A Pechino si rafforza la corsa alla protezione di informazioni personali e gli ultimi avvenimenti rischiano di influenzare pesantemente la natura delle tech company. Non si è ancora arrivati alla pubblicazione di una versione definitiva, ma le voci che si rincorrono, come rivela la tv americana CNBC, parlano di un progetto corposo.

La bozza, approvata in prima istanza a luglio, potrebbe entrare in vigore a novembre, e a più riprese, è stato fatto un parallelismo con il GDPR europeo (del quale abbiamo visto l’impatto sul mondo IT), seppur con le dovute differenze. Cerchiamo di approfondire la questione, andando a comprenderne le connessioni con l’Enterprise.

Tra Big Data e GDPR, ecco cos’è la PIPL

Ad essere varata a breve, come ha ribadito l’agenzia Aska, sarà la PIPL, acronimo inglese per Personal Information Protection Law. In ballo ci sono delle condizioni limitanti per manager e imprenditori intenzionati ad utilizzare, per fini di vario genere, elementi strettamente personali, relativi agli utenti.

A livello globale non ci sarebbero eguali ed il raggio di azione andrebbe a toccare diversi contesti, tenendo sotto controllo la circolazione di bit riguardanti la localizzazione di un individuo, il suo stato di salute o magari le sue disponibilità dal punto di vista finanziario.
I servizi che non rispetteranno le apposite indicazioni andranno immediatamente bloccati se colti con procedure illegali. L’idea è di frenare lo strapotere di determinati colossi come Alibaba, un riferimento per l’e-commerce dal momento che costituisce l’equivalente di Amazon.

Un discorso analogo vale per Tencent Holding, alla quale affluisce il mercato dell’elettronica e delle telecomunicazioni. Il Ministero per l’Industria e l’Informatica sarebbe intervenuto di recente nei confronti di oltre 40 app, tra cui la nota WeChat che nell’Estremo Oriente è ben più di un sistema di messaggistica istantanea, essendo, tra le altre cose, un diffusissimo mezzo per i pagamenti. La scadenza per adeguarsi, quanto a trasferimento inappropriato di contatti e simili, era fissata per il 25 agosto scorso.

Cosa cambia tra aziende e clienti

Le organizzazioni private possono muoversi solo dopo aver ricevuto il consenso a farlo da parte del proprio target, un’autorizzazione che può essere revocata in qualunque istante. Nella circostanza in cui ci sia un rifiuto ad acconsentire alla raccolta, le imprese devono continuare ad erogare le prestazioni a meno che non serva qualcosa di strettamente necessario e collegato al prodotto stesso.

Dal governo locale trapela preoccupazione per alcune conseguenze provocate dalla sempre più larga fruizione della rete. Prendiamo ad esempio la situazione del live streaming, che le nuove normative vuole intendono vietare agli under 16, impedendo, al contempo, la vendita di giornali stranieri, insieme ad una serie di medicinali e dispositivi con multe ingenti previste per eventuali violazioni del codice.

Un provvedimento corposo è stato preso il mese scorso e, a farne le spese, è stato Didi, applicazione di consegne a domicilio che è stata rimossa dagli store accessibili nel Paese, frenando ulteriori iscrizioni. Con la definitiva promulgazione si capirà con maggiore chiarezza quali soggetti guadagneranno dalla suddetta storia e chi ne uscirà sconfitto.

 

 

PIPL, approvata in Cina la nuova legge sulla privacy ultima modifica: 2021-09-02T10:45:19+00:00 da Emanuele La Veglia

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