Alla base della trasformazione digitale vi è lo sviluppo di moltissime applicazioni, utili a soddisfare tutte le esigenze delle aziende e dei loro clienti. L’impatto delle tecnologie emergenti, in particolar modo dell’intelligenza artificiale, se finora aveva assunto una rilevanza accessoria, sta attualmente iniziando a determinare un nuovo modo di creare il software, oltre ad ottimizzare i workflow attualmente più diffusi, come la scrittura del codice e la revisione dei bug.

Di conseguenza, la professione dello sviluppatore (qui la classifica dei linguaggi di programmazione per il 2023) stesso si avvia verso una fase di profondo ripensamento. In tal senso, nel momento in cui tutti si attivano per formulare le proprie previsioni in vista di un 2024 che viene annunciato come l’anno cruciale per la diffusione dell’intelligenza artificiale generativa, Forrester ha effettuato una lucidissima analisi sul tema, individuando tre elementi sui cui vale la pena riflettere con grande attenzione.

Nel proprio Predictions 2024, l’analista statunitense prevede che i fattori che saranno in grado di incidere con maggior rilevanza nello scenario dello sviluppo software saranno i TuringBot (assistenti basati sulla AI generativa), la condivisione del software “quasi open source” e la diffusione del framework Backstage.

Lo scorso anno Forrester si era soffermata sul crescente ruolo dei citizen developer, grazie alla diffusione dei tool low-code / no-code, su come le strategie legate alle API avrebbero agevolato la gestione delle applicazioni nel settore entreprise e sulla diffusione di WebAssembly. Forrester dimostrava inoltre scarsa fiducia in merito alle sorti degli open standard per il metaverso. Tutti eventi che si sono puntualmente verificati nel corso del 2023. Vediamo cosa attende i professionisti del software nel 2024.

TuringBot: il software AI powered per gli sviluppatori

L’inarrestabile ascesa dell’intelligenza artificiale generativa consente al mondo dello sviluppo software di ripensare i propri modelli organizzativi, per raggiungere livelli di efficienza senza precedenti. Ciò che a lungo è stato promesso e previsto, è ora arrivato per davvero.

Forrester ha coniato il termine TurinBot, per identificare un software AI-based che “essenzialmente, genera codice”, come ha esordito Mike Gualtieri, principal analyst at Forrester nel contesto di un recente evento sul tema: “Il TuringBot – precisa ancora Gualtieri – è un modo di ottenere del codice pronto per l’esecuzione. È semplice notare come possa essere trasformativa l’esperienza di sviluppo”.

TuringBot è pertanto un termine ombrello che comprende tutte le tecnologie basate sull’AI generativa in grado di generare e gestire il codice. Copilot e ChatGPT sono pertanto I due esempi più popolari di TuringBot, in grado di aiutare gli sviluppatori (qui la mappa per sapere chi sono gli ISV) end-to-end lungo l’intero ciclo dell’applicazione, dal concept, al test, alla distribuzione, fino al suo continuo aggiornamento.

I TuringBot non sono destinati, almeno nel breve e nel medio termine, a sostituire gli attuali professionisti, ma ad aiutarli a lavorare meglio e in maniera decisamente più rapida, grazie alle capacità di automazione di cui dispongono. Questo vale se prendiamo in considerazione ruoli come i designer, gli sviluppatori, i tester e a maggior ragione i product manager, dal momento che l’operato della AI richiede ancora un elevato livelli di supervisione da parte degli esperti umani.

Secondo le previsioni di Forrester, il prossimo anno sempre più sviluppatori integreranno assistenti AI nel ciclo di vita del software, per velocizzare la scrittura e la revisione del codice. Le stime del consulente americano indicano un incremento di produttività compreso tra il 15% e il 20%.

Forrester aveva stimato che nel 2023 il 10% del codice a livello globale sarebbe stato generato da TuringBot, ma la netta sensazione, già riconosciuta dal consulente americano, è che si tratti di una previsione decisamente sottodimensionata rispetto all’attuale diffusione di strumenti come ChatGPT nelle pipeline degli sviluppatori, migliorando mediamente i propri risultati dal 20% al 50%, con punte in grado di toccare addirittura il 200%.

Interessanti anche le prospettive per il testing, dove gli incrementi di performance sono attesi nell’ordine di un 15-20%, e del product management (+10%).

Sviluppo software. Da open source a “ajar source”

Forrester identifica per il 2024 una netta crescita dei progetti ajar source, ossia “socchiusi”, soltanto parzialmente aperti, modelli che dovrebbero affiancare con decisione il tradizionale contesto open source di distribuzione, anche sulla base di una serie di iniziative decisamente promettenti.

Meta ha infatti rilasciato una versione del suo large language model Llama 2, con una particolare licenza che ne limita l’impiego a 700mila, mentre Red Hat ha deciso di continuare a rispettare i termini di condizione della licenza GNU GPL, senza rilasciare pubblicamente le modifiche a livello enterprise.

Secondo Forrester, si aprirà la via per un falso open source, alla base di nuovi scenari per la distribuzione pubblica del software, sempre più condizionato da particolari restrizioni comprese nelle clausole di licenza. Se da un lato, l’ajar source dovrebbe dare un ulteriore impulso allo sviluppo delle applicazioni personalizzate sulla base di una tecnologia molto solida, d’altro canto potrebbero crearsi tensioni tra i vari stakeholder, specie quando i clienti potrebbero vedersi negare parti del codice sorgente a cui pensano legittimamente di aver diritto.

Da Spotify a framework di riferimento per le piattaforme self-service: il caso Backstage

Secondo le valutazioni di Forrester, Backstage dovrebbe diventare il principale framework per le piattaforme di sviluppo self-service. Si tratta di una tecnologia creata da Spotify, che ha successivamente deciso di donarla alla Cloud Native Computing Foundation (CNCF) per agevolare la creazione e la diffusione di risorse come Git repository, API, pipeline e automazioni che gli sviluppatori possono utilizzare in modalità as-a-service.

L’iniziativa ha riscorso un notevole successo, e sempre più aziende iniziano ad implementare Backstage nei propri progetti, come si evince facilmente dalle fork su GitHub. È il caso di Mercedes-Benz, American Airlines, Lowe’s e molti altri.

Sulla base di questa confortante promessa, Forrester si attende che il 2024 rappresenti l’anno della consacrazione per Backstage, destinato a diventare il framework di riferimento quando si tratta di “Automatizzare, astrarre ed esporre le funzionalità dell’infrastruttura IT sotto forma di portale per gli sviluppatori”. Forrester precisa come: “Ci aspettiamo inoltre che Backstage cominci a influenzare soprattutto i vendor di internal API in quanto ISV e sviluppatori cercano un portale unico per tutte le loro esigenze di sviluppo interno”.

Sviluppo software, i trend per il 2024: AI generativa, (quasi) open source e Backstage ultima modifica: 2023-11-29T21:51:09+01:00 da Francesco La Trofa

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui