Data center, gli hyperscaler verso il dominio infrastrutturale: entro il 2031 controlleranno due terzi della capacità globale

Secondo Synergy Research, gli hyperscaler hanno ormai superato data center enterprise e colocation per capacità installata e sono destinati a rafforzare ulteriormente il proprio peso nei prossimi anni. A spingere la crescita non è solo il cloud pubblico, ma soprattutto la corsa globale alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale

Il mercato globale dei data center sta entrando in una fase di concentrazione sempre più marcata, con gli hyperscaler che consolidano rapidamente la propria posizione come infrastruttura dominante dell’economia digitale. Secondo una recente analisi pubblicata da Synergy Research Group, già dalla fine dello scorso anno i grandi operatori cloud hanno il controllo sul 48% della capacità mondiale dei data center, superando in modo netto sia i provider di colocation sia le infrastrutture enterprise on-premise.

A dare concretezza al dato contribuisce anche il numero di strutture operative: i data center hyperscale attivi nel mondo hanno raggiunto quota 1.360, segnale di come il modello hyperscale non sia più un fenomeno circoscritto ai grandi cloud provider statunitensi ma una componente strutturale dell’infrastruttura digitale globale.

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Data Center. Un’inversione degli equilibri a favore degli hyperscaler

Secondo lo studio, siamo in presenza di un’inversione di equilibrio particolarmente rapida. Ancora nel 2018 erano i data center enterprise a detenere la maggioranza della capacità installata a livello globale, con il 56% del totale, mentre hyperscaler e operatori di colocation si dividevano il resto del mercato. In meno di un decennio il quadro si è ribaltato: la quota enterprise è scesa al 32% e gli hyperscaler sono diventati la principale infrastruttura data center del pianeta.

E la tendenza è destinata ad accentuarsi ulteriormente, sempre secondo le proiezioni di Synergy.
Entro il 2031, infatti, gli hyperscaler potrebbero arrivare a detenere il 67% della capacità globale, lasciando ai data center enterprise una quota non superiore al 19%.
Tradotto in termini infrastrutturali, la capacità hyperscale globale crescerà di oltre tre volte nell’arco di un quinquennio. Un dato che evidenzia come il fenomeno non consista soltanto nello spostamento di workload dall’on-premise verso il cloud: è l’intero fabbisogno mondiale di capacità data center ad aumentare, con gli hyperscaler che intercettano la parte largamente predominante di questa crescita.

L’intelligenza artificiale accelera una trasformazione già in corso

Se è vero che il cloud pubblico resta il motore strutturale della crescita hyperscale, è ormai evidente che è l’intelligenza artificiale ad averne accelerato ulteriormente l’espansione.. La diffusione di workload GenAI e AI ad alta intensità computazionale sta infatti spingendo verso l’alto la domanda di capacità elaborativa, consumo energetico e infrastrutture GPU-ready.
Detto in altri termini, secondo Synergy Research Group, l’AI ha agito da acceleratore di una traiettoria già in atto, ma non da causa originaria del fenomeno.

Su questa spinta, player come Amazon Web Services, Microsoft e Google continuano a investire massicciamente nell’espansione dei propri campus hyperscale, progettati per ospitare workload AI ad alta densità e infrastrutture specializzate per training e inferenza.

Questa dinamica si riflette nell’intero mercato globale dello sviluppo infrastrutturale: secondo la ricerca, la pipeline mondiale conta quasi 800 nuovi data center hyperscale in costruzione o pianificati, un volume sufficiente a consentire alla capacità hyperscale di raddoppiare nell’arco di circa tre anni.

Data Center. La crescita hyperscale non coincide con quella della colocation

Un elemento particolarmente significativo che emerge dal report riguarda il modo in cui gli hyperscaler stanno espandendo la propria capacità infrastrutturale. Oggi quasi il 60% della capacità hyperscale globale si trova in data center costruiti e posseduti direttamente dagli stessi operatori, mentre solo la quota restante è ospitata in strutture prese in leasing.

Il dato suggerisce che la crescita degli hyperscaler non si traduce automaticamente in un vantaggio proporzionale per il mercato della colocation. Una parte crescente degli investimenti infrastrutturali viene infatti assorbita internamente dai grandi cloud provider, che stanno aumentando il controllo diretto sui propri asset fisici e sulla relativa supply chain.

Questo non implica un ridimensionamento della colocation. Secondo lo studio, il comparto continuerà a crescere in termini assoluti e a mantenere ritmi sostenuti, ma il suo peso relativo sul totale del mercato è destinato a ridursi progressivamente.

Per molti operatori ciò significa che la competizione non può più basarsi soltanto sulla disponibilità di spazio e potenza elettrica. In un mercato sempre più dominato da investimenti hyperscale proprietari, la differenziazione passa sempre più dalla capacità di offrire ambienti ad alta densità, sistemi avanzati di raffreddamento, interconnessione cloud e servizi infrastrutturali a maggiore valore aggiunto.

L’on-premise non scompare, ma cambia funzione

Il report evidenzia anche un elemento meno intuitivo: il data center enterprise non sta scomparendo. Dopo anni di sostanziale stagnazione, la capacità on-premise torna a crescere moderatamente, sostenuta in primo luogo dai deployment locali di infrastrutture AI e server GPU.

Non si tratta però di un ritorno al modello tradizionale di data center aziendale come piattaforma general purpose. La nuova domanda on-premise appare molto più selettiva e legata a esigenze specifiche: workload AI ad alta intensità computazionale, requisiti di bassa latenza, vincoli regolatori e crescente attenzione alla sovranità del dato.

In questa dinamica si inserisce, a nostro avviso, anche il più ampio fenomeno della cloud repatriation, con un numero crescente di organizzazioni che rivaluta l’opportunità di riportare internamente alcuni workload e dataset precedentemente migrati su cloud pubblico, sia per ragioni economiche sia per ridurre l’esposizione a rischi legati a governance, compliance e controllo giurisdizionale del dato.

Più che un ritorno generalizzato all’on-premise, emerge quindi un modello infrastrutturale più ibrido e selettivo, nel quale il data center enterprise recupera centralità non come alternativa al cloud, ma come componente specializzata di architetture sempre più distribuite e governate in funzione di controllo, performance e compliance.

Data center, gli hyperscaler verso il dominio infrastrutturale: entro il 2031 controlleranno due terzi della capacità globale ultima modifica: 2026-04-17T14:51:48+02:00 da Miti Della Mura

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