Tech Tour 2026: tra AI, cloud ibrido e sovranità del dato. Scalabilità, governance del dato, AI e modelli hybrid cloud stanno ridefinendo le priorità delle aziende italiane sul fronte infrastrutturale. In uno scenario caratterizzato da costi variabili, crescente pressione sulla sicurezza e necessità di accelerare l’innovazione, partner e system integrator si trovano sempre più spesso a costruire architetture capaci di combinare flessibilità, controllo e sostenibilità operativa.

È una trasformazione che emerge chiaramente anche dal confronto con partner e system integrator italiani presenti al Tech Tour 2026 organizzato da HPE per i partner del proprio ecosistema e che si è svolto la scorsa settimana tra Miami e Houston. Un confronto partecipato, nel corso del quale il tema dell’innovazione infrastrutturale si intreccia con quello della governance del dato, dell’intelligenza artificiale e della continuità operativa.

Scalabilità e sostenibilità diventano parte della stessa equazione

Tra gli elementi che stanno guidando le richieste delle aziende emerge innanzitutto l’esigenza di costruire infrastrutture capaci di adattarsi rapidamente all’evoluzione del business.

In primis, Valerio Rubbo, Account Manager di TT Tecnosistemi – Gruppo Digital Value, descrive uno scenario nel quale velocità di implementazione, flessibilità e visibilità sui costi assumono un ruolo sempre più centrale.

“In un contesto molto variabile e difficile come il mercato odierno dell’ICT, temi come scalabilità, flessibilità e velocità di implementazione la fanno da padrone nelle richieste dei clienti”.
Ma accanto alla crescita infrastrutturale si sta rafforzando anche il tema della sostenibilità, sempre più integrato nelle valutazioni strategiche legate all’evoluzione tecnologica.
Perché, sostiene Rubbo, “va bene implementare e crescere, ma bisogna farlo in maniera sostenibile”.

Il punto interessante è che questi elementi vengono ormai affrontati come parti dello stesso percorso evolutivo. Cloud, sicurezza, ottimizzazione economica e sostenibilità procedono infatti in parallelo, contribuendo a definire modelli infrastrutturali più dinamici e governabili.

AI e sperimentazione: le aziende cercano casi concreti

Come è facile immaginare, l’intelligenza artificiale rappresenta uno dei temi più discussi, ma anche uno dei più pragmatici. Il focus si sta progressivamente spostando dalla curiosità tecnologica alla ricerca di applicazioni operative capaci di generare valore reale.

Per Rubbo, “toccare con mano queste tecnologie (come è accaduto nel corso del Tech Tour ndr) ha portato subito a riflettere sulle possibili applicazioni nell’operatività di tutti i giorni”.

Il focus si concentra soprattutto sulla capacità dell’AI di accelerare attività, semplificare la gestione dell’infrastruttura e introdurre nuovi livelli di efficienza nei processi aziendali.

“Sono sicuro che approfondendo questo tipo di tecnologie i clienti potranno valutare i miglioramenti e il valore aggiunto che queste soluzioni possono portare alle loro infrastrutture”.

È una visione condivisa anche da Simone Ponzoni, CEO di Quanture, che descrive il momento attuale come una fase nella quale le aziende stanno cercando di comprendere come estrarre valore reale dall’intelligenza artificiale attraverso sperimentazioni progressive e casi d’uso mirati.
E per quanto riguarda l’azienda da lui guidata spiega: “Noi stiamo mettendo a disposizione la nostra esperienza per fare piccoli esercizi e prove pratiche su processi di business che possono essere accelerati o migliorati con questi strumenti”.
Il punto cruciale, sottolinea Ponzoni, riguarda oggi soprattutto la capacità di apprendere rapidamente e adattarsi a uno scenario in continua evoluzione.
“Oggi l’intelligenza artificiale è un forte acceleratore. Dobbiamo imparare a utilizzarla bene”.

Il system integrator come orchestratore della complessità

L’evoluzione tecnologica sta modificando profondamente anche il ruolo dei partner.
Nicola Fracassi, CEO di Far Networks, utilizza una definizione molto efficace per raccontare la trasformazione del system integrator moderno: “un alchimista”.
“Il system integrator è colui che è capace di mettere insieme tecnologia, esigenze dei clienti e capacità di ascolto”.
Nella sua visione, la figura del partner evolve verso una funzione di orchestrazione, nella quale conta sempre meno la semplice rivendita di tecnologia e sempre di più la capacità di integrare infrastrutture, cloud, dati, applicazioni e modelli operativi.
Secondo Fracassi, il mercato sta vivendo anche una fase di riequilibrio rispetto alla corsa totale verso il cloud pubblico che aveva caratterizzato gli ultimi anni.
“I clienti stanno guardando al dato in maniera diversa rispetto a pochi anni fa”.

Tech Tour 2026: Hybrid cloud e sovranità del dato

Sulla base di queste premesse, appare chiaro come la governance dell’informazione stia tornando al centro delle strategie infrastrutturali.
Sempre più aziende stanno infatti cercando un equilibrio tra cloud pubblico, infrastrutture on-premise e modelli in colocation, con l’obiettivo di mantenere maggiore controllo sul dato e sui workload critici.

“Tantissimi clienti ci stanno chiedendo progetti di hybrid cloud”, racconta Fracassi. 

L’infrastruttura viene così progettata come ecosistema distribuito, capace di combinare flessibilità, prossimità del dato, scalabilità e sostenibilità economica.
Senza dimenticare un punto chiave: “La sovranità del dato e dell’informazione sta tornando centrale”.

E orchestrare ambienti differenti richiede capacità progettuali, competenze infrastrutturali e comprensione delle esigenze operative del cliente.

Tecnologia e modelli finanziari convergono

Accanto agli aspetti tecnologici cresce anche l’attenzione verso la sostenibilità finanziaria dell’infrastruttura.

Fracassi richiama ad esempio l’importanza di poter accedere a soluzioni consumption-based come GreenLake, che permettono di accompagnare l’evoluzione tecnologica con maggiore elasticità economica.

“GreenLake guarda sia alle esigenze tecnologiche sia alle esigenze finanziarie del cliente”, spiega. La possibilità di scalare progressivamente infrastrutture server, storage e ambienti cloud viene percepita sempre più come elemento strategico, soprattutto in una fase caratterizzata da forte volatilità dei costi hardware e da continui cambiamenti nei modelli di business.

Decisioni più rapide in uno scenario imprevedibile

In generale, il contesto di mercato viene descritto dai tre partner come sempre più dinamico e difficile da pianificare nel lungo periodo.
Ed è ancora Ponzoni che richiama apertamente il tema dell’incertezza. “Oggi viviamo in un mondo dove le certezze mancano completamente”, dice apertamente.
Per questo, la capacità di reagire rapidamente assume un valore strategico tanto quanto la pianificazione. “Le cose possono cambiare rapidamente, come del resto dimostrano i recenti aumenti dei costi dell’hardware e della RAM”.
È anche per questo che eventi come il Tech Tour proposto da HPE vengono letti dai partner come momenti di confronto strategico e accelerazione culturale, utili per comprendere in anticipo le traiettorie tecnologiche e trasformarle in progettualità concrete per i clienti.
“Vedere il futuro e l’evoluzione delle tecnologie è essenziale per muovere i prossimi passi di innovazione”.

Tech Tour 2026: tra AI, cloud ibrido e sovranità del dato cambia il ruolo dei system integrator ultima modifica: 2026-05-25T10:47:17+02:00 da Miti Della Mura

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