Intelligenza artificiale nelle PMI: la sfida dei partner ICT. Un imprenditore può aver provato un chatbot, visto una dimostrazione convincente, ascoltato decine di promesse sulla produttività. Poi arriva il momento di portare l’intelligenza artificiale dentro l’azienda. E le domande cambiano.
Su quale attività conviene intervenire? Quali dati servono? Quanto costa partire? Chi segue il progetto quando la dimostrazione finisce e comincia il lavoro quotidiano?
È in questo passaggio che si gioca la partita dell’intelligenza artificiale nelle PMI. Una partita che riguarda la capacità di scegliere un problema, affrontarlo con gli strumenti adatti e verificare se il risultato giustifica l’investimento.
Per il canale ICT è un terreno di lavoro preciso. Le imprese hanno bisogno di interlocutori capaci di collegare tecnologia, processi e risorse disponibili. Partner che sappiano accompagnarle dalla curiosità iniziale a un utilizzo sostenibile.
Da qui prende forma “Destination AI: Dalla visione all’opportunità”, l’appuntamento con TD SYNNEX, Lenovo e AMD in programma il 13 ottobre 2026, dalle ore 14, allo Spazio Lenovo di Milano, in corso Matteotti 10. Un incontro dedicato a partner selezionati, con un focus sulle opportunità dell’AI nel mercato delle piccole e medie imprese.

L’AI cresce, ma il divario tra imprese resta aperto
I numeri aiutano a capire quanto questo confronto non solo sia necessario ma arrivi nel momento giusto al posto giusto.
Secondo Istat, nel 2025 il 16,4% delle imprese italiane con almeno dieci addetti utilizzava almeno una tecnologia di intelligenza artificiale, contro l’8,2% del 2024. L’adozione è quindi raddoppiata in un anno.
La crescita, però, procede a velocità diverse. Tra le grandi imprese la quota ha raggiunto il 53,1%, mentre nelle PMI si è fermata al 15,7%. Nello stesso rapporto, la mancanza di competenze adeguate emerge come un ostacolo per quasi il 60% delle aziende che avevano valutato l’AI senza poi realizzare l’investimento.
Sono dati riferiti al 2025, che descrivono una questione ancora centrale nel confronto sull’adozione: la disponibilità delle tecnologie deve incontrare la capacità delle organizzazioni di utilizzarle.
Per una PMI questo significa trovare tempo, competenze e risorse per affrontare il cambiamento. Significa anche individuare qualcuno che aiuti a distinguere un’opportunità concreta da una proposta troppo ampia per le esigenze dell’azienda.
Intelligenza artificiale nelle PMI: partire da un’attività riconoscibile
Il punto di partenza di un progetto AI dovrebbe poter essere spiegato senza aprire una presentazione tecnica.
Un ufficio impiega troppo tempo a cercare informazioni nella documentazione aziendale. Il servizio clienti deve consultare manuali diversi prima di rispondere. Un reparto gestisce grandi quantità di documenti e dedica ore ad attività ripetitive.
Sono esempi di problemi sui quali valutare l’utilità dell’intelligenza artificiale. La scelta dipende dal contesto, dalla qualità dei dati e dalla possibilità di controllare i risultati.
Per il partner, il primo lavoro è quindi capire come funziona l’attività da migliorare. Dove si accumulano i ritardi? Quali passaggi richiedono una valutazione umana? Quanto pesa un errore? Quale cambiamento sarebbe davvero utile alle persone che svolgono quel lavoro?
Da queste risposte può nascere un progetto circoscritto, con obiettivi comprensibili e risultati misurabili. Una base sulla quale decidere se proseguire, correggere l’approccio o fermarsi.
È un metodo che rende più concreta anche la discussione commerciale. L’impresa può valutare un intervento collegato al proprio lavoro, con una stima delle risorse necessarie e criteri per verificarne l’efficacia.
Il valore del partner ICT si vede nella capacità di accompagnare
L’intelligenza artificiale richiede un lavoro di raccordo tra esigenze aziendali e possibilità tecnologiche. Non è teoria è pratica cristallizzata per altro dai recenti dati del Global Technology Distribution Council sulle aspettative delle aziende europee rispetto ai partner sul territorio.
Occorre capire dove sono i dati, chi può utilizzarli, come si integrano gli strumenti con le applicazioni esistenti e chi sarà responsabile del servizio. Poi bisogna preparare le persone, raccogliere le loro osservazioni e verificare che il nuovo processo funzioni anche fuori dalle condizioni della dimostrazione.
Per un partner ICT, questo percorso può aprire spazio a servizi di analisi, integrazione, formazione e assistenza. Ma richiede a sua volta preparazione: scegliere un ambito nel quale sviluppare competenze, conoscere i limiti delle soluzioni e costruire collaborazioni utili.
Il programma Destination AI di TD SYNNEX nasce per supportare lo sviluppo dei partner nell’intelligenza artificiale, con risorse e percorsi che tengono conto di diversi livelli di esperienza.
Il tema ha un’implicazione precisa per il mercato SMB: rendere accessibili competenze che una singola impresa può avere difficoltà a sviluppare internamente. La relazione con il partner acquista valore quando permette al cliente di prendere decisioni più informate e di mantenere il controllo sul progetto.
Infrastruttura e budget: le domande da affrontare prima di partire
Un progetto AI ha bisogno di un ambiente nel quale funzionare. La scelta dell’infrastruttura dipende dall’attività, dai dati utilizzati, dalle prestazioni richieste e dalle modalità di accesso.
Per questo l’analisi dovrebbe precedere la scelta della configurazione. Un assistente per consultare documenti, un’applicazione che elabora immagini e uno strumento di supporto alle attività individuali possono avere esigenze differenti.
Lo stesso vale per il budget. Il costo della tecnologia è una parte dell’investimento: bisogna considerare anche integrazione, preparazione dei dati, formazione, gestione e verifiche successive.
Per una PMI, chiarire questi aspetti aiuta a valutare la sostenibilità dell’intero percorso. Un progetto iniziale ben delimitato può offrire evidenze utili prima di assumere impegni più ampi.
L’agenda dell’appuntamento milanese prevede un approfondimento sull’ecosistema Lenovo 360 e AMD, con use case e casi di successo, insieme a un momento dedicato alle soluzioni finanziarie a supporto della crescita. Due temi che collegano la proposta tecnologica alle condizioni necessarie per realizzarla.
Destination AI: a Milano il confronto sulle opportunità per il canale
La domanda che attraversa l’evento è concreta: come trasformare l’AI in nuove opportunità di business per i clienti?
La risposta richiede un confronto su strategie, esperienze e strumenti. Per i partner, ascoltare un caso di successo è utile soprattutto quando permette di comprenderne le condizioni: quale problema è stato affrontato, quali competenze sono servite e come è stato valutato il risultato.
“Destination AI: Dalla visione all’opportunità” porterà questi temi allo Spazio Lenovo il 13 ottobre. Dopo il welcome coffee e l’accredito delle 14, la business discussion inizierà alle 14.30. Il pomeriggio proseguirà con l’esperienza HIGHLINE Milano, sul tetto della Galleria Vittorio Emanuele II, e con un aperitivo di networking. L’appuntamento è riservato a un numero limitato di partner e la partecipazione è subordinata all’accettazione di TD SYNNEX.
Il valore del confronto sta nel portare l’intelligenza artificiale dentro le domande che le PMI pongono ogni giorno ai propri interlocutori tecnologici: che cosa possiamo migliorare, con quali risorse e con quale beneficio?
Per il canale ICT, riuscire a rispondere significa costruire una proposta che l’impresa possa comprendere, adottare e far crescere. E, soprattutto, significa costruire un’opportunità di business senza precedenti per impatto ed estensione potenziale nel tempo.









