Il lancio di Synergy, il Partner Program 2026 di ReeVo, si colloca in una fase di profonda evoluzione per il Cloud e MSP Provider italiano.
La revisione del programma di canale riflette infatti una trasformazione più ampia che negli ultimi anni ha visto il gruppo espandere competenze, presenza internazionale e perimetro tecnologico, fino a ridefinire progressivamente il proprio posizionamento nel mercato cloud e cybersecurity.
Da un lato c’è infatti l’esigenza di adattare il modello di canale a un ecosistema di partner sempre più eterogeneo; dall’altro c’è la volontà di accompagnare la crescita di ReeVo come piattaforma europea di cloud e cybersecurity, in un mercato dove i confini tra infrastruttura, servizi gestiti e protezione stanno progressivamente scomparendo.
“Negli anni non è cresciuto solo il numero dei partner, ma anche la loro varietà”, spiega Salvatore Giannetto, co-CEO di ReeVo. “Abbiamo partner che lavorano come MSP, più autonomi e orientati a modelli standardizzati e ricorrenti, e system integrator che invece operano su progetti complessi e hanno bisogno di un supporto completamente diverso. Il nuovo modello di canale nasce proprio per valorizzare queste differenze e accompagnarli nel modo corretto”.
È dunque da questa analisi che nasce il nuovo programma partner Synergy, articolato su due percorsi distinti: ReeVo One, dedicato a chi sviluppa business ricorrente attraverso servizi standardizzati, marketplace e modelli scalabili, e ReeVo Value, pensato invece per partner focalizzati su progetti custom e iniziative a maggiore complessità progettuale.
Nello sviluppo del programma, ReeVo intende dare ai propri partner maggiore flessibilità operativa, permettendo loro di sviluppare business ricorrente o progettualità custom in funzione della tipologia di cliente, dell’opportunità e della maturità del proprio modello di servizio.
Il ruolo strategico del canale nel piano di crescita ReeVo
Per ReeVo il canale resta il principale motore di sviluppo commerciale.
Il gruppo conta oggi oltre 400 partner attivi, di cui circa 350 in Italia: una distribuzione che riflette sia la storica vocazione channel-first dell’azienda sia il peso strategico che la filiera indiretta continua ad avere nel suo modello di crescita.
“Per noi il partner è il trait d’union tra mercato e ReeVo”, sottolinea Salvatore Giannetto. “È lui che conosce davvero l’infrastruttura del cliente, che ne comprende gli asset strategici e che può guidarlo nella definizione delle scelte architetturali. In uno scenario in cui cloud, cyber e compliance si intrecciano sempre di più, questo ruolo diventa ancora più rilevante”.
Ma proprio questa centralità richiede un modello di supporto più strutturato.
Non tutti i partner, osserva l’azienda, hanno oggi le stesse competenze o la stessa capacità di delivery. Da qui la scelta di introdurre con il nuovo programma una distinzione più netta anche nella gestione progettuale.
“Storicamente uno dei temi più complessi era capire dove finisse la responsabilità del partner e dove iniziasse quella di ReeVo”, spiega ancora Giannetto. “Oggi vogliamo essere più chiari: chi vuole investire, certificarsi e acquisire autonomia può farlo; chi invece preferisce delegare a noi progettazione e delivery perché non ha risorse o competenze sufficienti può contare su un nostro supporto diretto”.
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ReeVo, il partner program riflette l’evoluzione industriale del gruppo
Il lancio di Synergy arriva in una fase in cui ReeVo ha ormai completato una trasformazione significativa del proprio perimetro operativo.
Dopo il delisting del 2023 e il ritorno a una struttura privata supportata da private equity, il gruppo ha avviato una nuova fase di crescita accelerata, fondata su espansione geografica e acquisizioni mirate.
Tra il 2024 e il 2026 sono entrate nel perimetro diverse realtà che hanno contribuito ad ampliare in modo sostanziale competenze, portafoglio e copertura geografica del gruppo. In Italia, l’acquisizione di ITnet ha rafforzato l’offerta nei segmenti private e hybrid cloud, aggiungendo competenze carrier-grade in ambito networking e servizi gestiti infrastrutturali; quella di SIGHUP ha invece esteso il presidio sulle tecnologie cloud native, Kubernetes e DevOps, rafforzando la capacità di ReeVo di supportare progettualità enterprise legate a containerizzazione e modern application delivery. In parallelo, l’ingresso di Abbana ha segnato lo sbarco operativo in Francia, mentre le successive operazioni su Hispasec e Security Lab hanno ampliato ulteriormente il presidio europeo rispettivamente nei servizi avanzati di cybersecurity, threat intelligence, red teaming, governance, risk & compliance e consulenza specialistica.
Oggi ReeVo conta 300 persone, opera in 5 Paesi, dispone di 4 cloud region, 8 data center e genera oltre il 90% dei ricavi da business ricorrente, con una crescita annua del 24%.
Più in profondità, la trasformazione riguarda il posizionamento stesso dell’azienda.
ReeVo sta infatti progressivamente evolvendo da cloud provider focalizzato sull’infrastruttura a operatore europeo che propone un’offerta integrata in cui cloud, cybersecurity e servizi gestiti convergono in un unico modello operativo.
“Cloud e cyber per noi non sono business separati: sono due facce della stessa medaglia”, afferma Antonio Giannetto, co-CEO di ReeVo. “L’obiettivo è proteggere il business delle aziende, non limitarsi a fornire tecnologia. Per questo abbiamo costruito un modello in cui il cloud integra nativamente funzionalità di sicurezza e in cui la componente cyber può estendersi anche ad ambienti che non risiedono sulla nostra infrastruttura”.
Il mercato si sposta verso servizi gestiti e responsabilità condivisa
Più in profondità, la trasformazione riguarda il posizionamento stesso dell’azienda.
ReeVo sta infatti progressivamente evolvendo da cloud provider focalizzato sull’infrastruttura a operatore europeo che propone un’offerta integrata in cui cloud, cybersecurity e servizi gestiti convergono in un unico modello operativo.
“Cloud e cyber per noi non sono business separati: sono due facce della stessa medaglia”, afferma Antonio Giannetto. “L’obiettivo è proteggere il business delle aziende, non limitarsi a fornire tecnologia. Per questo abbiamo costruito un modello in cui il cloud integra nativamente funzionalità di sicurezza e in cui la componente cyber può estendersi anche ad ambienti che non risiedono sulla nostra infrastruttura”.
È una dinamica che, secondo ReeVo, riguarda in modo crescente anche il mid-market e le PMI, dove il partner mantiene un ruolo decisivo come consulente di fiducia ma tende sempre più spesso a delegare al provider l’erogazione dei servizi più complessi, soprattutto in ambito cyber.
“Sul cloud molti partner riescono ancora a operare in autonomia”, spiega Giannetto. “Sulla cybersecurity vediamo invece una delega crescente verso di noi. Molti ci dicono apertamente: se devo vendere un servizio SOC o una protezione avanzata, preferisco appoggiarmi a un operatore che abbia una struttura 24/7 e competenze dedicate piuttosto che assumermi una responsabilità che non riesco a presidiare pienamente”.
Sovranità digitale e repatriation: un tema che diventa operativo
A rafforzare ulteriormente questa dinamica è poi il crescente peso della sovranità digitale, che per ReeVo non rappresenta più soltanto un elemento di posizionamento commerciale ma una leva concreta di mercato.
“Per anni la sovranità digitale è stata interpretata semplicemente come localizzazione del dato”, osserva Salvatore Giannetto. “Oggi il tema è cambiato: non conta solo dove stanno i dati, ma chi ne ha realmente la governance. È questo che sta riportando attenzione verso provider europei”.
Secondo ReeVo il fenomeno della repatriation è già in corso. Diverse aziende starebbero valutando – e in alcuni casi già avviando – il ritorno di workload dagli hyperscaler internazionali verso provider europei, spinte da una combinazione di motivazioni che include governance, compliance, riduzione del lock-in e maggiore prevedibilità dei costi.
“Oggi il mercato è più maturo nella valutazione del cloud rispetto a qualche anno fa”, osserva Antonio Giannetto. “Le aziende stanno rileggendo molte scelte fatte nella prima fase di adozione con una maggiore attenzione a costi, governance e dipendenze tecnologiche”.
L’obiettivo: triplicare entro il 2030
In questa prospettiva, anche il nuovo partner program si inserisce tra gli strumenti con cui ReeVo punta a sostenere la prossima fase del proprio sviluppo.
L’obiettivo dichiarato dal gruppo è triplicare i ricavi entro il 2030, partendo da un fatturato consolidato oggi pari a circa 70 milioni di euro, mantenendo una crescita organica nell’ordine del 25% annuo e continuando parallelamente il percorso di acquisizioni.
Sul piano geografico, il target è portare il peso del business internazionale dall’attuale 20% al 40% del fatturato complessivo, consolidando la presenza nei mercati già presidiati prima di aprire nuovi fronti.
Come sottolinea Antonio Giannetto, la logica non è quella di moltiplicare semplicemente la presenza geografica, ma di costruire massa critica nei Paesi in cui ReeVo opera: una dimensione ritenuta necessaria per sostenere investimenti, innovazione e crescente complessità normativa e tecnologica.
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