Ci sono voluti due anni di acquisizioni, integrazione e costruzione del modello operativo. Ma il momento dell’annuncio ufficiale al mercato è arrivato e Abacus Group si presenta come nuovo gruppo ICT italiano focalizzato su infrastrutture digitali, managed services, system integration e intelligenza artificiale.

Il progetto che sottende alla nascita della nuova entity vede la luce nel 2022 con l’obiettivo di  dar vita a una piattaforma industriale capace di aggregare società specializzate e trasformarle in un operatore integrato rivolto soprattutto alle piccole e medie imprese italiane. 
Oggi il gruppo conta oltre 450 dipendenti, più di 15 sedi tra Italia ed estero e un fatturato aggregato che a fine 2025 ha raggiunto circa 45 milioni di euro, con un EBITDA di circa 11 milioni. 
Numeri, tiene a sottolineare il management, già cresciuti ulteriormente nei primi mesi del 2026 grazie a nuove acquisizioni concluse dal gruppo.
Per altro, l’ambizione dichiarata è arrivare oltre i 200 milioni di euro di fatturato entro il 2029 attraverso una combinazione di crescita organica e operazioni di M&A.

Ma più ancora dei numeri, a emergere è il tentativo di costruire un modello diverso rispetto a quello dei tradizionali system integrator o dei grandi operatori internazionali: un gruppo che prova a riunire sotto un’unica regia infrastruttura, servizi gestiti, cybersecurity, sviluppo software e intelligenza artificiale.

Un progetto industriale costruito per aggregazione

A guidare Abacus Group due nomi molto noti nel mercato ICT italiano, Michele Lamartina, che ha assunto il ruolo di CEO del gruppo, e Marco Comastri, che ne è invece presidente, entrambi impegnati nello sviluppo di quella che di fatto vuol essere una piattaforma industriale integrata, capace di mettere a sistema competenze verticali molto specialistiche, rivolta soprattutto al mercato delle PMI.

Dal 2023 a oggi Abacus Group ha analizzato oltre 1.300 società ICT, completando tra marzo 2024 e maggio 2026 quindici acquisizioni focalizzate soprattutto su tre aree considerate strategiche dal gruppo: infrastrutture e managed services, digital transformation e intelligenza artificiale, oltre ai servizi legati a workforce e competenze specialistiche.

“A guidarci non è stata una logica puramente finanziaria”, ha spiegato Michele Lamartina. “Fin dall’inizio abbiamo lavorato per costruire un modello operativo integrato, in cui competenze infrastrutturali, sviluppo applicativo e AI possano operare dentro un modello comune, senza perdere di vista temi quali prossimità territoriale e conoscenza diretta dei clienti”.

Le società acquisite continuano infatti a rappresentare il patrimonio tecnologico, relazionale e territoriale del gruppo, ma vengono progressivamente integrate nelle tre linee di business condivise di Abacus. 

Anche la struttura delle operazioni di acquisizione riflette questa impostazione. Le acquisizioni sono state realizzate sia attraverso componenti cash sia tramite concambio azionario, permettendo agli imprenditori delle società entrate nel gruppo di rimanere coinvolti direttamente nel progetto come manager e investitori.

“Il punto centrale è che gli imprenditori continuano a essere parte attiva del percorso”, ha sottolineato Marco Comastri, presidente di Abacus Group. “Molte di queste aziende avevano competenze molto forti ma dimensioni limitate. Entrare nel gruppo permette loro di mantenere il proprio know-how specialistico, ma con una capacità di execution, sales e go-to-market molto più ampia rispetto a quella che avrebbero avuto singolarmente”.

Parallelamente, Abacus Group sta centralizzando governance, processi operativi, attività commerciali e funzioni di staff attraverso Abacus Services, shared service center creato nel 2025 per integrare HR, finance, legal e IT all’interno di un modello comune senza disperdere competenze, relazioni e specializzazioni delle società acquisite.

Abacus Group e il focus sulle PMI

Come già accennato, uno degli elementi più distintivi della strategia di Abacus Group riguarda il posizionamento sul mercato delle piccole e medie imprese strutturate, in particolare nella fascia tra 50 e 500 dipendenti. È qui che il gruppo vede uno spazio ancora poco presidiato: aziende che oggi devono affrontare problematiche sempre più sofisticate — dalla cybersecurity all’integrazione dei dati, fino all’adozione dell’intelligenza artificiale — ma che spesso continuano a gestire questi temi attraverso ecosistemi tecnologici costruiti nel tempo in modo poco omogeneo.

Secondo Michele Lamartina, molte PMI hanno già effettuato investimenti tecnologici importanti, ma questi investimenti restano frequentemente confinati in progetti pilota o ambienti separati senza tradursi in un reale cambiamento operativo. È anche per questo che Abacus punta sul modello “one-stop-shop”, proponendosi come interlocutore unico capace di integrare infrastruttura, servizi gestiti, software, AI e capacità di execution.

“Le aziende non hanno bisogno di aggiungere un ulteriore fornitore alla lista”, osserva Lamartina. “Hanno bisogno dell’opposto: ridurre la frammentazione”.

È proprio questo uno degli aspetti che differenzia Abacus rispetto ai grandi operatori internazionali, tradizionalmente più focalizzati sulla fascia enterprise e su modelli maggiormente standardizzati. “L’economia italiana è costruita sulla piccola e media impresa”, sottolinea Marco Comastri. “Il nostro obiettivo è costruire servizi realmente vicini alle esigenze delle PMI, mantenendo prossimità territoriale, capacità di personalizzazione e un rapporto diretto con il cliente”.

Tre linee di business integrate

L’offerta di Abacus Group è organizzata attorno a tre linee di business strettamente integrate tra loro, che coprono l’intero ciclo di vita dei progetti ICT: dalla componente infrastrutturale fino allo sviluppo applicativo, passando per AI, servizi gestiti e competenze operative.

La prima area è Infrastructure & Managed Services, cioè tutto ciò che riguarda infrastrutture, connettività e gestione operativa degli ambienti IT. Qui rientrano servizi di cloud, data center, business continuity, disaster recovery, workplace, unified communication, cybersecurity e Network Operation Center. Lamartina definisce questa componente il “backbone abilitante” del gruppo: la base tecnologica su cui le aziende possono poi costruire applicazioni e servizi a valore aggiunto.

Le società acquisite in quest’ambito sono prevalentemente operatori telco e MSP distribuiti soprattutto nel Centro-Sud Italia, una scelta che il gruppo collega anche alla volontà di presidiare territori in cui il digital divide resta ancora particolarmente evidente. “Per noi la presenza territoriale è un elemento strategico”, osserva Lamartina. “Conoscere il territorio e le aziende a cui vengono erogati i servizi è fondamentale, soprattutto quando si lavora con le PMI”.

La seconda linea di business, Digital & AI Transformation, rappresenta invece il motore più direttamente legato all’innovazione applicativa e all’intelligenza artificiale. Qui convergono attività di system integration, sviluppo software, analytics, automazione, piattaforme dati, integrazione ERP e CRM, sviluppo web e mobile, oltre ai progetti basati su AI generativa, agentic AI, chatbot enterprise e sistemi RAG.

È soprattutto in quest’area che Abacus concentra la propria strategia sull’intelligenza artificiale. Il gruppo insiste infatti molto sul concetto di “AI in produzione”, cioè sulla capacità di portare l’AI fuori dalla fase sperimentale e dentro l’operatività quotidiana. “Molte organizzazioni hanno già investito in AI”, spiega Lamartina, “ma spesso queste tecnologie restano confinate in ambienti demo o progetti pilota senza entrare davvero nei processi aziendali”.

Tra gli esempi citati dal management c’è anche un progetto sviluppato per una compagnia assicurativa, basato su WhatsApp e AI generativa per la gestione digitale del CID. “Abbiamo scelto uno strumento immediato e già utilizzato dagli utenti”, racconta Lamartina. “Il risultato è stato un livello di adozione molto superiore alle aspettative”.

All’interno della linea Digital & AI Transformation rientrano anche alcuni prodotti sviluppati direttamente dal gruppo, come il CRM Zenith pensato per la PMI, il motore RAG Mimir, la piattaforma SafetyDrugs dedicata alla farmacovigilanza e le soluzioni verticali Max2Factory e Max2Car rivolte al mondo industriale e automotive.

La terza linea di business è Workforce & Talent Solutions, cioè la componente legata a staffing, team augmentation, sourcing di competenze specialistiche, advisory e project management. In questo caso l’obiettivo è aiutare le aziende ad accelerare l’esecuzione dei progetti tecnologici e colmare il gap di competenze che molte organizzazioni stanno vivendo soprattutto in ambito AI, cybersecurity e system integration.

Proprio la cybersecurity rappresenta una delle aree su cui Abacus prevede di investire maggiormente nei prossimi anni. Secondo Lamartina, molte PMI italiane partono ancora da livelli minimi di protezione e spesso mancano anche gli elementi basilari di governance della sicurezza. Oggi l’offerta cyber del gruppo è collocata principalmente all’interno della linea Infrastructure & Managed Services, ma la roadmap prevede un ampliamento significativo delle competenze e dei servizi, soprattutto nell’area SOC, managed security services, sicurezza cloud e sicurezza applicativa.

Abacus Group: presenza territoriale e crescita europea

Uno degli elementi più particolari del modello Abacus riguarda la distribuzione territoriale delle società che compongono il gruppo. Le aziende attive nell’area Infrastructure & Managed Services sono concentrate soprattutto nel Centro-Sud Italia, mentre le realtà specializzate in Digital & AI Transformation sono localizzate prevalentemente nel Nord Italia e in Svizzera.

Per il management questa struttura non è casuale. Da una parte consente di mantenere prossimità ai clienti e conoscenza dei territori, soprattutto nel mercato delle PMI; dall’altra permette di costruire una piattaforma nazionale integrata in grado di condividere competenze, governance, processi commerciali e delivery. Osserva Lamartina: “Conoscere bene il territorio e le aziende a cui vengono erogati i servizi è fondamentale, soprattutto quando si lavora con le piccole e medie imprese”.

Parallelamente il gruppo guarda già all’espansione internazionale. Oltre all’Italia, Abacus è presente in Spagna e Svizzera attraverso alcune delle acquisizioni concluse negli ultimi anni. In particolare la Spagna viene considerata un mercato strategico sia per la struttura economica simile a quella italiana sia per la possibilità di utilizzarla come ponte verso il mercato latinoamericano.

Le prossime operazioni dovrebbero concentrarsi soprattutto sulle aree Infrastructure & Managed Services, AI, cybersecurity e Digital Transformation. L’obiettivo dichiarato dal management è superare i 200 milioni di euro di fatturato entro il 2029 attraverso una combinazione di crescita organica e nuove acquisizioni, costruendo progressivamente un operatore ICT italiano con ambizioni europee.

Abacus Group accelera sul consolidamento ICT: focus su PMI, AI e servizi gestiti ultima modifica: 2026-06-03T10:14:11+02:00 da Miti Della Mura

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