Data Privacy Day, un contributo esclusivo di Federica Maria Rita Livelli, Business Continuity & Risk Management Consultant Comitato Scientifico di CLUSIT; Board del BCI Italy Chapter; Board ANRA e soprattutto parte di Women for Cyber Security con cui da oggi Sergente Lorusso avvia una collaborazione editoriale

A partire dal 2006 ogni anno il 28 gennaio si celebra il Data Privacy Day, ovvero la “Giornata europea della protezione dei dati personali”, che ha come obiettivo di responsabilizzare le persone e incoraggiare le aziende a prestare attenzione a questa tematica oltre a gestire le implicazioni di cyber security ed etiche.

Quando parliamo di protezione dei dati dobbiamo ricordarci che è sempre più necessario attuare una calibrata sintesi tra utilizzo della tecnologia – che non deve prevaricare i diritti umani e garantire un uso corretto dei dati – e la salvaguardia della privacy, della democrazia e dello stato di diritto.

Il processo accelerato di digitalizzazione e innovazione, scaturito dalla pandemia, ha cambiato drasticamente le interazioni sociali e le abitudini della collettività, accelerando drasticamente alcune tendenze, quali: la pratica dell’e-commerce, lo smart working, la medicina da remoto e il ricorso alla didattica a distanza. Fattori che hanno ulteriormente evidenziato l’importanza della salvaguardia dei diritti legati alla privacy e alla protezione dei dati, la gestione dei rischi e della sicurezza cyber.

Data Privacy Day, perchè è una occasione importante

Nella ricorrenza del Data Privacy Day soffermiamoci a riflettere su quanto sia cambiato il mondo intorno a noi: condividiamo sempre più i nostri dati con la rete attraverso le varie piattaforme delle Big Tech che sono in grado di ricavare previsioni attendibili – in base ad analisi simultanee di profili realistici – e costruire “virtualmente” il modello esatto del tessuto sociale di riferimento. Ovvero, la società in cui stiamo vivendo ha decretato la “sovranità” del dato e le Big Tech si convertono nei nuovi Leviatani in grado di alimentarsi con i profili degli utenti che delegano a loro “regole” e funzioni della loro “vita sociale” on-line.

Di fatto, se da un lato il dato assume sempre più un ruolo “connotativo” dell’individuo, dall’altro lato l’individuo assiste allo “svilimento” della propria individualità a fronte della massiva mercificazione del dato stesso. Pertanto, diventa necessario prendere consapevolezza di come i nostri dati vengono trattati dalla Rete, i.e. dalle Big Tech, in modo tale da essere in grado di gestire al meglio i rischi.

Data Privacy Day, i dati e gli individui al centro

È quanto mai urgente salvaguardare i dati degli individui e, in quest’ottica, l’Europa nel 2018 ha introdotto il GDPR che si basa sul principio di “protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati di carattere personale” e si focalizza su tale diritto dell’individuo. 

Il mondo è sempre più insicuro, rischioso, alienante, dominato dalla tecnica (molto più che dalla politica e dall’economia), quindi, risulta fondamentale attuare un’innovazione armonica che mantenga al centro l’individuo, ovvero: una tecnica al servizio dell’uomo e non il contrario. Inoltre, essendo l’immaginario umano sempre più colonizzato dalla tecnica e dalle macchine – oltre che dalla tossicodipendenza consumistica alimentata dai nostri stessi dati – dobbiamo essere in grado di salvaguardare la nostra ragion critica, che ci deve portare all’implementazione di quelle misure adeguate ed efficaci, atte a garantire la cyber security dei dispositivi personali ed aziendali oltre ad acquisire la necessaria cultura digitale atta a gestire il processo di digitalizzazione ed automazione che rende la società sempre più interconnessa e che, di conseguenza, potrà incorrere nell’abuso dei dati degli individui, laddove risulta labile il confine tra lecito e illecito.

Data Privacy Day, fermiamoci a riflettere ultima modifica: 2022-01-28T09:54:00+01:00 da Marco Lorusso

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