprie infrastrutture: tre availability zone fisicamente separate, progettate per garantire ridondanza nativa e continuità operativa.
Nel modello del cloud pubblico, la presenza di più zone indipendenti è uno degli elementi chiave per assicurare la resilienza dei servizi. Le applicazioni possono infatti essere distribuite tra diversi ambienti infrastrutturali: se una zona dovesse subire un guasto o un’interruzione, le altre continuano a operare senza impatti sull’erogazione dei servizi.
Ogni availability zone dispone di proprie risorse di calcolo, storage e rete ed è collegata alle altre attraverso connessioni a bassa latenza. Questa architettura consente alle aziende di progettare applicazioni cloud-native in grado di funzionare anche in presenza di fault locali, aumentando l’affidabilità complessiva delle infrastrutture.
La nuova regione italiana sarà inoltre integrata nel backbone europeo di Scaleway, con collegamenti diretti verso gli altri hub dell’azienda a Parigi, Amsterdam e Varsavia, e verso le future region previste a Stoccolma e Francoforte. La connettività utilizzerà più operatori di rete, con l’obiettivo di garantire ridondanza anche a livello di trasporto.
Il cloud come piattaforma per l’intelligenza artificiale
Una parte rilevante dell’infrastruttura sviluppata da Scaleway è progettata per sostenere carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale. L’azienda dispone attualmente di oltre 5.000 GPU e punta a posizionarsi come uno dei principali operatori europei per capacità di calcolo dedicata all’AI.
La piattaforma integra le più recenti architetture NVIDIA e mette a disposizione ambienti ottimizzati per l’addestramento e l’esecuzione di modelli di machine learning su larga scala. Tra queste figura anche la GPU NVIDIA Blackwell Ultra B300, che Scaleway è stata tra le prime aziende a rendere disponibile in Europa.
L’ecosistema tecnologico dell’azienda include inoltre partnership con Mistral AI per l’accesso ai modelli di linguaggio e con Hugging Face come fornitore di infrastrutture di inferenza. L’obiettivo è consentire a sviluppatori e imprese europee di sviluppare, addestrare e distribuire modelli di intelligenza artificiale utilizzando infrastrutture localizzate nell’Unione Europea.
Un altro elemento distintivo della piattaforma è l’attenzione all’indipendenza tecnologica. Scaleway sviluppa internamente il proprio stack cloud e utilizza ampiamente tecnologie open source, evitando dipendenze da piattaforme proprietarie di grandi vendor. Secondo l’azienda, questo approccio consente di ridurre il rischio di vendor lock-in e di garantire maggiore portabilità delle applicazioni.
E in uno scenario geopolitico sempre più complesso, l’obiettivo è anche evitare situazioni in cui infrastrutture critiche possano essere soggette a restrizioni operative o a meccanismi di disattivazione remota — il cosiddetto “kill switch” — da parte di operatori o governi extraeuropei.
Cloud europeo, la strategia per il mercato italiano
Parallelamente al lancio della nuova regione cloud, Scaleway ha aperto una filiale a Milano e sta costruendo un team locale dedicato alle attività tecniche e commerciali.
Una parte importante della strategia riguarda però la costruzione di un ecosistema di partner italiani. Scaleway non opera infatti come service provider né come integratore applicativo: il suo ruolo è quello di fornire l’infrastruttura cloud, mentre lo sviluppo delle soluzioni e dei servizi viene affidato a system integrator, software vendor e partner tecnologici locali.
Questo modello implica anche una filiera operativa fortemente radicata sul territorio. Dalla connettività alla fornitura di energia per i data center, fino ai partner tecnologici coinvolti nello sviluppo delle applicazioni, una parte significativa dell’infrastruttura e dei servizi associati alla piattaforma viene gestita attraverso operatori europei e italiani.
Sul fronte della pubblica amministrazione, la società sta inoltre lavorando per ottenere la certificazione ACN (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale) di livello 1, requisito necessario per partecipare ai progetti cloud destinati al settore pubblico.
Cloud europeo: un programma da 20 milioni per le startup
Tra le iniziative annunciate figura anche l’estensione all’Italia del programma startup di Scaleway.
Nel 2025 l’azienda ha distribuito oltre 12 milioni di euro in crediti cloud a 688 startup europee. Il piano per il 2026 prevede di portare l’investimento a 20 milioni di euro, includendo anche le giovani imprese italiane.
Sono già in corso discussioni con investitori e incubatori locali per definire le modalità di collaborazione.
L’obiettivo è sostenere lo sviluppo di applicazioni cloud-native e progetti basati sull’intelligenza artificiale, contribuendo alla crescita di un ecosistema tecnologico europeo più competitivo.








